“Hai solo me”: adescato su Grindr, truffato per 190mila euro un uomo di Verona

Condannato un uomo dell'Emilia-Romagna. La difesa invoca il sex work, ma l'accusa delinea i contorni di un sistema di ricatto affettivo.

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Un uomo di trent’anni, originario dell’Emilia-Romagna, è stato condannato a sei mesi di reclusione per truffa aggravata dal tribunale di Verona. La vittima, un sessantenne veronese, gli aveva consegnato complessivamente 190.000 euro nell’arco di pochi mesi.

Il rapporto era iniziato nel luglio del 2020 su Grindr, piattaforma/app di incontri per uomini gay. Secondo la ricostruzione della giudice Cristina Pezzini, che ha redatto le motivazioni della sentenza, il giovane, all’epoca 24enne, aveva costruito un sistema di dipendenza economica e affettiva, ripetendo alla vittima che era l’unica persona al mondo in grado di occuparsi dei suoi problemi.

Le richieste di denaro erano giustificate con cause civili inesistenti, sanatorie edilizie fittizie fino a 60.000 euro, e la necessità di ereditare un immobile da uno zio di cui non è stata trovata alcuna traccia. Il legale e il notaio citati dall’imputato erano anch’essi estranei alla vicenda.

In aula, la difesa ha sostenuto che i bonifici fossero il pagamento di prestazioni sessuali, inquadrando il rapporto come una relazione basata sul sex work. “Il sessantenne – riporta la sentenza citata dal Corriere del Venetoavrebbe manifestato al ragazzo una perversione sessuale che consisteva nell’esercitare un potere anche economico che si realizzava nel ricevere prestazioni sessuali a fronte di richieste di danaro da parte dell’imputato“.

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Ma la giudice ha rigettato questa versione: la pandemia rendeva gli spostamenti praticamente impossibili, rendendo inverosimile che ogni singolo bonifico corrispondesse a un incontro fisico e aprendo la strada all’ipotesi di un raggiro affettivo. La vittima ha dichiarato di aver continuato a pagare “per paura, nella speranza di recuperare quanto già versato. Sono stati i fratelli del sessantenne, nella primavera del 2021, a convincerlo a sporgere denuncia, mettendo fine definitivamente al rapporto.

Il condannato dovrà risarcire il veronese con 10.000 euro a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva. Altri risarcimenti seguiranno se e quando ci sarà sentenza definitiva. La difesa ha annunciato ricorso in appello.

Lo scorso novembre un sistema di ricatti ed estorsioni basati su Grindr era stato smantellato a Teramo.

© Riproduzione riservata.

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