La Thailandia verso il matrimonio egualitario: approvazione del disegno di legge entro fine anno

Approvate le prime bozze legislative con maggioranza schiacciante, inizia il lungo iter il cui risultato sembrerebbe già orientarsi nella direzione sperata.

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Bangkok Pride 2023 | Foto di Bloomberg
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La Thailandia, riconosciuta come uno dei paesi più aperti e tolleranti dell’Asia nei confronti delle minoranze sessuali, è in procinto di segnare un traguardo storico, apprestandosi a diventare il primo Stato del Sud-Est Asiatico, nonché il terzo in tutto il continente asiatico, ad adottare una legislazione che consente il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

L’ottimismo regna tra attivistǝ e organizzazioni LGBTQIA+ che anticipano l’adozione della legge sull’uguaglianza matrimoniale entro la prima metà dell’anno, a seguito dell’approvazione in prima lettura di quattro disegni di legge a questo proposito alla fine di dicembrepassati con una maggioranza schiacciante di 369 voti favorevoli su 380 parlamentari.

A inizio anno, un gruppo selezionato di parlamentari thailandesi, dedicato alla revisione delle proposte, ha convocato un gruppo di esponenti di spicco della comunità LGBTQ insieme a rappresentanti di diversi ministeri, sollecitandoli a partecipare attivamente con i loro contributi e osservazioni.

In assenza di ulteriori intoppi, si prevede quindi che il parlamento proceda con una nuova votazione nelle prossime settimane, seguita poi da un’ulteriore lettura – parte di un lungo e intricato iter legislativo il cui risultato sembrerebbe però già orientarsi nella direzione sperata.

Dopo la votazione di dicembre, lo stesso Primo Ministro thailandese Srettha Thavisin aveva infatti manifestato il proprio supporto al movimento con un messaggio su X:

Esprimo le mie più sincere congratulazioni a tutti i nostri fratelli e sorelle LGBTQIA+ per l’approvazione del Marriage Equality Act, passato con una maggioranza significativa come primo punto all’ordine del giorno.

Oggi segna l’inizio di un cammino di cambiamento

L’approvazione della legge sul matrimonio egualitario costituirebbe per Thavisin e il suo esecutivo del partito Pheu Thai un significativo passo verso il recupero della fiducia da parte di quel segmento di elettorǝ – in particolare la Generazione Z – che ha percepito come un tradimento la scelta del partito di allearsi con forze conservatrici, filo-militari e monarchiche nella formazione del governo.

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Senza contare i vantaggi per l’economia del paese, fortemente orientata al turismo e già rinomata come destinazione privilegiata per i matrimoni internazionali – un settore di grande rilevanza economica sottolineato dallo stesso Ministero del Turismo.  L’introduzione del matrimonio egualitario potrebbe ulteriormente incrementare l’afflusso di visitatori esteri, rafforzando il ruolo della Thailandia come meta LGBTQIA+-friendly.

La situazione dei diritti LGBTQIA+ in Thailandia

Nonostante dagli anni 90′ in poi si sia assistito a un evolversi degli orientamenti verso la comunità LGBTQIA+ sia nel panorama politico che nella società civile, lǝ attivistǝ sottolineano da decenni la dicotomia tra un corpus legislativo ancora marcatamente conservatore – insufficiente a rappresentare in modo congruo la diversità e le esigenze della comunità LGBTQIA+ – e la crescente apertura mentale manifestata dalla popolazione.

Da anni, organizzazioni e attivistǝ impegnati nella difesa dei diritti LGBTQIA+ spingono incessantemente affinché il matrimonio egualitario sia riconosciuto legalmente in Thailandia, instando il governo a implementare normative che salvaguardino i diritti di tutte le coppie, a prescindere dal loro orientamento sessuale.

Un lungo e tenace impegno ora vicino a raggiungere un risultato storico, il quale potrebbe spianare la strada a futuri cambiamenti legislativi a sostegno della comunità LGBTQIA+, inclusa l’adozione di una legge per il riconoscimento di genere delle persone transgender e l’introduzione del linguaggio neutrale nei documenti ufficiali.

Ma, più fondamentalmente, emerge anche l’opportunità di raggiungere e sensibilizzare quella porzione di società ancora reticente nell’accettare le identità queer.

© Riproduzione riservata.

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