Outing in Forza Italia, Aiello accusa il leader di Gay Conservatori Liberali

Faida interna a Forza Italia Giovani tra accuse, smentite e tensioni politiche. Nel caso intervengono anche Francesca Pascale e Arcigay Rimini.

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Aiello accusa Battistini di Gay Conservatori di avergli fatto outing in una chat di Forza Italia
Aiello accusa Battistini di Gay Conservatori di avergli fatto outing in una chat di Forza Italia
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Uno scontro nato in una chat regionale di Forza Italia si è trasformato in un caso politico. Daniele Aiello, responsabile nazionale Organizzazione di Forza Italia Giovani, accusa Morris Battistini, presidente dei Gay Conservatori Liberali e capogruppo di Forza Italia a Marzabotto, di aver fatto riferimenti alla sua presunta vita privata e ai suoi “gusti personali” davanti a più di trenta persone, compiendo quello che definisce un outing.

Battistini respinge con fermezza l’accusa, sostiene che le sue parole siano state estrapolate dal contesto di una discussione politica e denuncia una polemica costruita ad arte. Nel caso è intervenuta anche Francesca Pascale, presidente onoraria dei Gay Conservatori Liberali, che ha difeso Battistini e accusato Aiello di voler colpire un avversario interno.

Aiello denuncia l’outing: “Nessuno può parlare al posto tuo”

Daniele Aiello
Daniele Aiello

A ricostruire l’accaduto è Daniele Aiello in un video pubblicato sui social giovedì 11 giugno. Il responsabile nazionale Organizzazione di Forza Italia Giovani racconta che, “qualche giorno fa”, Morris Battistini avrebbe inviato in una chat politica composta da più di trenta persone un messaggio rivolto direttamente a lui. “Un messaggio in cui venivano fatti riferimenti alla mia presunta, e cito testuali parole, ‘parrocchia’ della comunità LGBTQIA+, alle mie scelte personali e ai miei gusti”, afferma Aiello.

Secondo il dirigente di Forza Italia Giovani, quelle parole non possono essere liquidate come una provocazione o una battuta nata durante uno scontro politico. “L’outing non è ironia, non è una battuta, non è un’arma da utilizzare durante uno scontro politico”, sottolinea. “È il momento in cui qualcuno decide di parlare al posto tuo di qualcosa che appartiene a te e soltanto a te”.

Aiello rivendica così il diritto di ogni persona a stabilire autonomamente se, quando e con chi condividere aspetti della propria vita privata. “Nessuno ha il diritto di decidere quando, come e con chi rendere pubblici aspetti così privati e personali della vita di un’altra persona”, dichiara.

Nel video, Aiello richiama anche le conseguenze che un outing può avere sulla vita delle persone LGBTQIA+. “Quando ho letto di Morris Battistini, ho pensato a tutte le persone che dopo un outing hanno perso molto di più della loro privacy. Ho pensato a chi è stato cacciato di casa, a chi ha perso amici, a chi ha perso il lavoro e a chi si è ritrovato solo. E a chi, schiacciato dall’umiliazione e dalla sofferenza, non ha trovato più la forza di andare avanti”.

È per questo, spiega, che non riesce a considerare quanto accaduto una semplice battuta. Aiello evidenzia inoltre quello che ritiene il paradosso centrale della vicenda: Battistini ricopre un ruolo di rappresentanza all’interno di una realtà che dichiara di occuparsi di diritti civili e libertà individuali.

“Chi ricopre ruoli di rappresentanza e parla di diritti civili dovrebbe sapere meglio di chiunque altro cosa voglia dire privacy, riservatezza e autodeterminazione”, afferma. “Dovrebbe sapere che la libertà non significa parlare della vita degli altri, vuol dire difendere la loro libertà di scegliere”.

Aiello sostiene di aver deciso di rendere pubblico l’episodio non per vendetta o per alimentare una polemica, ma per evitare che simili comportamenti vengano normalizzati. “Il silenzio rende normali comportamenti che normali non sono”, dice. “Ci sono principi che valgono per tutti, anche quando a beneficiarne ci sono persone che non ci piacciono, anche quando siamo nel mezzo di uno scontro politico”.

Il video si chiude con il rifiuto di rispondere alla domanda implicita sul suo orientamento sessuale: “Per chi si stesse chiedendo cosa sono, la domanda giusta è: chi sono? Daniele Aiello”.

 

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La replica di Morris Battistini: “Non c’è stato alcun outing”

Morris Battistini - Teleromagna
Morris Battistini – Teleromagna

Morris Battistini respinge con fermezza l’accusa formulata da Daniele Aiello e sostiene che le sue parole siano state estrapolate dal contesto di una discussione politica. Nelle dichiarazioni rilasciate a Teleromagna, il presidente dei Gay Conservatori Liberali definisce l’intera vicenda “piuttosto surreale” e accusa Aiello di aver omesso una parte successiva della conversazione, che a suo dire chiarirebbe il significato del messaggio contestato.

 

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“Daniele Aiello sta cercando di trasformare in un caso nazionale una frase che chiunque abbia letto integralmente può comprendere perfettamente”, afferma Battistini. “Nel messaggio successivo, che lui si guarda bene dal mostrare e da raccontare, ho spiegato chiaramente che il riferimento alla ‘parrocchia’ riguardava un gruppo politico di giovani forzisti impegnati sul tema dei diritti civili e non certo la vita privata di qualcuno. Ma evidentemente la verità completa è meno utile della polemica costruita ad arte”.

Secondo Battistini, Aiello starebbe cercando visibilità attraverso lo scontro mediatico anziché mediante il proprio lavoro politico. “Ognuno sceglie la strada che preferisce: c’è chi prova a costruire progetti, associazioni e iniziative in tutta Italia e chi invece preferisce cercare un titolo di giornale”, dichiara.

Il presidente dei Gay Conservatori Liberali contesta in particolare l’utilizzo del termine outing (ovvero rivelare l’orientamento sessuale di una persona senza il suo consenso) e rivendica la propria storia politica a difesa dell’autodeterminazione e delle libertà personali. “Chi mi conosce sa perfettamente che da sempre difendo la libertà individuale, le scelte personali e il diritto di ciascuno di vivere la propria vita senza dover chiedere, nella maniera più assoluta, il permesso a nessuno”, afferma. “Per questo trovo abbastanza singolare che proprio a me venga attribuita un’intenzione che non solo non ho mai avuto, ma che è l’esatto contrario di tutto ciò che ho sempre sostenuto pubblicamente”.

“La realtà è molto più semplice. Non c’è stato alcun outing, e questo lo voglio dire con fermezza”, prosegue Battistini. “C’è stato invece il tentativo di trasformare una discussione politica in una polemica personale”. A suo giudizio, Aiello avrebbe costruito “una storia che non esiste” e che sarebbe profondamente diversa dalla realtà.

Battistini ribadisce quindi che Forza Italia dovrebbe occuparsi maggiormente di diritti civili, dignità della persona e rispetto delle differenze, affrontando tali questioni senza pregiudizi e senza trasformarle in terreno di contrapposizione interna.

“Le libertà individuali, i diritti civili, il rispetto della persona non possono diventare terreno di scontro interno o occasione di divisione”, sostiene. “Al contrario, dovrebbero rappresentare un punto di incontro per una comunità politica moderna, liberale e aperta al confronto”. Forza Italia, aggiunge, dovrebbe essere capace di parlare “contemporaneamente di economia, lavoro, sicurezza, sanità e anche e soprattutto di diritti civili, senza gerarchie ideologiche e senza pregiudizi”.

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Nella sua replica, Battistini accusa poi Aiello di utilizzare una questione delicata come strumento di battaglia politica. “Quello che non serve a nessuno è utilizzare questi argomenti come una clava politica, come un’occasione per costruirsi il ruolo della vittima permanente”, dichiara.

Si dice, inoltre, soprattutto amareggiato per il modo in cui la vicenda è stata portata nel dibattito pubblico. “Temi così importanti meritano rispetto, profondità e serenità. Trasformarli in uno scontro personale significa svilire battaglie che tante persone portano avanti ogni giorno, con convinzione e senza secondi fini”. Vedere questioni tanto delicate utilizzate per alimentare polemiche personali, aggiunge, “non rende un buon servizio né alla politica né alle persone che da quella politica si aspettano risposte, non teatrini”.

Battistini precisa infine di aver condiviso con Aiello un percorso all’interno di Forza Italia Giovani e di non essersi mai interessato alla sua vita privata, alle sue relazioni o alle sue scelte personali. “Non l’ho fatto ieri e non intendo farlo oggi”, afferma. E conclude respingendo ogni accusa e annunciando la possibilità di intraprendere iniziative a tutela propria, dell’associazione e delle persone che ne fanno parte: “Mi riservo di tutelare la mia immagine, quella del gruppo che rappresento e di tutti i miei iscritti e associati nelle sedi opportune. Continuerò a battermi per le libertà individuali, per i diritti e per una politica che abbia il coraggio di affrontare i temi veri senza trasformarli in strumenti di propaganda personale”.

Francesca Pascale difende Battistini e attacca Aiello

Il commento di Pascale sotto il video di Aiello
Il commento di Pascale sotto il video di Aiello

Daniele Aiello aveva chiesto pubblicamente a Francesca Pascale, presidente onoraria dei Gay Conservatori Liberali, di prendere posizione e dissociarsi dal comportamento attribuito a Battistini.

La risposta è arrivata attraverso un lungo commento pubblicato sotto il video Instagram di Aiello. Pascale non si è dissociata: ha difeso Battistini e ricondotto la denuncia alle lotte interne a Forza Italia in Emilia-Romagna.

“La verità è che lei vede Morris come un avversario politico da diversi anni, pur convivendo nello stesso partito”, ha scritto. Secondo Pascale, dietro il caso ci sarebbe lo scontro per la definizione dei nuovi equilibri regionali del partito e per il ruolo di vicecoordinatore.

“Lei vuole fare il vice coordinatore regionale senza sostanza elettorale, a differenza di Morris Battistini, e sta usando la calunnia per cercare di fargli del male con goffa furbizia”, ha aggiunto.

Pascale ha quindi negato che il messaggio costituisse un outing, ma nella sua difesa ha fatto esplicito riferimento a persone del centrodestra che, a suo giudizio, si nasconderebbero dietro i valori della famiglia tradizionale senza rappresentarli nella propria vita.

“Non è stato fatto outing: semplicemente ha sottolineato che, nonostante siamo tutti sotto lo stesso cielo e frequentiamo gli stessi luoghi pubblici, dovreste smetterla di nascondervi dietro i valori della famiglia tradizionale quando non li rappresentate nella vita reale”, ha scritto.

Pascale ha poi affermato: “Il tasso di omosessualità nel centrodestra è altissimo, pari all’omofobia interiorizzata. Questo non è outing, ma la vostra ipocrisia che regna sovrana”.

Le sue parole non chiudono la questione sollevata da Aiello, ma la spostano sul rapporto tra visibilità LGBTQIA+, omofobia interiorizzata e retorica politica della famiglia tradizionale. Nella sua difesa di Battistini, tuttavia, Pascale introduce a sua volta riferimenti alla vita privata di persone del centrodestra, mentre Aiello ha scelto espressamente di non rispondere alla domanda implicita sul proprio orientamento sessuale e ha rivendicato il diritto di non vedere la propria sfera personale utilizzata nello scontro politico.

Arcigay Rimini: “Usare la dimensione privata come arma è inaccettabile”

Nel dibattito è intervenuta anche Arcigay Rimini “Alan Turing”, che ha espresso solidarietà a Daniele Aiello e definito l’episodio un caso di outing. “Usare la dimensione privata come arma di pressione o di ritorsione politica è una dinamica che respingiamo con fermezza”, si legge nel comunicato firmato dal presidente Marco Tonti.

L’associazione attacca direttamente i Gay Conservatori Liberali, descrivendoli come una realtà nata “all’ombra dei partiti di destra” con l’obiettivo di creare “cortine fumogene intorno alle lotte dei movimenti LGBTQIA+”.

Secondo Arcigay Rimini, la vicenda mostrerebbe una contraddizione tra la rivendicazione di un’identità liberale e quello che l’associazione considera un mancato rispetto della privacy e dell’autodeterminazione individuale. “Evidentemente, per i cosiddetti Gay Conservatori – poi solo Gay? E trans? E lesbiche? E bisessuali? – la facciata dei diritti civili serve solo come posizionamento politico, pronta a essere sacrificata e calpestata non appena entrano in gioco le dinamiche di potere e le faide interne della destra”, afferma Tonti.

Per l’associazione, chi utilizza “i metodi del fango e del ricatto morale” perde la credibilità necessaria a rappresentare istanze civili e politiche legate alla comunità LGBTQIA+.

Arcigay Rimini considera quindi legittima la richiesta di Aiello di trarre conseguenze politiche dall’accaduto: “Chi tradisce i principi fondamentali del rispetto e della riservatezza per logiche di poltrona farebbe bene a fare un passo indietro”.

Il caso alla vigilia del Pride e della proposta contro le discriminazioni

La polemica assume un significato politico ancora più rilevante perché esplode a pochi giorni dal Rivolta Pride, il Pride bolognese, e dalla presentazione di una proposta di legge contro le discriminazioni promossa dai Gay Conservatori Liberali, alla quale avrebbe contribuito anche Battistini.

Il centro dell’accusa formulata da Aiello e ripresa da Arcigay Rimini risiede proprio nella possibile contraddizione tra i principi dichiarati – libertà individuale, privacy e lotta alle discriminazioni – e le parole attribuite a Battistini, che nega però di aver fatto qualsiasi riferimento alla vita privata.

Al di là delle faide interne a Forza Italia e delle opposte ricostruzioni, la vicenda riporta al centro un principio che non dovrebbe dipendere dalle appartenenze politiche: soltanto la persona interessata può decidere se, quando e con chi parlare del proprio orientamento sessuale, della propria identità o della propria vita affettiva. Un confine che dovrebbe rimanere inviolabile anche durante gli scontri per incarichi, preferenze e rapporti di potere.

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