Fratelli d’Italia vuole cancellare il divieto di pubblicità sessiste e omofobe: l’emendamento Malan-Pogliese scatena la polemica

L’obiettivo, spiegano i promotori, è liberalizzare i contenuti pubblicitari, garantendo piena libertà d’espressione anche per messaggi “di opinione”.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Fratelli d’Italia vuole cancellare il divieto di pubblicità sessiste e omofobe: l’emendamento Malan-Pogliese scatena la polemica - Roma manifesti di Pro Vita 2 - Gay.it
I nuovi manifesti omotransfobici di Pro Vita
2 min. di lettura

Fratelli d’Italia punta a cancellare una delle poche norme italiane che tutelano la dignità nello spazio pubblico. I senatori Lucio Malan e Salvo Pogliese hanno presentato un emendamento al disegno di legge Concorrenza per eliminare il divieto – introdotto nel 2021 con il governo Draghi – di affiggere cartelloni o messaggi pubblicitari sessisti, omofobi o discriminatori su strade, veicoli e mezzi pubblici.

Quella norma, voluta da Alessia Rotta (Pd) e Raffaella Paita (Italia Viva), vieta le pubblicità contenenti stereotipi di genere offensivi, o lesive della dignità legate a orientamento sessuale, identità di genere, credo religioso, etnia o condizioni fisiche e psichiche. Per Fratelli d’Italia, però, si tratta di una “censura basata su definizioni vaghe e arbitrarie”. Malan sostiene che la misura sia nata come “reazione alla bocciatura del ddl Zan” e che abbia portato al blocco di “manifesti garbati della Lega e di Pro Vita”.

L’obiettivo, spiegano i promotori, è liberalizzare i contenuti pubblicitari, garantendo piena libertà d’espressione anche per messaggi “di opinione”. Il ddl Concorrenza approderà in Senato nelle prossime settimane, e l’emendamento – se accolto – cancellerebbe ogni riferimento a sanzioni contro pubblicità ritenute sessiste o discriminatorie.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Immediata la reazione delle opposizioni. “È sconfortante e grave voler eliminare una norma di civiltà – ha dichiarato Paita – in un momento in cui i social diffondono immagini che violano e mercificano le donne”. Dello stesso parere i senatori del Pd Cecilia D’Elia, Filippo Sensi e Valeria Valente: “Quel divieto serve a proteggere tutti, non solo le donne. Rimuoverlo significa normalizzare i discorsi d’odio nello spazio pubblico”. Anche il Movimento 5 Stelle promette battaglia: “Ci opporremo con ogni mezzo a questo colpo di freddo del partito di Meloni”, dicono le senatrici Sabrina Licheri e Dolores Bevilacqua.

Se l’emendamento dovesse passare, tornerebbero legittimi anche i manifesti “Pro Vita” che accusano le persone LGBTQIA+ o le famiglie omogenitoriali, cancellando quattro anni di timidi progressi contro la pubblicità discriminatoria. Di recente a Roma il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune e ha dichiarata legittima la rimozione dei manifesti di Pro Vita. L’associazione ultracattolica è particolarmente impegnata nella fantomatica “guerra al gender”.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.