Una giudice blocca la politica transfobica di Trump sui passaporti

Dimostrato con successo che l’ordine è stato emesso “sulla base di un pregiudizio irrazionale nei confronti degli americani trans”, violando l’impegno costituzionale “per la parità di protezione per tutti gli americani”.

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Trump e la guerra ai documenti per le persone trans e non binarie. Foto realizzata con Grok / X
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Un tribunale statunitense ha bloccato il divieto imposto da Donald Trump alle persone transgender di cambiare legalmente genere sui propri passaporti, cancellando l’opzione X precedentemente introdotta.

Tribunale stoppa la transfobia di Donald Trump

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Donald Trump, foto realizzata con Grok / X

Il giudice distrettuale Julia Kobick ha emesso un’ingiunzione preliminare parziale su un ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump che mirava a impedire a uomini e donne transgender di cambiare l’indicatore di genere sui documenti. Il presidente aveva firmato la contestatissima direttiva lo scorso gennaio, incontrando da subito l’opposizione dell’American Civil Liberties Union (ACLU). Kobick ha emesso la sua sentenza sabato 19 aprile.

“A prima vista l’ordine esecutivo e la politica sui passaporti classificano i passaporti dei richiedenti in base al sesso e quindi devono essere esaminati con un vaglio giudiziario intermedio”, ha scritto Kobick nella sua sentenza. “Tale criterio richiede al governo di dimostrare che le sue azioni siano sostanzialmente correlate a un importante interesse governativo. Il governo non è riuscito a soddisfare questo criterio”.

I ricorrenti, tuttavia, hanno dimostrato con successo che l’ordine è stato emesso “sulla base di un pregiudizio irrazionale nei confronti degli americani transgender”, violando di conseguenza l’impegno costituzionale “per la parità di protezione per tutti gli americani”, ha continuato la giudice.

“Inoltre, i ricorrenti hanno dimostrato di avere buone probabilità di successo nella loro affermazione secondo cui la politica sui passaporti è arbitraria e capricciosa e che non è stata adottata in conformità con le procedure richieste dal Paperwork Reduction Act e dall’Administrative Procedure Act”.

L’ACLU aveva intentato causa per conto di sette persone che avevano ricevuto passaporti nuovi e per loro inaccettabili a causa delle politiche del Dipartimento di Stato. Dopo la presentazione della denuncia lo scorso febbraio, uno dei querelanti, l’uomo transgender Reid Solomon-Lane, del Massachusetts, aveva confessato di temere di dover ogni volta esplicitare la propria identità di genere.

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“Pensavo che 18 anni dopo la transizione, avrei potuto vivere la mia vita in sicurezza e tranquillità”. “Ora, da padre sposato di tre figli, l’ordine esecutivo di Trump e la conseguente politica sui passaporti hanno minacciato quella vita di sicurezza e tranquillità”.

La direttrice legale dell’ACLU Massachusetts, Jessie Rossman, ha precisato come la sentenza affermi “la dignità intrinseca dei nostri clienti” e abbia riconosciuto il “profondo impatto negativo” che l’ordine esecutivo ha avuto nei confronti della comunità trans.

Costringendo le persone a portare con sé documenti che contraddicono direttamente la loro identità, l’amministrazione Trump sta attaccando i fondamenti stessi del nostro diritto alla privacy e alla libertà di essere noi stessə. Continueremo a lottare per revocare questa politica illegittima per tutti, in modo che nessuno si trovi in ​​questa posizione insostenibile e pericolosa“.

 

L’ordine transfobico sui passaporti firmato da Trump aveva allarmato anche 6 Paesi europei, costretti a denunciare la pericolosità degli USA per i propri cittadini trans, chiedendo loro di contattare le ambasciate prima di partire. In egual misura si è mosso anche il WorldPride.

La sentenza arriva dopo un’altra doppia sentenza emessa da due giudici distrettuali che hannp bloccato un ordine esecutivo e le successive politiche che miravano a impedire a uomini e donne transgender di prestare servizio nell’esercito.

© Riproduzione riservata.

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