Alba Palacios ha fatto la storia e soprattutto notizia nel 2018, quando è diventata la prima giocatrice transgender della federazione calcistica spagnola. Ora, quasi quattro anni dopo, l’atleta ha parlato del suo viaggio, incluso il rammarico per essere rimasta nell’armadio così a lungo ma al tempo stesso la gratitudine per aver fatto coming out.
Intervistata da ESPN Deportes, Palacios ha sottolineato come tutto sia “andato bene” con i suoi amici, compagne di squadra e tifosi. Discorso diverso con la sua famiglia, e in particolare con i suoi genitori, per i quali “l’accettazione è stata dura“.
“Alla fine è qualcosa che non capiscono quando hai un figlio da 31 anni, come nel mio caso, e lui te lo dice. Mi sono sempre piaciute le ragazze, le macchine, il calcio. È qualcosa di molto complicato da affrontare per i genitori. … Mia madre ha lottato perché ero l’unico figlio dentro casa. È complicato.” Ora, fortunatamente, sua madre “super brava”. “Lei viene a vedermi giocare ed è super orgogliosa di me. È bellissimo.”
Palacios è riuscita a mantenere anche il rapporto con la ragazza che aveva quando ha fatto coming out. “Ho fatto la transizione insieme a lei”. “Stiamo ancora insieme, è tutto bellissimo. L’importante è fare quel passo, continuare a goderti ogni momento ed essere felice per come sei.”
Palacios gioca con il Torrelodones CF e ha voluto affrontare il dibattito che ruota attorno alle atlete trans*.
“Ogni persona trans è un mondo a parte”. “Nel mio caso, ad esempio, dato che sono solo una delle 11 giocatrici, anche se fossi un ragazzo potrebbero comunque perdere. Quindi è molto complicato. Non credo che alle persone trans dovrebbe essere impedito di competere. Dobbiamo continuare a fare ricerca, studiando più casi. Mai e poi mai a una persona trans dovrebbe essere impedito di gareggiare nello sport”.
Palacios ha ribadito che “le sarebbe piaciuto fare coming out molto prima“, riconoscendo che la paura delle reazioni altrui ha rallentato il suo viaggio. “Ai miei tempi, era complicato; non c’era così tanta visibilità come c’è adesso, ed ero davvero, davvero spaventata. … Penso che avrei dovuto fare quel passo prima. Avrei voluto godermi di più la mia giovinezza come Alba. Mi sarebbe piaciuto. Ma l’importante è farlo, quel passo“.
Negli ultimi mesi federazioni sportive internazionali come nuoto e rugby hanno messo al bando le atlete trans*, mentre a breve simile decisione potrebbe essere presa da Fifa e World Athletics.


