Francesco Cicconetti, l’Università di Urbino gli riconosce l’identità di genere anche sul diploma

Sei anni dopo la laurea, Francesco Cicconetti riceverà il diploma con il proprio vero nome.

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Francesco Cicconetti, l'Università di Urbino gli riconosce l'identità di genere anche sul diploma - Francesco Cicconetti - Gay.it
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Oggi, 17 maggio, giornata internazionale contro l’omobitransfobia, Francesco Cicconetti tornerà ad Urbino, nell’università dove si è laureato in Lingue e Culture straniere con una tesi di laurea su “Letteratura e pubblicità: la provocazione come strategia di marketing”, per ricevere dal suo ateneo il diploma di laurea con il nome che corrisponde alla sua identità. Sarà la prima volta in Italia. Sei anni fa, quando Francesco si è laureato, aveva già iniziato il proprio percorso di transizione ma su carta c’era il suo dead name.

Il nostro modo di ricucire una ferita aperta”, ha sottolineato a LaRepubblica il prorettore alla Didattica e alla Comunicazione Giovanni Boccia Artieri. “Allora esistevano già le carriere alias, ma l’università non aveva ancora la sentenza che completava il suo processo di transizione avvallando la nuova identità. Così l’ateneo non ha potuto fare altro che creare un diploma di laurea che corrispondeva all’identità sul documento. Adesso abbiamo lo strumento giuridico per cambiare il certificato e abbiamo deciso di farlo per restituire a Francesco Cicconetti ciò che lui è, la sua identità”.

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L’identità alias o carriera alias, lo ricordiamo, possono essere intese come protocolli che permettono alle persone trans* e non binarie di apparire nei documenti burocratici interni di enti, istituti scolastici o aziende con il nome corrispondente alla propria identità di genere. Questo nome, differente da quello registrato all’anagrafe, diventa la referenza principale, senza la necessità di attendere cambiamenti ai documenti ufficiali.

Grandi gioie e grandi privilegi“, ha commentato sui social Francesco, che a Urbino presenterà anche il suo libro “Scheletro femmina”, edito da Mondadori e già opzionato per diventare lungometraggio. Tra le pagine del libro si trova anche un aneddoto universitario, quando Cicconetti scrisse ad una docente: “Lei mi troverà come Francesca ma all’appello le chiedo la cortesia di chiamarmi Francesco”. Passati sei anni il rettore Giorgio Calcagnini gli consegnerà il nuovo diploma, in cui finalmente ci sarà scritto il suo vero nome. Francesco Cicconetti.

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