In marcia dalla Polonia alla Germania: in 2000 al Pride in difesa della comunità LGBT polacca – video

Dominique, una suora LGBT + di Potsdam, si è unita al Pride e ha tuonato: "Puoi sconfiggere l'odio solo con l'amore. La vita è così colorata, varia, così bella".

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Pochi giorni fa circa 2.000 persone hanno marciato dalla Polonia alla Germania in una manifestazione di solidarietà per i diritti delle persone LGBT + polacche.

La marcia ha collegato Słubice, città di confine polacca, e Francoforte, in Germania. Le due città distano appena 100 metri l’una dall’altra, ma sono nettamente divise per quanto riguarda i diritti LGBT +. La polizia antisommossa ha seguito passo passo il Pride, per paura che gruppi estremisti polacchi potessero attaccare i partecipanti. Il coloratissimo corteo, guidato dalle drag queen, si è fatto strada sul ponte d’acciaio sul fiume Oder, che segna il confine tra i due Paesi.

Circa 30 o 40 i contro-manifestanti polacchi che hanno issato striscioni e cantato inni omofobi. Tra i colorati manifestanti tanti sorrisi e un’unica verità: “Francoforte e Słubice dovrebbero essere altrettanto sicure per tutti i suoi cittadini, e prendere posizione contro la discriminazione omotransfobica”. Dominique, una suora LGBT + di Potsdam, si è unita al Pride e ha detto a Moz.de: “Puoi sconfiggere l’odio solo con l’amore. La vita è così colorata, varia, così bella”. Helga Schulz, 81 anni, ha assistito alla parata e ha sottolineato come tutti dovrebbero vivere come vogliono. “Cosa c’è di sbagliato in questo?”, si è chiesta l’anziana signora. Topolska, che vive a Słubice, ha dichiarato alla Thomson Reuters Foundation: “L’unico modo in cui possiamo cambiare le opinioni delle persone è attraverso la visibilità. Non abbiamo pieni diritti LGBT in Polonia – e non li avremo per molto tempo, quindi l’obiettivo principale di questa marcia è la solidarietà tedesca”.

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Negli ultimi anni la Polonia è lentamente scivolata verso un odio criminale nel confronti delle persone LGBT. 1/3 del Paese si è dichiarato ‘free LGBT”, con il presidente Andrzej Duda, appena rieletto, portavoce di questa caccia all’omo.

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