Hacker israeliani sabotano sito pro-LGBT libanese con insulti omofobi

Il presidente dell'associazione: "Mai un attacco del genere prima d'ora".

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Un attacco del genere non ci era mai capitato”: a dirlo è Omar Fattal, presidente di LebMASH, un’associazione operante in Libano a favore della comunità LGBT. Il loro sito è stato preso di mira da alcuni hacker israeliani e adesso in home campeggiano insulti rivolti agli omosessuali. Ma cosa è successo esattamente?

LebMASH (Lebanese Medical Association for Sexual Healt) è un’associazione fondata e ufficialmente riconosciuta nel 2014 in Libano, nella quale operano dottori, psichiatri e psicologi libanesi. L’obiettivo dell’associazione è di sensibilizzare persone comuni e medici circa la marginalizzazione di persone gay e trans in Libano sul tema della salute.

Poche settimane dopo il lancio della prima campagna sulla salute sessuale nel Paese orientale confinante con Siria e Israele il sito dell’associazione è però stato preso di mira: alcuni hacker lo hanno messo fuori uso e hanno piazzato in bella vista la scritta Fuck off homos con hashtag come #FuckPalestine e #FuckLebanon. Gli hacker sono israeliani: “State fuori da Israele, è un ordine” si legge, con una bandiera di Israele sotto a sventolare.

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Il presidente di LebMASH ha raccontato al magazine StepFeed: “Avevamo già ricevuto messaggi negativi su Facebook in passato, ma mai un attacco del genere”. E ha aggiunto: “Siamo davvero delusi del fatto che – chiunque ci abbia attaccato – non ha avuto il coraggio di contattarci direttamente per discutere di ogni eventuale differenza di opinione”.

LebMASH è una piccola organizzazione che opera con poco budget e un attacco di tali proporzioni costringerà gli attivisti a mettere mano ai risparmi per rimettere in rete il sito, rendendolo al contempo più sicuro.

© Riproduzione riservata.

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lionspqr 8.4.17 - 4:33

La notizia mi sembra MOLTO strana, perché in Israele il mondo GLBT gode di una tolleranza e di salvaguardie legali sconosciute in tutto il resto del Medio Oriente: dal riconoscimento del matrimonio alle adozioni. Questo non vuol dire che non ci siano singoli casi di intolleranza, ma sono veramente l'eccezione.

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    Le Spy 8.4.17 - 9:19

    Va beh, anche in Sudafrica ci sono matrimoni, adozioni e specifiche norme contro la discriminazione eppure si potrebbe dire che le persone LGBT se la passano peggio lì che qui. Ahimè la legge tutela il cittadino solo sulla carta...