Nell’acclamato Animali Notturni diretto da Tom Ford ha il ruolo più scomodo: lo stupratore e assassino Ray, bestia crudele in fuga da ogni etica, esemplare della peggiore feccia possibile ma soprattutto immaginabile. Eppure lui, l’attore britannico Aaron Taylor-Johnson, ha invece qualcosa di angelico nello sguardo blue Klein, e non a caso due giorni fa una superfan su Twitter rispondeva così alla domanda: “Che cosa vuoi fare nella vita?” “Annegare negli occhi di Aaron Taylor-Johnson”.
In Italia non è ancora esploso – Animali Notturni uscirà da noi il 17 novembre, sarà la volta buona? – anche se il primo trampolino di lancio a livello mondiale è stato il fumettistico Avengers: Age of Ultron dell’anno scorso, tratto da un celebre comic della Marvel, in cui interpretava, con sfoggio di muscoli apollinei, il supereroe dalla corsa rapidissima e accento russo sottilmente sexy Quicksilver alias Pietro Maximoff, fratello gemello dell’ipnotista Wanda incarnata da Elizabeth Olsen. Molti fan sono rimasti choccati dalla triste fine di Quicksilver sul grande schermo, ma tant’è.

Noi lo ricordiamo anche nel ruolo di Joe del gender Albert Nobbs in cui Glenn Close si spaccia per maggiordomo nella Londra vittoriana. In realtà si trattò di un rimpiazzo all’ultimo minuto, poiché il ruolo doveva essere di Orlando Bloom che rinunciò per seguire la gravidanza di sua moglie.

Ma è stato Tom Ford a cogliere la capacità di Aaron nel trasformarsi in maniera credibile in un personaggio negativo, grazie anche a qualche suggerimento: lo stilista/regista texano gli ha chiesto di non tagliarsi barba, capelli e unghie per i tre mesi precedenti alle riprese di Nocturnal Animals. “Una cosa disgustosa: alla fine avevo i capelli così unti che erano diventati lisci” ha dichiarato a Vogue Italia. Poi è stato rasato da Tom Ford in persona: aveva deciso che la sua pelle sarebbe dovuta apparire sempre lucida. Gli ha dato un paio di stivali da cowboy verde elettrico ed è apparso sul set anche lui con stivali texani e cappello da cowboy: “Ero abituato a vederlo sempre impeccabile, con questa allure da divo anni ’50, e invece…”.













