Massimo Gramellini celebra la mamma di Ciro: “L’amore non giudica e non perseguita, grazie”

Mamma Rosa, madre di Ciro Migliore, è diventata in pochi giorni simbolo di quella genitorialità che non punta il dito contro un figlio LGBT, provando ad andare oltre i propri limiti, a capire, ad amare incondizionatamente.

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“I Figli vanno accolti per come sono”. “Io non sono mai stata contro di lui, anche se ammetto che all’inizio non ce la facevo, non accettavo la situazione. Ma poi ho capito. Se fosse stato malato sarebbe stata una tragedia, ma non questo. Lui è così e basta, e io sto dalla sua parte”.

Mamma Rosa, madre di Ciro Migliore, è diventata in pochi giorni simbolo di quella genitorialità che non punta il dito contro un figlio LGBT, che prova ad andare oltre i propri limiti, a capire, ad amare incondizionatamente. Ieri ospite di Barbara D’Urso a Pomeriggio Cinque, la signora Rosa ha ribadito in napoletano strettissimo tutto il proprio amore nei confronti del figlio, nato femmina in un corpo che non ha mai sentito suo. Dalle pagine de Il Corriere della Sera il giornalista e scrittore Massimo Gramellini ha voluto dedicare il suo famoso Caffè quotidiano proprio a mamma Rosa, “piccola luce” in questa brutta storia che ha visto una giovane perdere la vita a causa del fratello, che proprio non riusciva a sopportare quella relazione. Scrive Gramellini,

Quando cinque anni fa la persona che fino a quel momento aveva considerato sua figlia le viene a dire che dentro si sente un maschio, la signora Rosa non perde la testa. Ho conosciuto genitori molto più istruiti di lei, frequentatori di ambienti all’avanguardia che di fronte a rivelazioni simili hanno reagito col rifiuto o con la freddezza, quando non con un’ostilità annacquata dall’ipocrisia. Invece Rosa, ci pensa, ne parla, si ascolta. E alla fine pronuncia una frase che per me vale un saggio di psicologia: “Anche se non ho studiato, ho capito. È la sua natura. Ciro è mio figlio, e i figli si accettano, non si uccidono“. C’è una parola che abbiamo usato talmente a sproposito da spolparla di significato, ma che quando si riferisce a una madre conserva ancora la sua energia rivoluzionaria. Mi vergogno quasi a scriverla per paura di maltrattarla. “Amor che move il sole e l’altre stelle”, la evocava il Poeta. Ecco, grazie alla signora Rosa mi sono definitivamente convinto che sia proprio così: l’amore non giudica, non possiede, non rivendica e non perseguita. L’amore muove, e mi dispiace per chi preferisce restare fermo.

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