Ancora discriminazioni sul fronte immobiliare. L’ultimo caso in tal senso arriva da Modena, come denunciato dall’art director Alessandro Manfredini, alla ricerca di un appartamento in affitto per lui e l’ex compagno, con cui convive da vent’anni.
Dopo aver contattato un’agenzia immobiliare, e date loro tutte le informazioni del caso, Manfredini ottiene questa risposta da un’agente: “il proprietario vuole una famiglia…”. A quel punto l’art director replica “scusi, mi dica cosa intende il signore per famiglia“. E la donna dell’agenzia, dall’altro capo del telefono, rende il tutto più esplicito: “un uomo e una donna e possibilmente un figlio”.
“Mi astengo sennò sarei bannato a cosa ho risposto alla signora che per giustificarsi ha detto “ma io cosa centro, sono solo un tramite!!”, ha scritto sui social Manfredini, poi raggiunto dalla Gazzetta di Modena:
“Capisco che la signora abbia provato ad uscire dalla forte situazione di imbarazzo che si è creata, ma io mi chiedo come sia possibile che oggi, a Modena, un’agente immobiliare si presti a riferire a potenziali clienti del rifiuto da parte di un proprietario a mostrare un appartamento a persone che comunque avrebbero tutte le caratteristiche e le garanzie economiche richieste per poterlo affittare, solo per una presa di posizione palesemente omofoba”.
Dura la replica del neosindaco di Modena, Massimo Mezzetti, che ha definito “tutto ciò inaccettabile. A Modena queste cose non possono essere tollerate, massima vicinanza alle vittime di omofobia da parte mia a nome di tutta la città”.
Lo scorso febbraio un caso anomalo si verificò a Milano, con un affitto negato ad un ragazzo gay perché la proprietaria di casa preferiva “una persona “tradizionale””.
