Boom doveva essere e boom è stato. Accompagnata da infinite polemiche, Monsters: La storia di Lyle ed Erik Menendez ha conquistato il pubblico globale, diventando la serie Netflix più vista al mondo dal 16 al 22 settembre, pur essendo uscita il 19.
In appena 4 giorni la 2a stagione di Monsters ha collezionato 97,500,000 ore viste e 12.3 milioni di visualizzazioni, entrando nella Top 10 di 89 Paesi. Anche in Italia Monsters: La storia di Lyle ed Erik Menendez è risultata essere la serie più vista della settimana, davanti ad Emily in Paris 4 e The Perfect Couple.
Ma c’è un ma, anche dinanzi a numeri tanto positivi, perché la prima stagione di Monsters, tutta dedicata a Jeffrey Dahmer, fece addirittura di meglio. Nella sua prima settimana di messa in onda, ma con 5 giorni a disposizione e non quattro, Dahmer arrivò a ben 196.2 milioni di ore visualizzate. All’epoca Netflix non contava i milioni di visualizzazioni, ma dividendo le ore visualizzate per la durata complessiva del contenuto Dahmer arriverebbe a 21.9 milioni di visualizzazioni, ovvero 3.6 milioni di visualizzazioni medie al giorno contro le 2.5 milioni di Lyle ed Erik Menendez.
Sono comunque dati straordinari che confermano la potenza di una serie diventata antologica proprio a seguito del boom di Dahmer. Non a caso Netflix e Ryan Murphy hanno già dato il via produttivo alla 3a stagione, che vedrà Charlie Hunnam interpretare il serial killer Ed Gein. Oggi 44enne Hunnam fu un giovanissimo Nathan Maloney in Queer as Folk, nel 1999, per poi esplodere una quindicina di anni fa con Sons of Anarchy, a cui seguirono film come Pacific Rim, Crimson Peak, King Arthur e The Gentlemen.

Deceduto nel 1984, Ed Gein divenne famoso negli anni ’50.
Tra il 1947 e il 1957 venne associato a due omicidi, ma si ritiene che uccise molte più persone. Commise atti di squartamento e necrofilia, dissotterrando decine di cadaveri dai cimiteri, oltre a costruire pezzi di arredo con parti del corpo delle vittime. La sua figura ispirò libri (e poi film) come Psycho e Il silenzio degli innocenti, oltre a titoli come Deranged – Il folle, Non aprite quella porta, Ed Gein – Il macellaio di Plainfield, Ed Gein: The Butcher of Plainfield e il personaggio di “Bloody Face” in American Horror Story: Asylum.

Quando la polizia entrò in casa sua per arrestarlo trovò un museo degli orrori.
Ovvero venti nasi, un cestino fatto di pelle umana, gambali creati con pelle umana, nove vulve in una scatola di scarpe, frammenti e ossa integre, una cintura fatta di capezzoli umani, unghie femminili, dieci teste di donne come decorazioni nella camera da letto, pelle umana usata come tappezzeria per lampade e sedie, calotte craniche trasformate in ciotole, un tamburo fatto di pelle umana, femori usati come gambe per un tavolo, una colonna vertebrale adibita a lampada, vestiti fatti di pelle umana.
Gein confessò che dopo la morte di sua madre aveva provato il desiderio di cambiare sesso. All’epoca si pensò che uccideva e dissotterrava cadaveri per creare il suo “abito da donna” di pelle umana, per assumere proprio le sembianze della madre. Scampata la sedia elettrica, passò gli ultimi sedici anni in un manicomio criminale. Morì nel 1984 per insufficienza respiratoria in seguito a un cancro, nell’ospedale statale Mendota.
Adesso avrà una sua serie, a lui dedicata. Monsters 3, con le immancabili polemiche a contraddistinguerla e il puntuale boom di visualizzazioni.


