Una settimana dopo la brutale aggressione della notte di Capodanno, con 10 ragazzi che li hanno selvaggiamente picchiati solo e soltanto perché si tenevano per mano, Stephano e Matteo sono stati oggi accolti in Campidoglio dal sindaco della città Roberto Gualtieri, che ha ribadito come Roma sia “al loro fianco ed è solidale con loro e con tutta la comunità lgbtqia+.
Le parole del sindaco di Roma contro l’omotransfobia
“Nella nostra città non ci può essere spazio per omolesbobitransfobia e violenza e per questo daremo mandato di verificare le condizioni per la costituzione di parte civile di Roma Capitale“, ha annunciato il primo cittadino, per poi aggiungere: “Roma è e resterà sempre la Capitale dei diritti per tutte e tutti”. Parole necessario, visto e considerato che dopo Stephano e Matteo un’altra coppia di ragazzi è stata aggredita a Trastevere, perché erano a braccetto.
Al fianco di Gualtieri c’era anche Marilena Grassadonia, Coordinatrice Ufficio Diritti LGBT+ di Roma Capitale che sabato scorso era in piazza Malatesta, al Pigneto, insieme ad un altro migliaio di persone, per dire basta alla violenza omotransfobica. “Siamo impegnati nelle piazze e nelle istituzioni con interrogazioni parlamentari e proposte di legge per rendere questo paese libero da odio e discriminazioni“, ha precisato la Segreteria nazionale e Responsabile Diritti e Libertà di Sinistra Italiana ed ex presidente di Famiglie Arcobaleno, rimasta fuori dall’Europarlamento per un pugno di voti.
Multa di 500 euro per chi discrimina le persone LGBT? La delibera divide
Nel frattempo non è chiaro che fine abbia fatto la tanto criticata delibera elaborata dal Partito Gay LGBT+, sostenuta dai consiglieri Ferrara, Raggi, Meleo, Diaco, De Santis, Trombetti e Corbucci (M5S e PD) che prevede una sanzione amministrativa di 500 euro per chi si rende responsabile di atti omobitransfobici, annunciata in aula a Roma tra ieri e domani, giovedì 9 gennaio. Sarà votata o meno dopo le polemiche degli ultimi giorni?
Le associazioni AGAPANTO, Agedo Roma, Circolo Mario Mieli, CEST, Collettivo Ugualmente, Dì Gay Project, EDGE, Gaynet, Famiglie Arcobaleno – Associazione genitori omosessuali NUDI, Libera Rugby Club, Rete Genitori Rainbow, Rete Lenford, Libellula, Gender X, Tgenus e Tuscia Pride hanno infatti pubblicamente criticato quella che è stata definita “un’iniziativa isolata di un partito politico che porta avanti una proposta che riteniamo sbagliata e deleteria. In un documento tecnico dello scorso luglio inviato alla Commissione Pari Opportunità del Comune di Roma da 20 associazioni, si era evidenziato che questa proposta, laddove approvata, si espone al rischio di essere annullata in sede amministrativa e di produrre effetti controproducenti. Il carattere sanzionatorio della proposta non è pertinente, in sostanza, con gli strumenti di prevenzione e intervento che l’amministrazione comunale può mettere in atto in autonomia per contrastare la violazione di diritti umani universali. A questo aggiungiamo che l’idea di derubricare l’odio omofobico a una multa persino più bassa di quelle del nuovo codice della strada è politicamente umiliante e non restituisce dignità alcuna a chi è stato colpito“.
Le associazioni sopra citate hanno annunciato che stanno lavorando a una proposta di deliberazione coerente con le competenze dei Comuni, “che individui degli standard essenziali per i servizi e le policy LGBTQIA+ e impegni i comuni a costituirsi parte civile in caso di aggressioni omofobe sul proprio territorio. La proposta prende ad esempio quanto fatto dalle associazioni insieme ad alcune amministrazioni comunali virtuose, tra le quali anche Roma Capitale; l’esempio della collaborazione associazioni-istituzioni nelle grandi città è la strada da seguire anche per il futuro”.
Non solo multe, cos’altro prevede la delibera contro l’omobitransfobia
La chiacchierata delibera ideata dal Partito Gay, oltre alla multa contro l’omobitransfobia prevederebbe l’adesione alla Giornata Internazionale contro l’Omobitransfobia (17 maggio), istituita dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea; il divieto di campagne discriminatorie: contro LGBT+, donne, persone con disabilità e altre minoranze; l’esclusione delle organizzazioni omotransfobiche dalle attività sul territorio comunale; la promozione di campagne di prevenzione e informazione nelle scuole, nel sistema sanitario e nell’amministrazione comunale.
La posizione del M5S e del Partito Gay
A detta di Fabrizio Marrazzo, Portavoce del Partito Gay LGBT+, Solidale, Ambientalista, Liberale, “Roma può diventare un esempio per altre città, dimostrando che la lotta all’odio e alla discriminazione è una priorità. La nostra proposta vuole costruire una società più giusta, inclusiva e sicura per tutti”.
Il Gruppo consiliare M5S al Comune di Roma, che ha presentato la delibera, ha aggiunto: “vogliamo tranquillizzare le perplessità manifestate da alcuni, in particolare in merito alla sanzione la delibera rimanda agli organi competenti ed anche il valore attribuito dipenderà dai massimi consentiti dalla legge per una amministrazione comunale e come sempre siamo disponibili ad ogni confronto e dialogo. Questa delibera ha seguito un lungo percorso e riteniamo fondamentale portarla ora a compimento. Ricordiamo che il Movimento 5 Stelle, attraverso la Senatrice Maiorino, è stato promotore del Fondo di 4 milioni di euro contro le discriminazioni verso le persone LGBT+, approvato dal Parlamento nell’agosto 2020. Anche questo fondo, prima della sua approvazione, è stato oggetto di critiche, ma la sua istituzione ha dimostrato quanto sia importante garantire sostegno ai c entri contro le discriminazioni presenti su tutto il territorio nazionale”.

