Bologna, vandalizzato il Cassero LGBT Center per la seconda volta in un mese: “Spazi liberi, via tutti i froc*”

Entrambi gli episodi si sono verificati nei giorni in cui erano in programma ronde e manifestazioni organizzate da gruppi neofascisti.

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Questa volta è successo a Bologna, da sempre città simbolo di inclusione e diritti: l’anno nuovo è iniziato con un grave atto di intimidazione ai danni della comunità LGBTQIA+. Sulla porta d’ingresso del Cassero, storico centro per la promozione e la tutela dei diritti queer situato alla Salara di via Don Minzoni, 18, è stato affisso un cartello con la scritta: “Spazi liberi, via tutti i froc*”.

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I manifesti e i volantini affissi accanto alla porta sono stati strappati, mentre altri materiali informativi del centro antidiscriminazione sono stati rinvenuti gettati a terra, vicino ai bidoni dell’immondizia.

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La denuncia di quanto accaduto è arrivata direttamente dai gestori del Cassero, che al momento dell’apertura della sede si sono trovati di fronte a una scena inequivocabile. Secondo i responsabili, il gesto intimidatorio è avvenuto quasi sicuramente in pieno giorno, segno che gli aggressori sono sempre più a loro agio a scagliarsi contro gli spazi queer.

L’anno è iniziato con minacce alla comunità LGBTQIA+ di Bologna e con un’intimidazione diretta alla sede del Cassero, che da 22 anni rappresenta uno spazio di lotta e aggregazione in città“, hanno dichiarato i rappresentanti del centro in un post su Instagram, ribadendo come non si tratti di un episodio isolato. A novembre, infatti, almeno due episodi simili avevano già colpito il Cassero: in entrambi i casi, lo striscione Frocie sempre, fasciste mai era stato vandalizzato, proprio in occasione delle controverse manifestazioni organizzate da CasaPound e Rete dei Patrioti, anche se non vi è certezza che gli eventi fossero correlati.

Le autorità sono state informate e sono in corso indagini per identificare i responsabili di questo ennesimo atto discriminatorio, anche se sarà molto difficile risalire alle loro identità. Intanto, il Cassero ha ribadito il proprio impegno a non farsi intimidire. Anche perché, come molti utenti hanno osservato e commentato, la parola “Froc*” riportava un asterisco finale: un’ironia sottile, poiché gli aggressori, inconsapevolmente, hanno finito per rispettare le identità dell* avventor* del centro.

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