“Dopo le unioni civili ora serve il matrimonio egualitario”: Monica Cirinnà all’incontro contestato a Brescia

L'incontro organizzato da Arcigay Brescia e Agedo era stato oscurato da un post su Facebook che invitava a "spargere gas nervino" durante il convegno.

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2 min. di lettura

Ieri l’incontro di Brescia dedicato alle nuove famiglie era stato oscurato dal post di pessimo gusto con cui un medico della zona invitava a spargere il gas nervino sui partecipanti: alla fine tutto si è svolto regolarmente (e l’autore del post è a rischio denuncia) e la senatrice Monica Cirinnà ha espresso la sua soddisfazione per il traguardo delle unioni civili.

A un anno dall’approvazione della legge sulle unioni civili che porta il suo nome, la senatrice Monica Cirinnà è intervenuta a Brescia a un incontro promosso da Arcigay-Orlando, Famiglie Arcobaleno e Agedo nel contesto delle iniziative portate avanti dal Comitato BresciaPride.

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Un’occasione per fare il punto della situazione ma soprattutto per discutere delle prospettive, legislative, sociali e politiche sulla questione del matrimonio egualitario. Perché se la legge è stata sì un passo in avanti sulla strada dei diritti, al contempo presenta una mancanza in senso giuridico, come ha spiegato Stefano Chinetti, avvocato della rete Lenford. “C’è aperta soprattutto la questione delle adozioni”, ha osservato Laura Mentasti di Famiglie Arcobaleno Brescia, o, come ha precisato Cirinnà “il nodo della responsabilità genitoriale che implica il riconoscimento dei bambini nati all’estero da fecondazione assistita. La legge ha abbattuto un muro ma non basta”.

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Durante l’incontro è stato più volte invocato il matrimonio egualitario e la stessa senatrice che ha firmato la legge sui diritti civili ha dichiarato: “Quello dell’anno scorso è stato un grande traguardo, ma l’obiettivo ultimo è sempre la piena uguaglianza: ora è tempo di pensare al matrimonio per tutti”

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Anto Salerno 6.5.17 - 17:12

Mi auguro che non passino altri 20 anni per arrivare al Matrimonio egualitario...

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Giovanni Di Colere 5.5.17 - 11:23

Il problema è che deve essere la Corte Costituzionale a estendere il matrimonio egualitario. Il Parlamento non avrà mai una maggioranza.