Sono entrati in studio mano nella mano, come quella notte di Capodanno in cui sono stati aggrediti e brutalmente picchiati da un branco di 10 persone, in zona Pigneto a Roma. Stephano Quinto e Matteo Guadagnoli hanno ieri raccontato la loro storia a Verissimo, ospiti di una Silvia Toffanin che si è subito voluta complimentare con loro per il coraggio, “perché tanti ragazzi hanno paura di denunciare”.
Nel pieno pomeriggio di Canale5 è staro ricostruito quanto avvenuto la notte di Capodanno e pochi giorni dopo, in piazza Malatesta, quando oltre 1000 persone si sono ritrovate per dire basta all’omotransfobia. Con le rispettive mani serrate l’una all’altra, Stephano e Matteo sono tornati con la mente a quella notte.
L’intervista tv a Stephano e Matteo
“È una vita che riceviamo insulti, tutta la comunità lo sa. Dopo un po’ diventa anche un’abitudine vivere con questi insulti, uno lascia correre”, ha amaramente sottolineato Matteo, con Stephano tornato a casa all’1 la prima notte del 2025 per accudire i due cani, probabilmente spaventati dai fuochi d’artificio.
“L’unica strada che possiamo fare dalla metro a casa è quella”, ha precisato Stephano, costretto insieme a Matteo a ripassare sotto quel terrazzo da cui poche ore prima erano già voluti insulti ai loro danni. “Questi ragazzi erano ancora lì e hanno ricominciato. Noi li abbiamo ignorati, finché uno di questi ha urlato “andiamoli a menà”. Sono scesi e hanno iniziato a picchiarci con calci, pugni, sputi e insulti troppo forti per ripeterli. Io per terra e Matteo contro 10 persone. Col telefono Matteo ha fatto un video e a quel punto alcuni di questi ragazzi si sono tirati indietro. In 4/5 sono scappati, mentre gli altri rimasti hanno circondato Matteo per fargli cancellare il video. Anche dal cestino del telefono. A quel punto mi hanno lasciato andare”.
Il volto tumefatto di Stephano è diventato l’immagine simbolo di un’Italia sempre più omobitransfobica. “L’hanno fatto nero, l’hanno proprio distrutto”, ha aggiunto Matteo con la voce rotta dall’emozione nel guardare gli scatti dell’amato ricoperto di sangue. “Io ho iniziato ad urlare e abbiamo chiamato il 112, sono scese delle persone che ci hanno aiutati a tenerlo sveglio, noi li chiamiamo angeli perché ci hanno aiutato. Il 112 mi ha detto che non c’erano ambulanze disponibili, pur essendoci 3 ospedali attorno a noi. Ho iniziato ad urlare e ad insultare la signora del centralino, che ha minacciato di mandarmi i carabinieri perché lei pubblico ufficiale e io non potevo offenderla. Non ci hanno aiutato. Siamo dovuti andare al pronto soccorso a piedi”.
Quando Stephano e Matteo sono arrivati al pronto soccorso, ricoperti di sangue ed esausti, sono stati fortunatamente accolti da infermieri veloci e competenti.
“La prima cosa che hanno fatto è tenermi sveglio, mi hanno detto del trauma cronico, del naso rotto, i graffi sul volto e sul corpo, i lividi. Ma il problema più grave non è tanto fisico, è mentale. Riuscire a perdere questa paura di uscire”. “Ci provo ogni giorno ad alzarmi dal letto, non solo per me ma anche per Matteo, per la mia famiglia, per farli stare tranquilli. Ho i parenti che sono in Perù, soprattutto mia nonna che piange tutti i giorni. È una signora con una mente così aperta che adora Matteo, non si aspettava che in un Paese come l’Italia potesse succedere una cosa del genere, al suo nipote preferito”.
Stephano è in Italia da 3 anni ma in Perù non aveva mai subito violenze omofobe. “Questa esperienza mi ha fatto fare tanti passi indietro. Ora dovrò ricominciare un percorso psicologico per un’aggressione che non ho chiesto, per un trauma che non mi merito. Nè me nè nessuno”.
Le parole di mamma Alessandra
Fortunatamente Stephano e Matteo non sono soli. La comunità LGBTQIA+ si è stretta attorno a loro, scendendo in piazza sia a Roma che a Milano, questo sabato, con il sindaco Gualtieri che li ha accolti in Campidoglio. “C’era tutto il quartiere alla manifestazione di Roma, per noi è stato qualcosa di grandissimo“, ha ricordato emozionato Matteo, sorpreso da un dolcissimo video di sua mamma Alessandra.
“Verso le medie ho capito che poteva avere un orientamento diverso, siamo riusciti ad affrontare la cosa insieme e siamo andati avanti. Quando ho scoperto che aveva un fidanzato ero contenta ma anche quello è stato difficile da accettare. Stephano è un bravo ragazzo, aiuta gli anziani, mi piace tanto quel ragazzo. Ora mi piace di più. È come un figlio”, ha confessato mamma Alessandro, che ha scoperto dell’aggressione tramite i social. “Avevo fatto il Capodanno da mia cugina e ho visto il video di Stephano in cui dicevano che erano stati picchiati. Mi si è fermato il cuore. Chiama, chiama, chiama e alla fine hanno risposto. Mi hanno tranquillizzato ma siamo subito andati da loro. E li abbiamo portati a fare la denuncia. Stephano ha difeso Matteo e per questo lo ringrazierò a vita, lo adoro, lo amo. Ho sempre pensato “e se succede qualcosa?”, perché sono presi di mira. Ma quando succede proprio a te è brutto. Consiglio a tutti i genitori, nonni, parenti, di stargli il più vicino possibile”.
Le indagini e il futuro insieme
Pioggia di lacrime in studio per Matteo e Stephano, accompagnati dai carabinieri proprio da mamma Alessandra. Le indagini sono in corso, con gli agenti che stanno provando a recuperare il video di Matteo che gli aggressori gli hanno fatto cancellare dallo smartphone. “Stanno analizzando i video della zona, noi speriamo per il meglio, siamo positivi, non ci resta che sperare”.
Insieme da un anno, Matteo e Stephano convivono da quattro mesi. “Entro la fine dell’anno voglio il brilloccone”, ha commentato divertito Matteo. “Voglio la proposta con un diamante enorme”.
“Per il nostro futuro, continuare a lottare. La nostra esistenza in questo mondo deve servire per qualcosa di importante, non ci arrenderemo mai, perché io devo essere l’ultimo a subire un’aggressione del genere“, ha aggiunto Stephano. “Poi per il nostro futuro spero di stare insieme, migliorare insieme, crescere insieme. E continuare ad imparare e a non scordarci mai che ci amiamo, che siamo la migliora squadra del mondo. Che insieme possiamo tutto”. Finale di trasmissione con un bacio, sempre mano nella mano per 20 minuti, senza paura e a testa alta.




