Tony Effe, il maschio che si ficca il dito, escluso da Sanremo 2025? Lo chiedono Gasparri e Boldrini

Carlo Conti "Quando lo sentirete cantare sul palco resterete spiazzati", ma annuncia un nuovo ingresso, si aggiungerà una coppia inedita. Tony sostituito? Cosa sta succedendo.

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A Sanremo 2025 Tony Effe non è gradito dal senatore Gasparri di Forza Italia e dalla deputata Boldrini del Partito Democratico
A Sanremo 2025 Tony Effe non è gradito dal senatore Gasparri di Forza Italia e dalla deputata Boldrini del Partito Democratico
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Ci sarà una coppia inedita che si aggiungerà ai già 30 artisti selezionati per Sanremo 2025. Carlo Conti lo ha appena annunciato in conferenza stampa. Dunque, considerando i 4 giovani che accederanno al Festival, in tutto gli artisti saranno 35? O Tony Effe sarà escluso?

La voce di Tony Effe, roca e indisciplinata, echeggia negli spazi di un mondo che si muove tra i confini della cultura e della moralità. Il trapper romano oggi divide la città eterna, spacca l’Italia come crepa nei marmi millenari del Campidoglio. È la fiera di chi la spara più grossa, un sommovimento di attenzioni tra versi che grondano provocazione e domande che più nessuno osa fare ad alta voce: è giusto censurare un artista? La questione brucia come l’ultimo brindisi di Capodanno e trova la sua scintilla nel Circo Massimo, che è appena stato palcoscenico di Atreju, e ora ospiterà il Concertone di Capodanno (qui gli ospiti, c’è anche Mahmood).

Tony Effe non deve cantare a Sanremo, altrimenti ne risponde Carlo Conti”, tuona Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia già assai ingaggiato nella sua battaglia contro i bloccanti della pubertà per giovani persone trans. E come ogni edizione, anche Sanremo 2025 vedrà l’Ariston per l’ultima scena di un precipitoso rantolare di polemiche. La Rai, in teoria simbolo dell’unione culturale italiana, si ritrova ancora una volta a essere il campo di battaglia di ideologie e richieste contrapposte. È questo, in fondo, il cuore della polemica: la libertà di un artista è sacra, o non lo è più quando tocca corde che offendono la sensibilità collettiva? Chi decide quale sia il limite di un palco pagato con i soldi pubblici, quale la misura di ciò che è cultura, ciò che è scomodo, ciò che è inaccettabile? Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha scelto la via più moderata: nessuna censura, dice, solo una scelta dettata dall’opportunità di unire la città, non dividerla. Una retromarcia, forse; un mea culpa di pragmatismo politico.

Fedez outing bisessuale da Tony Effe dissing
Outing come persona bisessuale a Fedez da Tony Effe nel dissing, ma è per insultarlo.

Tony Effe e Fedez, scintille all’Ariston dopo il dissing

Il palco di Sanremo 2025, già palcoscenico di polemiche e promesse musicali, si prepara ad accogliere Tony Effe e Fedez, due figure che, come ombre complementari, si attraggono e si respingono. La loro partecipazione è già un evento: non è solo musica, ma il riflesso di una tensione che si è consumata nei mesi precedenti. Un dissing feroce li ha visti protagonisti di rime taglienti e accuse reciproche, come un duello moderno dove le parole sono proiettili. Tony Effe, con il suo stile provocatorio, nel suo brano “Chiara” aveva lanciato frecciate che alludevano a Chiara Ferragni, ex moglie di Fedez, e aveva fatto un outing allo stesso Fedez, identificato come persona bisessuale (e no, non era stato un passaggio così edificante); l’artista di Rozzano aveva risposto con un brano altrettanto pungente, “L’infanzia difficile di un benestante”, insinuando una critica aspra al passato borghese del trapper romano.

Ora, con Sanremo come arbitro, i due sembrano destinati a incontrarsi sotto i riflettori, spogliati dei social e delle polemiche virtuali. Carlo Conti, il direttore artistico, si è detto certo che “canteranno e basta”, come se la musica fosse in grado di placare le tensioni e riportare il dibattito su un piano artistico. Ma l’aspettativa è palpabile

Tony Effe, al secolo Nicolò Rapisarda, si muove tra l’eccesso e la verità di una generazione cresciuta con la trap, una musica che non ammette filtri, che grida anziché sussurrare e che domina le classifiche, ben oltre i meriti musicali – mi tocca qui ammettere -, ma è la discografia bellezza.

I suoi testi sono esplosioni: ti sputo in faccia per condire il sesso, canta in un brano, oppure prendo una bitch, diventa principessa. Parole che feriscono, che scuotono, che chiedono di essere contestualizzate. Eppure, nello scandalo, risuona un’eco di ipocrisia culturale: perché censurare la violenza dei versi e non quella che si riversa ogni giorno nel linguaggio collettivo, nella pubblicità, nelle narrazioni cinematografiche? Qui non si capisce perché ora il punto siano i versi di Tony Effe che, tra l’altro, rischia di passare per il grande artista rivoluzionario che non è (Marracash gliele manda a dire infatti nel suo album “È finita la pace”, una bomba sganciata all’improvviso qualche giorno fa).

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Tony Effe

Il dito nell’ano

È lo stesso Tony, con la sua ironia spavalda, a surfare ondate di contraddizioni spesso mosse dalla sua stessa strafottenza. Un artista che gioca con il proprio mito personale, che si definisce il più bello d’Italia, che racconta senza vergogna il suo corpo, le sue ossessioni, le sue inclinazioni sessuali, che ammette senza ritegno di essere soltanto un povero maschio sovrastato dai propri limiti.

Il dito nell’ano? Mi piace, funziona meglio della lingua, ha ammesso in un’intervista con leggerezza dissacrante. Parole che fanno sorridere o storcere il naso, ma che, sotto il velo della provocazione, suggeriscono altro: una lenta, forse inconsapevole, decostruzione della mascolinità tossica. Un ragazzo che non teme di ammettere piaceri intimi, che rifiuta le rigide impalcature del machismo tradizionale. È questa la stessa figura che le associazioni femministe, giustamente, accusano di misoginia. I riferimenti alla violenza sulle donne nei suoi testi sono troppo espliciti per essere ignorati: Martina o Vanessa? Non mi ricordo, mi gira la testa. Le parole pesano come pietre e in un paese dove il femminicidio è piaga quotidiana, possono essere lette come istigazione. Anche la deputata Laura Boldrini del Partito Democratico ne chiede l’esclusione non solo dal Capodanno romano ma anche dal palco di Sanremo. “I testi di questo trapper hanno dei tratti di sessismo e misoginia, in qualche modo sdoganano il maltrattamento delle donne che possono essere considerate in modi sprezzanti“, ha protestato Boldrini del PD a Un giorno da pecora “Quando ci sono di mezzo strutture pubbliche che fanno una battaglia per la parità, e la Rai ce l’ha nel contratto, ci deve essere coerenza. La libertà di questi signori non è illimitata“. Insomma, secondo Boldrini ciò che terrà Tony fuori dal Circo Massimo, dovrebbe escluderlo anche da Sanremo.

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Tony Effe ha già celebrato la sua partecipazione a Sanremo 2025 su Instagram: a sinistra lo scatto pubblicato dall'artista qualche giorno fa.
Tony Effe ha già celebrato la sua partecipazione a Sanremo 2025 su Instagram: a sinistra lo scatto pubblicato dall’artista qualche giorno fa.

Nella musica non vale la rappresentazione del reale?

E forse è proprio qui che si annida la verità più scomoda. La musica di Tony Effe, volgare e ossessiva, è lo specchio di un mondo che fingiamo di non vedere, di non sentire. Le sue canzoni ci urlano in faccia tutto ciò che abbiamo represso o ignorato: il desiderio inconfessato, la rabbia inespressa, il sessismo che ancora aleggia in ogni angolo di una società che ama definirsi progressista. La censura, allora, diventa un atto di rimozione, un tentativo di seppellire il marcio senza averlo veramente affrontato. Se il ministro Giuli annusa la carta, lo criminalizzano, ma Tony Effe può inneggiare alla droga, dice sempre Gasparri. Ma Giuli è il ministro di tutti (e comunque, per noi può annusare carta all’infinito), mentre Tony è un artista.

E così Tony Effe continua il suo percorso: amato, odiato, criticato, ma inarrestabile. La sua hit con GaiaSesso e Samba” è stata il tormentone dell’estate, un’eco che risuona ancora nei bar, nelle strade, nei feed di TikTok.

Censurarlo, allora, significa davvero risolvere qualcosa? Oppure è soltanto un modo per illudersi di avere ripulito la coscienza collettiva? Le parole, anche le più dure, non spariscono con il silenzio. E le hit di Tony e dei trapper non spariranno dalle prime posizioni di tutte le classifiche di ascolto dei nostri “gggggiovani“. Forse perché proprio questi trapper hanno furbamente afferrato il senso di una narrazione manistream che ci sta dicendo qualcosa?

Tony Effe non è una risposta, è una domanda. Ma quest’anno Sanremo, come abbiamo già scritto, non vuole domande scomode. Carlo Conti ha appena detto in conferenza stampa che egli, in qualità di direttore artistico, ha scelto le canzoni e che ogni canzone selezionata merita il palco dell’Ariston. “Quello che era il mio compito, scegliere le canzoni, l’ho fatto“. Quindi, Conti ha aggiunto “Quando Tony canterà la sua canzone , resterete spiazzati“. Poi, il conduttore, affiancato da Alessandro Cattelan, ha detto che la coppia che entra in corsa (una cosa molto strana, a ben vedere) è una coppia inedita. “Hanno mandato una canzone e non ho potuto dire di no” ha spiegato Conti, che ha aggiunto “Vi ricordo solo che io sono toscano e il mio film preferito è Amici miei“. Saranno Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello la coppia inedita che canterà in concorso? Gli amici di Carlo Conti chiamati in extremis per sostituire Tony?

 

AGGIORNAMENTO 18 DICEMBRE – COMUNICATO SU ESCLUSIONE TONY EFFE DAL CONCERTO DI CAPODANNO A ROMA

In merito alle recenti polemiche intervenute circa la partecipazione dell’artista “Tony Effe” al Capodanno del Comune di Roma, le società Friends&Partners spa e Vivo Concerti srl, quali organizzatrici dell’evento, precisano quanto segue. Nel prendere atto della scelta del Comune di Roma di cancellare la presenza dell’artista all’evento, pur nel rispetto delle decisioni di tale Istituzione e dei suoi organi, dobbiamo rappresentare il nostro vivo stupore e dispiacere poiché tale decisione è stata presa in assenza di alcuna valida motivazione, dopo il raggiungimento di un accordo fra le parti ed addirittura dopo l’annuncio e la conferenza stampa in cui veniva annunciata e pubblicizzata la presenza di Tony all’evento.

A quanto sopra, Pegaso Management, il management di Tony Effe, aggiunge come appaia evidente il danno di immagine subito dall’Artista a causa di questa situazione, avendo peraltro appreso quanto stava accadendo solamente dai titoli di giornale. Pegaso, pur riservandosi ogni ulteriore riflessione, aggiunge come sia innegabile che questa vicenda abbia esposto Tony Effe a una forte pressione mediatica, rischiando di compromettere l’immagine e la carriera di uno degli artisti più rilevanti di questo 2024, trattandosi di un artista che, con la sua musica, è stato un forte motivo di aggregazione per tanti giovani che abbiamo incontrato nel corso di quest’anno.

 

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