
“La salute e la sicurezza di tutti i partecipanti sono la nostra massima priorità“, precisano oggi gli organizzatori, con la European Broadcasting Union (EBU) insieme alle emittenti olandesi NPO, NOS e AVROTROS e alla città di Rotterdam che ha definitivamente escluso un’edizione “normale” dell’evento. “L’Eurovision Song Contest farà sicuramente il suo gradito ritorno a maggio nonostante la pandemia ma, nelle circostanze prevalenti, sarà purtroppo impossibile tenere l’evento nel modo in cui siamo abituati“, ha rimarcato Martin Österdahl, supervisore esecutivo dello show. “Siamo grati per il rinnovato impegno e il sostegno della città di Rotterdam e per il continuo supporto di tutte le emittenti partecipanti. Ci auguriamo vivamente di poterci ritrovare a Rotterdam nel mese di maggio e faremo tutto il possibile nelle prossime settimane per raggiungere questo obiettivo. In una situazione in continua evoluzione, ci stiamo prendendo il nostro tempo per assicurarci di poter ospitare l’Eurovision Song Contest nel modo migliore e più sicuro possibile“, ha aggiunto.
Ma in che modo? Lo scenario B, ovvero quello che gli organizzatori vorrebbero attuare, comporterebbe un evento a “distanza sociale“, con tutti gli artisti a Rotterdam, mantenendo realisticamente le opzioni di ridimensionamento sul tavolo per le settimane a venire. Nella sede dell’evento sarebbero messe in atto rigorose misure di salute e sicurezza (inclusi frequenti test COVID). Verrebbe pattuito e rispettato un protocollo per proteggere artisti, delegazioni e troupe dentro e fuori dal luogo di svolgimento dell’Eurovision. Se ci saranno delegazioni impossibilitate a recarsi a Rotterdam, i loro artisti si esibiranno con una performance registrata. Chi sarà a Rotterdam eseguirà il proprio brano dal vivo, sul palco. Ci sarebbero 9 spettacoli (6 prove generali, 2 semifinali e un gran finale), senza pubblico o con un pubblico ridotto per consentire il distanziamento sociale.
Lo scenario C immagina un Eurovision Song Contest con limitazioni di viaggio, ovvero un evento in diretta dall’Ahoy Arena di Rotterdam ma senza nessun artista presente sul posto e poco potenziale pubblico nell’arena. Le esibizioni di TUTTI i partecipanti sarebbero “live-on-tape”, ovvero registrate. Lo scenario D, il peggiore tra tutti, immagina un Eurovision Song Contest in lockdown, ovvero senza alcun tipo di pubblico e interamente registrato.
Il governo olandese ha già assicurato che, nel caso in cui l’Eurovision Song Contest possa essere organizzato con lo scenario B, tutti gli artisti e le delegazioni partecipanti potranno entrare nei Paesi Bassi. 41 emittenti tv internazionali trasmetteranno la 65° edizione degli Eurovision Song Contest.
Martedì 18 e giovedì 20 maggio si terranno le 2 semifinali alla Rotterdam Ahoy Arena, nei Paesi Bassi. Il Gran Finale, con 26 canzoni, si terrà sabato 22 maggio. A rappresentare l’Italia sarà il vincitore del Festival di Sanremo, in onda su Rai1 il 2 marzo prossimo.
