Mentre il Parlamento europeo ha votato ad ampia maggioranza una risoluzione contraria all’omotransfobica legge da ieri entrata in vigore, attivisti LGBT hanno sfidato Victor Orban gonfiando un gigantesco cuore arcobaleno davanti al parlamento ungherese, a Budapest.
Luca Dudits, portavoce di Háttér Society, ha precisato all’Associated Press come la “disobbedienza civile” sia l’unica strada lasciata loro per provare a fermare questa legge fascista. Dudits ha ribadito la pericolosità della legge, che potrà generare “bullismo e molestie nelle scuole“. Sia Dudits che il leader di Amnesty Ungheria Vig Dávid hanno accusato il governo Orban di vedere i diritti umani come se si trovassero su un “menu”, da cui scegliere.
A detta di Dudits questa indegna legge fungerà da “terreno fertile per attacchi, intimidazioni e censura” in tutta l’Ungheria. Mercoledì la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha invitato gli deputati a condannare la legge “vergognosa” di Orban, “nei termini più rigorosi possibili“. Ieri, a maggioranza, il Parlamento le ha dato ragione.
“L’omosessualità è equiparata alla pornografia“, aveva tuonato Von der Leyen a Strasburgo. “Questa legge utilizza la protezione dei bambini per discriminare le persone a causa del loro orientamento sessuale”. “È una vergogna”. Ma dall’Ungheria nessun passo indietro. Gergely Gulyás, capo di gabinetto del primo ministro Viktor Orbán, ha insistito sul fatto che il paese non ritirerà la legge.
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