Leggenda britannica, Sir Ian McKellen ha ricevuto un Lifetime Achievement Award alla Stonewall’s Equality Dinner, in omaggio al suo pluri-decennale impegno a sostegno dei diritti LGBTQIA- L’evento si è svolto al Grand Connaught Rooms di Londra. Nel lontano 1989 McKellen ha co-fondato l’ente benefico LGBTQ+ Stonewall, svolendo un ruolo cruciale nella lotta all’uguaglianza LGBTQ+ del Regno Unito, battendosi in prima persona nei confronti dell’abolizione della Sezione 28 fino all’approvazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso.Tra i volti noti presenti alla serata c’erano il frontman dei Culture Club Boy George, l’acclamato attore Sir Derek Jacobi e i conduttori Suzi Ruffell e Gok Wan.
Le parole di Ian McKellen dopo il Lifetime Achievement Award
“Nel 1987… il 75% del Regno Unito pensava che l’omosessualità fosse completamente o sostanzialmente sbagliata”, ha ricordato McKellen dal palco. “Avevamo un membro del parlamento gay dichiarato e un attore pubblicamente gay, Simon Callow, potete immaginare… Un po’ come il calcio di oggi. Ma, naturalmente, era così ovunque”. “Così mi sono unito a Simon Callow e sono diventato adulto. A quel tempo, nessuno di noi era dichiarato, non sapevamo come definirci, non dicevamo queer, gay non era ancora stato inventato, né la bandiera arcobaleno, credo che ci chiamassimo “camp”.”Spero che Stonewall abbia un futuro roseo e produttivo perché, come possiamo vedere, ne ha un grande bisogno. Personalmente ho ricevuto alcuni premi in passato e non so mai cosa farne: non posso regalarli, alcune persone li nascondono… Susan Sarandon li tiene nel bagno. Quello che faccio io è metterli fuori sulle scale e lasciare che il sole e la pioggia facciano le loro meraviglie. Ma questo non lo metterò fuori, lo terrò in cucina e penserò a voi, e grazie”.
Sir Ian McKellen, un uomo una leggenda
Oggi 85enne, e fresco di brusca caduta dal palco di un teatro, Ian McKellen è ancora oggi considerato tra i maggiori interpreti shakespeariani al mondo. Tra la fine degli anni ’90 e i primi anni ‘2000 è diventato noto anche al grande pubblico per il ruolo di Gandalf nelle trilogie cinematografiche de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit e per quello di Magneto nella serie di film degli X-Men. Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico dal 1979 e Cavaliere delle Arti dell’Impero Britannico dal 1990, nel 1999 ha ottenuto una candidatura al Premio Oscar come miglior attore protagonista per Demoni e dei, quando a batterlo fu il nostro Roberto Benigni con La Vita è Bella, bissando nel 2002 come miglior attore non protagonista per Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello. Nel corso della sua carriera ha vinto un Golden Globe, un Tony Awards, sette Laurence Olivier Award e tre Drama Desk Awards.
Il coming out e gli amori di Ian McKellen

Nel 1988 il suo coming out pubblico, nel corso di un’intervista radiofonica. McKellen è stato compagno di Brian Taylor, professore di storia di Bolton, dal 1964 al 1972. Nel 1978 ha iniziato una storia d’amore con Sean Mathias, conosciuto al Festival di Edimburgo e lasciato nel 1988. Successivamente Mathias ha diretto McKellen e Patrick Stewart in Aspettando Godot e l’ex compagno in Bent, in cui Ian interpretava uno zio omosessuale al fianco di Clive Owen. Nel 2024 McKellen ha rotto con l’ultimo fidanzato, Oscar Conlon-Morrey. L’anno prima confessò come ““Il coming out mi ha cambiato la vita, in meglio”, per poi parlare amaramente di omofobia interiorizzata, sottolineando come “I registi più crudeli con cui ho lavorato erano gay”. Nell’infinito dibattito sugli attori etero che interpretano personaggi gay, a detta di McKellen non bisognerebbe neanche discuterne. Tuttə dovrebbero poter interpretare chiunque.

