Alessandro Zan e il coming out: “Mio padre non la prese bene, alla fine è diventato un mio grande sostenitore”

Tra omofobia adolescenziale e coming out in famiglia, Alessandro Zan si è così raccontato.

Alessandro Zan e il coming out: "Mio padre non la prese bene, alla fine è diventato un mio grande sostenitore" - Alessandro Zan - Gay.it
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Ormai celebre promotore della legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo, già approvata alla Camera e in attesa di bis al Senato, Alessandro Zan si è raccontato dalle pagine del Corriere della Sera. Il deputato Pd, 20 anni fa organizzatore del Pride di Padova e da sempre attivista LGBT, ha ricordato il proprio coming out in famiglia, tutt’altro che semplice a causa dell’iniziale reazione paterna.

Ero agitato e impaurito… Appena mi sono dichiarato, mia madre è stata molto tenera e comprensiva, mentre mio padre non l’ha presa bene. Poi però ha fatto un suo percorso personale, perché anche i genitori devono fare un percorso di accettazione dei propri figli, e alla fine è diventato un mio grande sostenitore.

Diventato acronimo grazie al disegno di legge che ha preso il suo cognome, Alessandro ha vissuto sulla propria pelle l’omofobia scolastica, anche se unicamente verbale. “Sono stato fortunato: nessuna violenza fisica pesante, come oggi ancora troppo spesso accade. Ma ho spesso ricevuto battute, scherzi omofobi, qualche danno alla bicicletta… La mia mente li aveva rimossi, poi, in questi ultimi mesi, ascoltando tante storie di discriminazione, ho ripercorso anch’io quegli anni”.

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La svolta politica, per un giovane Zan, avvenne di ritorno dall’erasmus nel Regno Unito: “Quei mesi mi hanno fatto capire che la società italiana era – ed è – ancora fortemente machista e patriarcale, mentre l’esperienza vissuta in Gran Bretagna mi ha fatto capire che un’alternativa è possibile. Una volta tornato, ho iniziato la mia militanza”.

20 anni fa il suo ingresso tra i Democratici di Sinistra, prima di diventare consigliere comunale a Padova nel 2004. Inizialmente Zan decide di non aderire al Pd, causa fusione con la Margherita, e nel 2009 si candida con Sinistra e Libertà alle europee. Nel 2013 diventa deputato propri con Sinistra Ecologia Libertà, passando poi al Misto dopo la scissione interna per sostenere il governo Renzi e infine al Pd, nel 2014, con rielezione in Parlamento nel 2018.

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