41 anni all’anagrafe, Todd Gloria si definisce un mezzo nativo americano (Tlingit-Haida, una tribù d’Alaska), un quarto filippino, un po’ olandese e un po’ portoricano, ma sopratutto serenamente e dichiaratamente omosessuale. Ebbene Gloria potrebbe presto diventare il primo sindaco apertamente gay di San Diego, seconda città più grande della California.
Todd vive da sempre il sogno della politica. A 10 anni arrivò secondo in un concorso intitolato “sindaco per un giorno”. A 14 anni si offrì volontario per lavorare insieme ai candidati democratici alle elezioni del 1992. Ora, 28 anni dopo, potrebbe davvero conquistare la fascia di primo cittadino. Laureatosi con lode presso l’Università di San Diego, con specializzazione in storia e scienze politiche, ha fatto parte dei Delta Lambda Phi e lottato per portare maggiore inclusione LGBT all’interno del campus. Nel 2008 è stato eletto in Consiglio comunale, oltre ad essere stato a lungo presidente del LGBT Community Center di San Diego.
Martedì Todd ha vinto le primarie democratiche per la carica di sindaco, con oltre il 40% dei voti complessivi. La sua candidatura ha ottenuto importanti endorsement da parte del Governatore Gavin Newsom, delle senatrici Kamala Harris e Diane Feinstein, e dall’ex Governatore Jerry Brown. “Todd Gloria non farà solo la storia il prossimo novembre; offrirà una leadership audace, progressista ed esperta di cui questa città ha bisogno”, ha previsto Rick Chavez Zbur, direttore esecutivo di Equality California. “San Diego conosce il valore della rappresentazione LGBTQ +“.
Se dovesse ottenere l’incarico battendo il repubblicano Scott Sherman, Gloria diventerebbe il primo storico sindaco gay di San Diego. Se così fosse andrà ad unirsi a Lori Lightfoot, sindaca dichiaratamente lesbica di Chicago, e ad Annise Parker, sindaca apertamente lesbica di Houston.
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