Era scoppiato un polverone dopo l’articolo de La Nazione, il quotidiano che aveva diffuso una fake news accusando ingiustamente una maestra elementare, la quale voleva proporre un laboratorio per discutere di stereotipi di genere e discriminazioni. Il quotidiano parlava addirittura di una rivolta dei genitori, che in realtà non c’è mai stata.
Ci riferiamo a quanto avvenuto la settimana scorsa. La maestra era stata minacciata e insultata via social, dopo l’articolo del giornale. Ma quesa serie di lezioni, prima di essere avviate, dovevano essere approvate dai genitori dei bambini. E nell’ultimo incontro tutti avevano dato parere positivo. Tranne una mamma e un papà, che dopo alcuni giorni hanno annunciato la loro contrarietà.
Il tutto sarebbe finito qui, se La Nazione non avesse scritto un articolo critico, facendo scoppiare un caso.
Dal Comune al Parlamento
Dal consiglio di classe della scuola elementare Marconi di Firenze, il caso finirà in Parlamento. Innanzitutto, era stata la preside Vera Brancatelli a commentare quanto successo, poco dopo l’articolo del quotidiano sullo studio degli stereotipi e discriminazioni.
È stato tutto ingigantito. In realtà questa rivolta delle famiglie non c’è mai stata. Si trattava della protesta di una singola mamma e del marito, e non certo di un coro di lamentele.
Immediata, poi, era stata la risposta di Sara Funaro, assessora all’Educazione di Palazzo Vecchio:
Trovo questi comportamenti inaccettabili e vergognosi. È preoccupante che un’insegnante che fa il proprio lavoro venga aggredita in questo modo. È doveroso contrastare ogni tipo di discriminazione, bullismo omofobico compreso. Questi temi vanno affrontati, calibrati sulle diverse fasce d’età e con la dovuta attenzione al linguaggio.
In seguito, il caso è arrivato in regione, con Alessandra Nardini, assessora a scuola, formazione e politiche di genere:
È una vicenda che dimostra quanto sia difficile superare gli stereotipi e quanto il lavorare per questo susciti ancora paura e pregiudizi. Credo invece che sia assolutamente necessario continuare e potenziare l’impegno culturale in tale direzione, un impegno che parta proprio dalle giovani generazioni affinché possano essere educate e possano impegnarsi a realizzare una effettiva parità tra donna e uomini, la cui mancanza si traduce in disuguaglianze, discriminazioni, se non addirittura violenze.
Per questo voglio esprimere la mia vicinanza e il mio sostegno all’insegnate della scuola elementare Marconi, bersaglio di offese inaccettabili, alla preside dell’istituto e all’assessora all’educazione del comune Sara Funaro.
L’elemento che trovo più confortante è che la netta maggioranza delle famiglie sia esplicitamente schierata dalla parte dell’insegnate.
Famiglie Arcobaleno Toscana: mai smettere di promuovere rispetto contro le discriminazioni
L’associazione Famiglie Arcobaleno ha riportato le parole dell’assessora Nardini, confermando il sostegno contro le discriminazioni:
Condividiamo le parole di Alessandra Nardini, che ribadiscono l’intenzione delle istituzioni della Toscana nel portare avanti e potenziare l’impegno per una scuola inclusiva: luogo di rispetto e uguaglianza.
Le minacce e i pregiudizi di pochi non possono minare un’impostazione ben radicata nel dna politico e nel sentire della comunità della nostra regione.
Il lavoro da fare è ancora tanto e come Associazione Famiglie Arcobaleno non smetteremo mai di promuovere e diffondere una cultura di rispetto delle differenze contro ogni tipo di discriminazione e contro ogni stereotipo.
