Da mesi il partito repubblicano d’America ha ufficialmente dichiarato guerra alla comunità trans nazionale, con decine e decine di proposte di legge transfobiche unicamente pensate per discriminare i più giovani. E il perché è facilmente intuibile, visto e considerato che ben il 40% degli elettori repubblicani si è detto convinto che gli insegnanti possano realmente influenzare l’orientamento sessuale o l’identità di genere dei bambini. Sono gli ultimi dati di un sondaggio Morning Consult condotto dal 20 al 23 aprile 2022 tra 4.410 adulti statunitensi, che va a rimarcare la sconcertante ignoranza sul tema da parte di decine di milioni di statunitensi.
Al fianco di quel 40% di repubblicani troviamo infatti un clamoroso 27% di elettori democratici e un 29% di elettori indipendenti, per un totale complessivo del 32%. Questo vuol dire che un’enorme quantità di elettori a stelle e strisce avalla ancora oggi la folle ipotesi che un insegnante possa “trasformare” un bimbo in gay e/o transgender dopo aver presentato loro contenuti a tematica LGBTQ+. Fortunatamente, il quadro generale è ben più roseo. Il 68% di tutti gli intervistati ha sostenuto fortemente o in qualche modo l’insegnamento dell’educazione sessuale nelle scuole primarie e secondarie, con solo il 23% degli intervistati contrario. Questi numeri includono sia i genitori democratici che quelli repubblicani.
Il sondaggio ha inoltre rilevato che il 31% dei genitori repubblicani si sente “a disagio” con le persone LGBTQ che lavorano con i propri figli, mentre un altro 13% non ha esplicitato opinioni. Poco più della metà – il 57% – ha affermato di sentirsi “a proprio agio” con le persone LGBTQ che lavorano con i bamini. Al contrario, l’84% dei genitori democratici ha affermato di sentirsi “a proprio agio” con le persone LGBTQ che lavorano con i propri figli, mentre solo il 10% “a disagio”. Il totale complessiva supera il 70% nazionale.
Agli adulti intervistati è stato poi chiesto cosa provassero rispetto alle lezioni sul “movimento per i diritti civili LGBTQ” insegnate a scuola, oltre a discussioni con gli alunni su “orientamento sessuale e identità di genere”. Il 59% dei genitori repubblicani ha affermato di essere contrario alle lezioni sul movimento per i diritti civili LGBTQ nelle scuole e il 60% si è opposto alle “lezioni sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”. Tra i genitori democratici, il 25% si è opposto alle lezioni sul movimento per i diritti civili LGBTQ e il 29% ha detto di no alle lezioni sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. C’è da dire che circa un terzo dei genitori repubblicani (32%) ha affermato di sentirsi a proprio agio con le lezioni di storia LGBTQ nella classe dei propri figli, ovvero più del doppio rispetto al maggio del 2019.
L’ormai celebre legge Don’t Say Gay della Florida vieta proprio qualsivoglia discussione su “orientamento sessuale e identità di genere” tra i banchi di scuola. Decine di simili leggi sono state presentate in altri Stati a guida repubblicana, con Donald Trump che ha subito cavalcato l’argomento, promettendo il divieto nazionale per gli atleti trans nel caso in cui dovesse tornare alla Casa Bianca.
Una guerra ad una comunità che in realtà coinvolge non solo la destra d’America bensì anche parte dell’elettorato democratico, in parte ancora oggi inspiegabilmente spaventato da lezioni che possano andare ad insegnare rispetto ed inclusione, conoscenza ed educazione.




