Le canzoni restano il centro di tutto, ma a Sanremo il look conta eccome. Alla vigilia della 76ª edizione, molti professionisti che firmano lo styling degli artisti in gara parlano chiaro. Puntano a vestiti che accompagnano il brano, senza travolgere l’identità di chi sale sul palco. Meno ossessione per il marchio, più cura dei tagli, dei volumi e dei tessuti.
Più sartoria, più lavoro su misura, più coerenza.
Accanto alle firme celebri, spuntano anche realtà di nicchia e designer emergenti. Una scelta che può rendere le serate più interessanti, perché il risultato dipende dall’idea, non dall’etichetta.

In questo articolo
- 1 Sanremo 2026, outfit e look: chi vestirà i cantanti in gara
- 2 Levante, minimalismo e “shock” alla prima sera
- 3 Ditonellapiaga, massimalismo rétro glam e contrasti estremi
- 4 Sanremo 2026: Michele Bravi, eleganza rilassata e dettagli rétro
- 5 Tommaso Paradiso, debutto con un’immagine fedele a sé stesso
- 6 Bambole di pezza, punk rock al femminile e color block
- 7 Dargen D’Amico, un progetto legato all’idea di intelligenza artificiale
- 8 Malika Ayane, identità multiple e linguaggio essenziale
- 9 Sanremo 2026: Arisa, “progressiva sottrazione” e luce interiore
- 10 Mara Sattei, debutto italiano del custom di Vivienne Westwood
- 11 Tredici Pietro, estetica urban e “verità” senza sovrastrutture
- 12 Patty Pravo, sogno, couture e un look “maestoso e luccicante”
- 13 Eddie Brock, dandy moderno tra Luigi Bianchi Sartoria e Flirt
- 14 Sanremo 2026: Chiello, totale riserbo e reveal sul palco
- 15 Samurai Jay, cambio immagine tra formale e rock
- 16 Enrico Nigiotti, essenzialità e materiali leggeri con Barena Venezia
- 17 Sanremo 2026: Ermal Meta, percorso con Trussardi e colori della terra
- 18 Nayt, presente nel suo tempo tra street e nuove forme sartoriali
- 19 Sanremo 2026: Maria Antonietta e Colombre, niente look “in coppia” e molta ricerca
- 20 Sanremo 2026: Serena Brancale e Sayf, coerenza con il brano e riconoscibilità
- 21 Raf, Fedez e Marco Masini, essenzialità e attenzione al brano
- 22 Sanremo 2026: Elettra Lamborghini e J-Ax, riserbo totale e dettagli già riconoscibili
- 23 Sanremo 2026: LDA e Aka 7even, look giovani con aperture internazionali
Sanremo 2026, outfit e look: chi vestirà i cantanti in gara
Dalle prime indicazioni si capisce che molti hanno scelto strade “sicure” come il power suit in toni scuri. In altri casi, invece, si vedono scelte più decise, con tinte forti e silhouette che cambiano parecchio da una serata all’altra.
C’è chi punta sul lungo, chi sul corto, chi alterna estremi, dal minimalismo spinto al massimalismo rétro.
In mezzo, un elemento comune. La voglia di costruire un’immagine che serva la canzone, senza trasformare il palco dell’Ariston in una passerella fine a se stessa.
VanityFair.it, tramite un dettagliato articolo, ha condiviso le prime succosissime anticipazioni.
Levante, minimalismo e “shock” alla prima sera
Lorenzo Oddo, cioè Mr Lollo, segue Levante e Ditonellapiaga e descrive a VanityFair i due universi opposti:
“Molto divertente la dicotomia tra le due artiste. Sto lavorando in due mondi paralleli che sono completamente in antitesi. Da una parte c’è Dito in un mood massimalista, irriverente, provocatorio e anche molto carico, dall’altra c’è Claudia e uno stile minimalista”.
Su Levante, Oddo spiega il metodo:
“Con lei stiamo lavorando per sottrazione, stiamo togliendo e ancora togliendo”. E aggiunge: “Questo è anche l’aspetto più difficile perché a fare qualcosa di wow con niente a sbagliare ci metti in secondo”.
Il punto, per lui, resta la canzone: “La canzone è protagonista e il vestito è stato pensato per essere la cornice del brano”. Arrivano anche custom, ma senza “effetto moda” urlato: “L’abito non avrà una connotazione moda così forte pur nel suo essere molto moda proprio perché vestirà il pezzo in una maniera perfetta”.
E poi la frase che fa salire l’attesa:
“Le posso anche anticipare che la prima sera l’uscita di Levante sarà anche abbastanza shock. Abbiamo davvero centrato quel minimalismo, insomma quello che volevamo raccontare attraverso i vestiti”.
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Ditonellapiaga, massimalismo rétro glam e contrasti estremi
Con Ditonellapiaga, Oddo cambia completamente registro:
“Con lei stiamo lavorando invece su un concetto di irriverenza perché il brano ce lo permette, ma anche il personaggio”.
Il mix parla di eccesso e gioco:
“Stiamo giocando con un su uno stile massimalista rétro glam mischiato a questa personalità liberamente sfrontata, un pò strong”.
Sul palco arriveranno anche scelte drastiche tra lungo e corto:
“Sì ma avremo anche il lungo. Andremo su vari opposti, dal lunghissimo al cortissimo. Anche questo fa parte dell’irriverenza di cui parlavo”.
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Sanremo 2026: Michele Bravi, eleganza rilassata e dettagli rétro
Per Michele Bravi lavora Susanna Ausoni, che descrive un’idea di “bravo ragazzo” costruita con sartoria e dettagli d’altri tempi. “Lo stile da bravo ragazzo è la dimensione in cui ci muoviamo. Per il palco di Sanremo ho scelto un tailoring rilassato, quasi un’eleganza di altri tempi”.
Il blazer diventa un filo conduttore: “Il blazer maschile lo accompagnerà tutte le serate e sarà abbinato a pantaloni con le pinces”. I materiali restano importanti:
“Saranno completi realizzati con tessuti sartoriali pieni”.
E per spezzare, piccoli tocchi cromatici:
“Avremo piccoli accenni di colore negli accessori come il rosso rubino e il verde acqua”.
Ausoni entra anche nei particolari:
“Il collo delle camicie rétro si allunga e si intreccia, i polsini si allungano e si chiudono con i gemelli in bella vista”.
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Tommaso Paradiso, debutto con un’immagine fedele a sé stesso
Per Tommaso Paradiso, al primo Sanremo, Ausoni punta sulla riconoscibilità personale:
“Il look di Tommaso a Sanremo premierà il carattere. Sarà un’estensione della sua immagine reale, quella quotidiana”.
Nessun travestimento da palco:
“Non sarà snaturato, ma sarà semplicemente adattato a un palco importante come quello dell’Ariston”.
Poi arriva una confidenza che suggerisce un immaginario ben preciso:
“Tommaso è molto fedele a se stesso, mi ricorda tanto il primo Vasco Rossi. Non ho avuto il coraggio fino ad ora di dirglielo ma trovo abbia quella sensibilità e quel disincanto che mi fa venire in mente Vasco, quando salì sul palco di Sanremo con una giacca di pelle vintage e sul finire del pezzo se ne andò lasciando cantare il playback che gli avevano imposto”.
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Bambole di pezza, punk rock al femminile e color block
Sempre con Ausoni, arriva anche il progetto per le Bambole di pezza:
“Le ragazze hanno un’immagine molto precisa che è tanto corrispondente alla loro musica”.
La linea resta chiara:
“Questa collaborazione sarà fedele all’identità di questa band. Raffinata in un linguaggio rock. Avremo color block con punte di tinte forti”.
Ausoni ribadisce anche un concetto che vale per tutto Sanremo:
“Vorrei aggiungere un punto e lo dico da stylist con una grande passione per la moda: le immagini si creano con stilisti alti o con giovani all’avanguardia. Devono vincere la creatività e la visione. Il nostro lavoro è quello di aiutare i cantanti a emozionare. Non è una gara a chi ottiene Balenciaga o Dior. Deve emergere la musica. Il Festival di Sanremo non è la fashion week”.
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Dargen D’Amico, un progetto legato all’idea di intelligenza artificiale
Rebecca Baglini, founder & executive creative director di StyledByMe, segue Dargen D’Amico e spiega a VanityFair il punto di partenza:
“Il progetto con Dargen nasce dalla volontà di esplorare un ossimoro profondamente contemporaneo, ispirato al suo brano e legato al tema dell’intelligenza artificiale”.
Baglini parla di un impianto concettuale con temi sociali:
“Sul palco prenderà forma un racconto letterario che affronta temi sociali fondamentali”.
E aggiunge:
“Tale racconto è nato dal rapporto speciale che ho con l’artista e sarà trasformato in un’opera capace di dialogare con la società, facendo emergere illusioni e verità del nostro tempo”.
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Malika Ayane, identità multiple e linguaggio essenziale
Baglini lavora anche con Malika Ayane e descrive un’idea precisa:
“Con Malika abbiamo lavorato sull’idea che dentro una donna possano convivere molte identità, tutte legittime e necessarie”.
La notte, nel progetto, diventa uno spazio simbolico:
“La notte diventa lo spazio simbolico in cui queste parti emergono senza paura del giudizio, trovando un equilibrio naturale tra forza e vulnerabilità”.
E la traduzione in immagine segue una linea essenziale:
“Il progetto nasce dal desiderio di tradurre questa complessità in immagine, attraverso un linguaggio essenziale ma profondamente consapevole”.
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Sanremo 2026: Arisa, “progressiva sottrazione” e luce interiore
Su Arisa, Baglini racconta un percorso pensato come evoluzione:
“Il percorso di Arisa a Sanremo è pensato come una progressiva sottrazione. Non è una sequenza di abiti, è un processo, il passaggio da un’immagine costruita a un’identità spogliata da ciò che non è necessario”.
L’idea guida resta la luce:
“Abbiamo lavorato sull’idea di una luce interiore e il progetto nasce proprio dal desiderio di tradurre quella luce in immagine, con grazia, misura e verità”.
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Mara Sattei, debutto italiano del custom di Vivienne Westwood
Gaia Bonfiglio segue Mara Sattei e anticipa una collaborazione importante:
“Per i look di Mara abbiamo lavorato con il team di Vivienne Westwood che, per la prima volta in Italia, ha realizzato un custom look per la serata finale, cercando di raccontare anche attraverso l’immagine le sfaccettature del suo brano”.
L’idea prevede movimento e trasformazione:
“I suoi look saranno in continua evoluzione”.
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Tredici Pietro, estetica urban e “verità” senza sovrastrutture
Bonfiglio segue anche Tredici Pietro e descrive un lavoro nato in modo immediato:
“Con Tredici Pietro è nato tutto in maniera molto naturale e istintiva, avevamo le stesse idee di immaginario sin dal primo approccio”.
Il palco, qui, serve per portare autenticità:
“La sua estetica sarà sempre più urban. Vogliamo portare sul palco tutta la sua ‘verità’ senza sovrastrutture”.
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Patty Pravo, sogno, couture e un look “maestoso e luccicante”
Simone Folco, assistente personale, stylist e couturier di Patty Pravo, collega tutto a un’immagine onirica:
“Ho visto Patty in sogno con il vestito che vedrete la prima serata del festival”.
Da lì nasce un’aspettativa enorme, anche perché Folco parla di un risultato che definisce con due parole chiave: maestoso e luccicante.
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Eddie Brock, dandy moderno tra Luigi Bianchi Sartoria e Flirt
Carlo Valerio racconta un debutto costruito per valorizzare, non per cambiare:
“Per il debutto di Eddie a Sanremo abbiamo voluto fare un lavoro che non ne stravolgessse l’identità ma che la valorizzasse al massimo. E’ un artista giovane, molto ricettivo, che ama lasciarsi guidare e che ha una grande voglia di mettersi in gioco”.
L’etichetta scelta è chiara: “Dandy moderno”. E spiega la direzione:
“Volevamo qualcosa che fosse sofisticato senza risultare rigido, attuale ma con un richiamo alla tradizione”.
Poi entra nel dettaglio:
“Per le serate indosserà quattro look custom firmati Luigi Bianchi Sartoria e Flirt, con calzature Sonora Boots per le prime tre sere e Antica Cuoieria per la finale oltre a gioielli Pandora”.
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Sanremo 2026: Chiello, totale riserbo e reveal sul palco
Sul fronte Chiello, lo stylist Francesco Mautone non anticipa nulla. “Sarà tutto svelato live”. Una scelta che aumenta l’attesa, soprattutto per un artista che molti scopriranno davvero sul palco dell’Ariston.
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Samurai Jay, cambio immagine tra formale e rock
Antonio Pulvirenti segue Samurai Jay e parla di trasformazione. Per Sanremo il rapper e cantautore prepara un “cambio di immagine”. “Sarà formale ma anche un po’ rock, sarà diverso da come siamo abituati a vederlo”. In valigia, capi Dsquared2 e Dickinson Lim.
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Enrico Nigiotti, essenzialità e materiali leggeri con Barena Venezia
Caterina Adele Michi cura lo styling di Enrico Nigiotti e punta su pulizia e materiali:
“Enrico indosserà cinque custom realizzati da Barena, un brand Made in Venice conosciuto per il design contemporaneo e per la sua mascolinità non ostentata, caratterizzato per i tagli essenziali e per gli ottimi materiali che impiega”.
Michi parla anche di volumi e comodità:
“I volumi saranno morbidi, adatti alla fisicità di Enrico, non vedremo però quei blazeroni impostati che non permettono i movimenti”.
E sui tessuti: “Tutto sarà realizzato con tessuti come sete e cotoni leggeri per un effetto ‘scivolato’”. Palette ridotta e coerente:
“Nero, avorio e blu navy: girerà tutto attorno a queste tre tonalità”.
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Sanremo 2026: Ermal Meta, percorso con Trussardi e colori della terra
Per Ermal Meta arriva una collaborazione con Trussardi, pensata per legare musica e immagine:
“Con Ermal Meta abbiamo scelto di intraprendere un percorso creativo insieme a Trussardi, brand che da sempre coniuga eleganza, autenticità e spirito contemporaneo”.
Lo stylist collega la scelta a un universo emotivo e cromatico:
“La collaborazione nasce dal desiderio di tradurre l’universo emotivo del brano in forma, tessuto e colore attraverso calde e profonde tonalità della terra che richiamano radici, identità e memoria. Ogni scelta cromatica, ogni dettaglio sartoriale e ogni silhouette sono stati studiati per riflettere le sfumature, le tensioni e le vibrazioni che Ermal porterà sul palco di Sanremo”.
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Nayt, presente nel suo tempo tra street e nuove forme sartoriali
Kristi Veliaj racconta Nayt con una parola chiave:
“Presente, è questa la parola che mi viene in mente per William”.
E spiega il senso dello styling:
“Nayt è un artista presente nel suo tempo, presente nelle sue emozioni, presente nei suoi progetti ma soprattutto presente con il suo pubblico. Anche lo styling è presente. Lo racconta per come è oggi. Omaggia il suo un passato street e abbraccia nuove forme sartoriali”.
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Sanremo 2026: Maria Antonietta e Colombre, niente look “in coppia” e molta ricerca
Francesca Piovano chiarisce subito che non vedremo coordinati costruiti a tavolino:
“Maria Antonietta e Colombre non sono una band ma portano avanti due progetti distinti”.
E aggiunge un punto importante sull’identità:
“Ognuno di loro suona singolarmente da più di 15 anni, hanno pertanto un’identità ben definita e abbiamo cercato di mantenerla”.
Il lavoro passa dalla selezione di pezzi e archivi. Brand emergenti, capi sartoriali, ricerca. E Piovano fissa l’orizzonte temporale:
“Siamo nel contemporaneo, siamo nel 2026. Più che altro cerchiamo di non essere nei canoni di quello che si vede di solito, quello che viene considerato fashionista”.
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Sanremo 2026: Serena Brancale e Sayf, coerenza con il brano e riconoscibilità
Carlotta Aloisi parla di una Serena Brancale cambiata, dentro e fuori:
“Per quanto riguardo Serena, è già stato notato, c’è stato un cambio di immagine forte”.
La scelta nasce dal pezzo:
“Ho pertanto deciso di lasciarmi ispirare dal pezzo. Gli abiti saranno sempre in linea con ciò che lei porterà sul palco. Sarà una Serena Brancale decisamente sofisticata”.
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Aloisi segue anche Sayf e punta sulla continuità:
“Sayf, per me, doveva rimanere fedele a sé stesso. I look nasceranno da quello, dalla sua personalità”.
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Raf, Fedez e Marco Masini, essenzialità e attenzione al brano
Raf ha detto a Radio24: “I miei abiti me li scelgo da me, non ho nessuno che mi aiuta”. Da quello che si è visto finora, l’idea sembra orientata verso uno stile sobrio, sartoriale, con qualche elemento luminoso.
Profilo basso anche per Fedez e Marco Masini, che sembrano voler lasciare tutta la scena alla canzone in gara, Male necessario, senza costruire un’estetica invadente.
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Sanremo 2026: Elettra Lamborghini e J-Ax, riserbo totale e dettagli già riconoscibili
Su Elettra Lamborghini, gli stylist Marco Ferra ed Ellen Mirck non anticipano. Qualcosa però lo ha detto la cantante a Repubblica:
“Sono stata a Parigi per le prove. Gli abiti sono scenografici, sono vere opere d’arte. Stupiranno tutti, solo che ci vogliono dieci minuti per indossarli”.
Per J-Ax, Ylenia Puglia conferma il massimo riserbo: “È tutto top secret”. Restano però alcuni segnali già notati, come l’impronta country e accessori che fanno subito immagine.
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Sanremo 2026: LDA e Aka 7even, look giovani con aperture internazionali
Sempre con Ylenia Puglia, anche per LDA e Aka 7even vale la regola del riserbo, ma una traccia arriva:
“Posso dire che saranno look giovani con uno sguardo anche verso altri continenti”.
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