Una sentenza a dir poco inattesa e discutibile. Nel 2022 Fabio Tuiach, ex pugile, ex consigliere comunale di Trieste, ex Lega, ex Forza Nuova, no-Vax, veniva condannato a 2 anni di reclusione senza beneficio della pena sospesa dal giudice per le udienze preliminari di Trieste. Il pubblico ministero aveva chiesto 10 mesi. Pena all’epoca più che raddoppiata per questo post da Tuiach condiviso sul social russo VKontakte: “Un esponente LGBT è stato picchiato e scoppia il caso omofobia a Trieste, siamo in campagna elettorale e succede ogni volta ma forse ha litigato con il fidanzato per la vasellina“, in riferimento al pestaggio ai danni dell’attivista Antonio Parisi, selvaggiamente picchiato da 4 sconosciuti. “Grande solidarietà da parte di tutte le forze politiche ma ricordiamoci che in più di un terzo dei paesi al mondo non esiste il problema omofobia perché per i gay c’è il carcere o la pena di morte. Noi avevamo il rogo un tempo, mentre in Russia c’è la legge anti-gay come in tutto l’est e per questo loro non accolgono palestrati che fuggono da paesi omofobia“, concludeva Tuiach.
A quella condanna, che nel 2022 si pensava sacrosanta, è seguita ora l’assoluzione da parte della Corte di Appello, come rivelato da I Sentinelli di Milano, che si si erano costituiti parte civile dopo la condanna in primo grado. Tuiach è stato assolto con formula piena.
“Con una legge seria contro l’omolesbobitransfobia una dichiarazione del genere avrebbe comportato altri giudizi, ma che fine ha fatto il DDL Zan è noto”, l’amaro commento dei Sentinelli di Milano, per poi aggiungere: “Noi restiamo interdetti e sconcertati e abbracciamo Antonio Parisi, prima vittima di una decisione così ingiusta, mentre osserviamo la soddisfazione dello stesso avvocato che aveva difeso i fascisti nell’assalto della Cgil a Roma”.
L’avvocato in questione è Nicola Trisciuoglio, che ha così commentato la sentenza: “Un’affermazione quella di Tuiach non costituente diffamazione ma parodia di fatti e atti di “scarpettiana” memoria. Infatti nella discussione sostenuta si è fatto espresso riferimento al diritto di parodia che non è diffamazione o contraffazione della realtà sancito da sentenza di inizio secolo allorquando Edoardo Scarpetta fu messo sotto processo per plagio dell’opera “La figlia di Iorio” di D’Annunzio. La sentenza affermò che era legittimo ridicolizzare fatti ed eventi… la qual cosa ha fatto Tuiach commentando un episodio della vita reale di un soggetto dei gruppi LGBT. L’assoluzione è stata resa con formula più ampia aderendo al pensiero del difensore”.
Tuiach ha così festeggiato la sentenza: “Sono felice perché prendere due anni di carcere per aver detto un’ovvietà, è assurdo. Per me è una liberazione, ero con il rosario in mano durante la sentenza”.

Va bene Nicola Trisciuoglio e giudice di Trieste, è parodico che sia stato un caso montato per le elezioni, come lo è fare i falò dei gay senza legge anti gay nell'est (cosa non vera, non in tutto l'est i gay vengono perseguiti legalmente). No, il ddl zan non avrebbe ugualmente fatto giustizia. La diffamazione non è data dalla affermazione ridicolizzante dell'uso di vasellina come fonte di un ipotetico litigio tra fidanzati. Che atti scarpettiniana memoria! Come traballa l'italia sul suo tacco...