Cresce l’influenza dei movimenti ultracattolici e pro-vita nel sistema scolastico italiano e la modalità con cui questi gruppi, supportati da esponenti del governo Meloni e dei partiti Fratelli d’Italia e Lega, stiano tentando di imporre la loro visione conservatrice in materia di educazione.
L’associazione Pro Vita e Famiglia monitora attentamente le scuole italiane per il ministero dell’Istruzione. Nel marzo 2023 ha consegnato al ministro Valditara un documento di 105 pagine, aggiornato mensilmente, intitolato “Progetti applicati nelle scuole italiane ispirati alla teoria gender“. Un documento che elenca corsi anti-bullismo e materiali che promuovono inclusività ed uguaglianza, definiti dal governo come “corsi sul gender”. Il monitoraggio si basa anche su segnalazioni ricevute tramite un numero verde, spesso diffuso nelle chat dei genitori, che denunciano corsi ritenuti “erotizzanti”, con l’intervento di contatti a livello ministeriale.

Su Domani l’articolo di Simone Alliva spiega come questi gruppi abbiano trovato un appoggio politico, e cita figure come Eugenia Roccella, Alfredo Mantovano e Massimo Gandolfini.
Sarebbe stato in particolare il partito della premier, Fratelli d’Italia, a far strada a Pro Vita nella stanza dei bottoni, riferisce Alliva.
“Adesso i suoi rappresentanti promettono una rivoluzione «antropologica positiva» per «contaminare istituzioni e informazione».”
A livello locale, il movimento ProVita sarebbe rafforzato – secondo il Domani – da iniziative come Teen Star (qui il nostro articolo dello scorso febbraio) un programma di educazione sessuale basato su valori tradizionali e approvato dal Ministero dell’Istruzione, che promuove l’astinenza come unico metodo di prevenzione.

I movimenti pro vita sono gruppi ultraconservatori che si oppongono all’aborto, ai diritti LGBTQ+ e all’educazione sessuale inclusiva. Promuovono una visione tradizionalista della famiglia e della sessualità basata su valori religiosi e ideologie patriarcali. È accettabile che dettino l’agenda a un governo?
Domani riporta anche le osservazioni di associazioni coinvolte nell’educazione alle differenze, come Agedo e Arcigay, secondo cui la situazione è peggiorata con l’avvento del nuovo governo, con molti progetti LGBTQ+ estromessi dalle scuole.
