29enne pugile filippina, Nesthy Petecio ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Tokyo 2020, nella categoria piuma. Sconfitta in finale per 5-0 dalla giapponese Sena Irie, Nesthy ha celebrato il 2° posto con lacrime di gioia, e non solo.
“Sono orgogliosa di far parte della comunità LGBTQ“, ha detto un’emozionatissima Patecio. “Vai avanti, comunità LGBT, combatti! Questa vittoria è anche per te”, ha contuinato Nesthty, così diventata la 26esima medaglia dichiratamente LGBT di questa Olimpiade.
In seguito Petecio ha detto a ESPN di aver pianto sul podio perché “voleva dedicare l’oro all’allenatore Nolito [Velasco]“, ma si è dovuta accontentare dell’argento. “Ma ho fatto del mio meglio sul ring“, ha continuato.
Quella di Nesthy è diventata la prima medaglia olimpica nella boxe femminile per le Filippine e la prima medaglia olimpica di boxe in assoluto per la nazione dal lontano 1996. “Non è solo per me“, aveva detto Patecio dopo aver superato la semifinale. “È per il mio Paese e per i filippini che hanno pregato per me“.
Nesthy ha superato molte difficoltà durante la sua infanzia, inclusa la raccolta di guano di pollo che suo padre vendeva come letame. Ha iniziato a boxare all’età di 7 anni ed è stata scoperta all’età di 11 anni, dopo aver preso parte a un combattimento in cui sconfisse un ragazzo più grande e più esperto. Ma ora Patecio non si vuole più fermare, puntando Parigi 2024.
“Stiamo ancora inseguendo l’oro”. “Non ho finito.”
