#FamilyFlop, il fallimento della piazza di chi odia

#FAMILYFLOP_FAMILY_DAY_2016

Le foto che sono arrivate da Roma sono eloquenti.

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Il tentativo di “travolgere il Palazzo con la piazza” per fermare il ddl Cirinnà è miseramente fallito.
Ogni paragone, poi, fra il Circo Massimo del 30 gennaio e altre manifestazioni che li si sono svolte in passato (dalla CGIL di Cofferati al concerto dei Rolling Stones passando per il PD di Veltroni) appare francamente impietoso.

12665732_10208972026084321_1562714050_nDal reale al virtuale non è che le cose vadano poi meglio. Anzi.

Basta fare fare una piccola ricerca per capire il “sentiment”, o l’aria che tira, ad esempio su twitter dove gli hashtag #FamilyDay e #FamilyDay2016 sono usati principalmente per deridere promotori e partecipanti del raduno degli omofobi.

Certo, non vanno sottovalutati. Certo non erano pochi (pure in dieci sarebbero stati anche troppi). Ma non si può che definire quella piazza un vero e proprio flop. C’erano UDC, NCD, Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia oltre ad altre decine di sigle della galassia nera dell’estrema destra. C’erano diocesi e parrocchie, Vescovi, e poi una parte della Chiesa Ortodossa e della comunità islamica. C’erano sindaci, presidenti di regione e gonfaloni. E nonostante tutto la partecipazione è stata ben più bassa di quel milione annunciato nei giorni scorsi o dei ridicoli due milioni annunciati da un Gandolfini delirante dal palco della manifestazione.

Appare chiara come nel Paese la battaglia per fare dell’Italia un paese civile si possa dire chiusa. Con un sostegno sempre piùsvegliatitalia_unioni_civili vasto alla richiesta di approvare il ddl Cirinnà così com’è.

Ma il fallimento più grosso è quello politico. Hanno spaccato la CEI, hanno inutilmente tirato il Papa per la giacchetta, hanno provocato la rivolta degli Scout, hanno risvegliato la coscienza dei tanti cattolici liberali di questo paese e fatto infuriare la comunità ebraica millantando un sostegno mai ricevuto e hanno trascinato tutta la destra italiana in una manifestazione con numeri da flop epocale. Mi verrebbe da chiedergli di organizzare un Family Day al mese.

Adesso però la battaglia si sposta in Parlamento, nel suo luogo “naturale”, e l’alibi del Family Day per sabotare il ddl Cirinnà è stato definitivamente sgomberato dal tavolo. La classe politica italiana si assuma una volta per tutte le sue responsabilità ed approvi questa legge che è già un compromesso su diritti minimi al di sotto dei quali non è possibile andare.

 

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