Roma, manifesti Pro Vita per Charlie Kirk vandalizzati: “Clima di odio”, associazione denuncia e si espone sull’emendamento di FdI

A Roma i manifesti Pro Vita dedicati a Charlie Kirk, noto per la retorica anti-LGBTQIA+, sono stati vandalizzati. Polemica sull’emendamento avanzato da Fratelli d'Italia.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Manifesti Pro Vita per Charlie Kirk vandalizzati a Roma
Manifesti Pro Vita per Charlie Kirk vandalizzati a Roma
3 min. di lettura

I manifesti dell’associazione Pro Vita & Famiglia Onlus, affissi a Roma in memoria di Charlie Kirk, l’attivista americano ucciso un mese fa, sono stati vandalizzati. Le affissioni, presenti in cinquanta postazioni della capitale, mostravano il giovane accanto alla sua citazione: “La libertà significa dire la verità anche quando è scomoda”.

Manifesti Pro Vita per Charlie Kirk vandalizzati a Roma

Manifesti Pro Vita per Charlie Kirk vandalizzati a Roma

La denuncia è giunta da parte della stessa associazione. A commentare l’accaduto è stato Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita, che ha sottolineato un clima di intolleranza: “Il clima di odio e violenza contro chi non si allinea al pensiero unico politicamente corretto non ha pietà nemmeno per un giovane padre assassinato mentre discuteva pacificamente con chi non era d’accordo con lui”, ha dichiarato.

Secondo Pro Vita, gli episodi di vandalismo rappresentano solo la punta di un problema più ampio, legato alla percezione di censura nei confronti delle idee considerate politicamente scomode.

Nel frattempo, Pro Vita & Famiglia Onlus ha lanciato una campagna di affissioni pubbliche non solo nella Capitale, ma anche a Milano per ricordare Charlie Kirk, con manifesti e camion vela. Contestualmente, l’associazione ha promosso una petizione popolare, che ha raccolto circa 25.000 firme, rivolta al Ministro dell’Interno Piantedosi per chiedere maggiori misure di sicurezza a tutela della libertà di espressione, annunciando che le firme saranno consegnate anche all’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma come segno di cordoglio.

Il dibattito politico: l’emendamento Malan-Pogliese

Manifesti Pro Vita anche a Modena e Piacenza
Manifesti Pro Vita

Il caso dei manifesti si intreccia con un dibattito politico molto più ampio: i senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan e Salvo Pogliese, hanno presentato un emendamento al ddl Concorrenza che mira ad abrogare il comma 4 bis e il comma 4 ter dell’articolo 23 del Codice della Strada.

Quella norma, introdotta nel 2021 sotto il governo Draghi, vieta l’affissione di pubblicità considerate sessiste, omofobe o discriminatorie rispetto a orientamento sessuale, identità di genere, credo religioso, etnia o condizioni fisiche e psichiche. Malan e Pogliese sostengono che la disposizione sia stata usata in modo strumentale.

I promotori dell’emendamento spiegano che l’obiettivo è liberalizzare i contenuti pubblicitari, garantendo piena libertà d’espressione anche per messaggi “di opinione”.

La proposta ha subito scatenato le reazioni delle opposizioni. La senatrice Raffaella Paita (Italia Viva) ha commentato: “È sconfortante e grave voler eliminare una norma di civiltà, in un momento in cui i social diffondono immagini che violano e mercificano le donne”.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Simili critiche arrivano dai senatori del Pd, Cecilia D’Elia, Filippo Sensi e Valeria Valente, secondo i quali rimuovere il divieto significherebbe normalizzare i discorsi d’odio nello spazio pubblico. Anche il Movimento 5 Stelle promette battaglia: “Ci opporremo con ogni mezzo a questo colpo di freddo del partito di Meloni”, dichiarano le senatrici Sabrina Licheri e Dolores Bevilacqua.

“Il sessismo non c’entra nulla: quella disposizione è usata dalle amministrazioni del Pd solo per rimuovere i nostri manifesti, considerati politicamente scomodi, come quelli contro l’utero in affitto. È per questo che la sinistra è in agitazione, teme di perdere un micidiale strumento di censura politica”, afferma però Coghe.

Se l’emendamento dovesse essere approvato, tuttavia, tornerebbero legittimi manifesti come quelli di Pro Vita che accusano persone LGBTQIA+ o famiglie omogenitoriali, annullando di fatto quattro anni di progressi contro la pubblicità discriminatoria.

Chi era Charlie Kirk e il dibattito sulla libertà di espressione

Roma, manifesti Pro Vita per Charlie Kirk vandalizzati: "Clima di odio", associazione denuncia e si espone sull’emendamento di FdI - Charlie Kirk - Gay.it
Charlie Kirk, ucciso l’attivista di destra

Charlie Kirk, 31 anni, era un noto sostenitore delle posizioni trumpiane più radicali. Fermo difensore del Secondo Emendamento e della possibilità di portare armi, Kirk si era fatto conoscere negli Stati Uniti come attivista ultraconservatore e influencer, promuovendo idee anti-abortiste, omobitransfobiche e razziste.

Tramite podcast, social e interventi pubblici, Kirk diffondeva disinformazione sulle persone LGBTQ+, attaccando in particolare le persone transgender e l’inclusione nelle attività sportive e scolastiche. La sua retorica incendiaria e provocatoria lo aveva portato a essere un punto di riferimento della destra americana, con stretti legami con l’ex presidente Donald Trump.

Kirk è stato ucciso durante un discorso pubblico, colpito da un proiettile al collo mentre parlava davanti a studenti. 

Pro Vita vede negli atti vandalici registrati a Roma contro i manifesti in memoria di Kirk, una conferma della propria denuncia: la libertà di esprimere idee contrarie al pensiero dominante, secondo l’associazione, sarebbe sotto attacco. Dall’altra parte, il dibattito in atto mostra come la tutela della dignità e della sicurezza delle minoranze resti un tema centrale nel contesto italiano.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.