Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, irrompe nel dibattito sulle unioni civili e rilancia con un tweet in cui chiede che l’utero in affitto diventi un reato che preveda addirittura la inadottabilita’ del figlio oppure che la “Stepchild adoption” venga stralciata dal ddl Cirinna’. “Contro utero in affitto, sanzione amministrativa inutile. Deve essere reato penale con inadottabilita’. O stralcio#stepchild@repubblicait”, si legge nel tweet dell’esponente Ncd che, evidentemente, dopo quanto è accaduto mercoledì scorso in Senato, rilancia, arrivando addirittura a proporre che, in caso di maternità surrogata, il bambino possa essere inadottabile dal compagno del padre.

Lorenzin, ministro Salute: utero in affitto reato con inadottabilità - boschi unioni2 - Gay.it

Da Bologna il ministro per le Riforme costituzionali ed i rapporti con il parlamento, Maria Elena Boschi, si è mostrata invece cauta sull’esito del voto in aula sul ddl sulle Unioni civili. “Le leggi si fanno se ci sono i numeri”. Ad oggi “in Senato il Pd non è autosufficiente, non lo è nemmeno se sommiamo i voti di Sel. Quindi dobbiamo creare un punto di incontro tra le forze che ci sono“. “Il fatto che per la prima volta – sostiene il ministro – nel nostro Parlamento si affronti questo argomento non credo rappresenti una sconfitta. Credo sia una vittoria che dopo due anni di lavoro pubblicamente sotto gli occhi di tutti si possa discutere una legge sulle unioni civili“. “Credo – ha aggiunto – sia un atto di coraggio di questo Parlamento”. “Abbiamo scelto – ha aggiunto – di affrontarlo il problema, consapevoli che siamo un Governo che rappresenta sensibilità diverse. Non so quale sarà il risultato finale ma è un passo importante che se ne discuta, non solo in parlamento ma nel paese, in famiglie, nelle scuole e nelle università. C’è la consapevolezza della necessità di avere una legge”. “Non credo sia una sconfitta aver avuto il coraggio di affrontare questo problema – ha concluso Boschi – poi non ho la sfera di cristallo e non so quello che accadrà, perché tra l’altro è il primo passaggio in Parlamento. Spero che la strada che dobbiamo percorre sia breve perché ci sono tante persone che aspettano da troppo tempo e hanno diritto a vedere i loro diritti riconosciuti”. Ma, come abbiamo spiegato in un altro articolo stamani, potrebbero arrivare in Senato novità positive dalla Presidenza sul calvario del ddl Cirinnà.

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