Si presenta con una parrucca da Elvis Presley, canta brani volutamente espliciti e usa un’estetica provocatoria. Lui è TonyPitony, artista siracusano nato nel 1996 e diventato un piccolo caso pop negli ambienti legati al Festival di Sanremo.
La sua popolarità nasce proprio dalla scelta di puntare sulla provocazione. Titoli come “C*lo” o “Mi piacciono le n*re” mostrano chiaramente la direzione artistica scelta.
Il linguaggio è dichiaratamente politicamente scorretto e costruito per spiazzare. Allo stesso tempo l’artista mantiene il mistero, evita interviste e non racconta quasi nulla della propria vita privata.
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Chi è TonyPitony, il cantante che duetta con Ditonellapiaga a Sanremo 2026
TonyPitony è l’autore di “Scapezzolate”, la sigla del Fantasanremo, e nella serata dedicata alla cover di Sanremo 2026, duetterà con Ditonellapiaga, cioè Margherita Carducci, in gara con “Che fastidio”.
La cantante ha spesso definito il proprio nome d’arte come “volutamente pungente, scomodo, urticante, ironico”. Un territorio creativo molto vicino a quello frequentato da TonyPitony, che da sempre costruisce la propria immagine su ironia e disagio programmato.
Il sostegno di Fiorello
Una spinta importante è arrivata da Fiorello. Dopo una videochiamata durante “La Pennicanza”, lo showman ha detto: “Giornalisti, tra poco questo cantante esploderà”, scherzando con lui anche in dialetto siciliano.
Le piattaforme di ticketing lo descrivono come un “artista concettuale” capace di mescolare riferimenti molto diversi. Nella sua proposta convivono suggestioni anni Sessanta, musica elettronica, recitazione teatrale e cultura trash, insieme a un immaginario che richiama fetish e antiproibizionismo.
Dietro la maschera, quindi, non c’è improvvisazione. Il personaggio è costruito con attenzione e ha una struttura precisa.
La formazione e il teatro a Londra
TonyPitony ha una formazione musicale reale. Ha studiato per anni e ha fatto gavetta prima di emergere online. In passato ha lavorato anche come performer nei teatri del West End di Londra. Questo spiega la cura nella gestione della voce e l’impostazione fortemente teatrale dei suoi concerti, più vicini a uno spettacolo che a un semplice live.
Il precedente a X Factor e l’intuizione di Mika
Nel 2020 si presentò alle audizioni di X Factor Italia con una versione surreale di “Hallelujah” di Leonard Cohen. I giudici Manuel Agnelli, Emma e Hell Raton votarono no. L’unico a sostenerlo fu Mika, che lo definì “un professionale che si nasconde”.
Oggi, con Sanremo 2026 e l’attenzione mediatica in crescita, quella lettura appare molto meno isolata di quanto sembrasse allora.
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