Germania, Alice Weidel, leader lesbica dell’estrema destra: cosa dice dei diritti LGBTI+

La candidata cancelliera di AfD - Alternative für Deutschland, 2° partito nei sondaggi - ha il sostegno di Musk. Sulla comunità LGBTI+ mantiene posizioni controverse: eccole.

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Alice Weidel e diritti LGBTI Germania AFD
Alice Weidel e diritti LGBTI Germania AFD
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Una profonda crisi di governo, due anni di recessione, un elettorato sempre più polarizzato: i sintomi per una risalita dell’estrema destra, in Germania, ci sono tutti. Del resto l’AFD – Alternative für Deutschland il partito nazionalista, euroscettico, anti-LGBTQIA e anti-immigrazione tedesco – ha nelle scorse elezioni regionali di settembre riscontrato un vertiginoso aumento dei consensi in Turingia, Sassonia e Brandeburgo, toccando in alcuni casi soglie del 30%.

La sfiducia all’attuale cancelliere Olaf Scholz chiamerà i tedeschi alle urne ben prima della data precedentemente stabilita: le parlamentari sono oggi fissate al 23 febbraio, e intanto i sondaggi accreditano l’AFD stabilmente sopra il 20%, talvolta con picchi che raggiungono 21%. Il che li rende la seconda forza politica del Paese, dietro soltanto alla CDU/CSU di Friedrich Merz.

Cavalcare una cresta dell’onda così impetuosa non è però un compito per tutti. E così, dopo settimane di intense valutazioni, l’AFD ha finito per confermare la leadership della 45enne Alice Weidel – co-presidente del partito dal 2017 –, eleggendola ufficialmente a candidata cancelliera durante l’assemblea del partito tenutasi a Riesa, in Sassonia.

Alice Weidel Leader Lesbica AfD Alternative fur Deutschland
Chi è Alice Weidel leader lesbica del partito di estrema destra tedesco AfD (Alternative fur Deutschland) – edit di due foto IG @alice.weidel

Lesbica, in una relazione con la produttrice cinematografica srilankese Sarah Bossard, svizzera di origini cinesi, con la quale vive in Svizzera con due figli, Weidel ci tenne a ribadire sette anni fa che il suo paradossale ingresso nelle frange dell’estrema destra non è accaduto “nonostante” la sua omosessualità, “ma proprio per questo motivo”. Una figura profondamente contraddittoria non restia a toni violenti e intimidatori nello stile AFD, ma forse proprio per questo motivo in possesso del carisma che servirà per gestire le concitati elezioni anticipate di fine febbraio.

 

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Il programma politico in salsa nazionalista di Alice Weidel

Toni accesi e retorica populista, abilmente avvolti in un’eleganza accademica e sostenuti da un curriculum capitalista di tutto rispetto in Goldman Sachs e Allianz Global Investors: nelle scorse settimane, Alice Weidel ha dimostrato una notevole capacità di portare al centro del dibattito i temi cardine della strategia dell’AFD.

Con maestria e contrapponendosi all’atteggiamento più estremista del collega filonazista Björn Höcke in Turingia, ha giocato la carta del “buon senso”, calibrando ogni intervento per amplificare il consenso, ma senza rinunciare a testare nuovi limiti per la propria retorica.

Un equilibrio sapiente tra provocazione e astuzia comunicativa che la leader di AFD ha sfruttato negli scorsi mesi per introdurre tematiche di anti-immigrazione, anti-ambientalismo, anti-LGBTQIA+, scalando sempre un pochettino di più la marcia fino ad arrivare, negli scorsi giorni, a parlare di una deportazione di massa degli immigrati irregolari.

Cosa faremo se al timone ci saremo noi?” ha tuonato dal palco del Congresso AFD. “Vogliamo cancellare ogni forma di sostegno per coloro che non hanno diritto di restare e realizzare un rimpatrio in grande stile. Voglio essere molto chiara: se dobbiamo chiamarla re-migrazione, allora significa davvero re-migrazione“.

Weidel è dunque determinata a “mettere fine alla dissoluzione dei valori tedeschi”, promettendo una revisione delle politiche migratorie che includa respingimenti immediati ai confini e un incremento delle espulsioni per chi non rispetta i requisiti di soggiorno. Sul piano economico, propone incentivi alle imprese nazionali e un taglio netto alle tasse per il ceto medio, accompagnato da una lotta contro quella che definisce “l’agenda climatica ideologica” dell’Unione Europea e le sue “pale eoliche della vergogna”.

Strizzando l’occhio, naturalmente, a Mosca: se da una parte la leader di AFD è infatti intenzionata a smarcare la Germania dalla dipendenza UE minacciando la “Dexit”, non disdegna invece di allacciare nuovi legami ad est paventando la riapertura del Nord Stream – il tunnel del gas Russo distrutto pochi mesi dopo lo scoppio della guerra in Ucraina.

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Temi declinati in modo pragmatico, digeribile e abbinati a un carisma comunicativo diretto, che sembrano intercettare sempre di più un malcontento diffuso soprattutto nelle regioni dell’ex Germania dell’Est.

Un atteggiamento che nelle ultime settimane le ha fruttato l’endorsement di Elon Musk, il quale ha scritto su X: “Solo AFD può salvare la Germania”. Pochi giorni fa, durante un intervento a Riesa, in Sassonia, la leader di AFD ha potuto contare nuovamente sul supporto del magnate di Tesla. Musk ha infatti messo a disposizione la sua piattaforma X per trasmettere in streaming il Congresso del partito, rendendolo accessibile anche tramite il suo profilo personale. In una recente intervista concessa a Musk proprio su X, Weidel aveva inoltre dichiarato che “Hitler era comunista”, sostenendo che etichettarlo come uomo di destra sia stato un errore storico e giustificando questa posizione con le politiche di nazionalizzazione delle imprese attuate dal regime nazista.

Le posizioni di Alice Weidel sulla comunità LGBTQIA+

Ma l’aspetto che senza dubbio rende Alice Weidel una delle esponenti AFD più controverse è la sua stessa identità: lesbica dichiarata, madre di due figli con la compagna Sarah Bossard, che non ha mai sposato nonostante in Germania esista l’istituto egualitario del matrimonio per coppie omosessuali, vive una vita che contrasta apertamente con molte delle posizioni del suo partito, notoriamente ed intrinsecamente contrario ai matrimoni egualitari e alla promozione dei diritti LGBTQIA+.

Eppure, in un’intervista del 9 gennaio, Weidel ha nuovamente ribadito che l’AFD è “l’unica vera potenza protettrice per gay e lesbiche in Germania, sostenendo che altre istituzioni, comprese chiese, sindacati e associazioni omosessuali, lavorano inconsapevolmente contro gli interessi delle persone LGBTQIA+, poiché ignorano i pericoli derivanti dall’aumento della popolazione musulmana nel paese, che secondo lei porta con sé un’intolleranza verso lo stile di vita omosessuale.

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Weidel ha continuato: “La difesa del proprio stile di vita attraverso la creazione di sicurezza interna e la preservazione delle nostre conquiste culturali e civili è probabilmente la ragione principale per cui le persone si avvicinano a noi“.

Dall’altra parte, però, la candidata cancelliera per AFD ha espresso posizioni contrarie al matrimonio egualitario e all’adozione per le coppie dello stesso sesso. Ha dichiarato di sostenere la protezione della “famiglia tradizionale e si oppone al matrimonio tra persone dello stesso sesso, pur supportando altre forme di convivenza.

Quando interrogata sulle sue contraddizioni, Weidel si difende sostenendo che ognuno dovrebbe essere libero di vivere come vuole, ma senza imporre l’ideologia gender: “A scuola i bambini devono studiare tedesco, matematica e scienze. La questione del genere e il vocabolario LGBTQIA+ non sono adatti alle mura scolastiche ma a quelle di casa“. Tuttavia, per molti attivisti, Weidel è un paradosso vivente: una persona che beneficia dei diritti per i quali altri lottano, ma che contribuisce a un discorso politico che rischia di eroderli.

Molti vedono la sua posizione come una forma di strumentalizzazione: una carta giocata per mostrare un volto più moderato del partito senza cambiare la sua sostanza profondamente conservatrice. E l’assenza di proposte concrete a favore dei diritti LGBTQIA+ nel programma dell’AFD non fa che rafforzare questa percezione.

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Stella cometa 16.1.25 - 6:18

Questa tizia tedesca ha una grandissima confusione in testa, questa è la realtà. Da un lato, essendo anagraficamente ancora molto giovane, usufruisce nella sua Germania del diritto di poter vivere liberamente la sua omosessualità e del diritto di essere protetta, tanto quanto i tedeschi eterosessuali, da leggi contro l' omofobia è la transfobia scritte e approvate da governi di centrosinistra. Da un altro lato, però, non appoggia le richieste delle persone lgbttqi+ e non fa nulla per contrastare l' omofobia e la transfobia, sostenendo che ai bambini non va insegnato a scuola il rispetto di ogni forma di diversità ma vanno insegnate solo le materie scolastiche, in quanto argomenti importanti come il genere sessuale e l' orientamento affettivo /sessuale devono essere argomenti che solo i genitori di quei bambini possono loro spiegare in casa. Pensate se questi bambini hanno la grandissima sfortuna di avere genitori omofobi/transfobi cosa potrebbe succedere a questi bambini?! Succederebbe in questo caso che questi bambini crederanno fin da piccoli che gli omosessuali sono persone sbagliate e li discrimineranno appena dovessero vederli in qualche circostanza, o addirittura potrebbero arrivare ad aggredire verbalmente e fisicamente il primo omosessuale che incontrano. Ricordiamoci che omosessuali si nasce( ed è una cosa normalissima), ma gli omofobi non nascono omofobi in quanto diventano omofobi a furia di essere cresciuti in un contesto territoriale, familiare e sociale omofobico che inculca nelle loro menti idee fuorvianti e incivili a riguardo degli omosessuali. Questa è la triste realtà. Questa patetica donna tedesca è non soltanto una ipocrita, ma pure una masochista con la Sindrome di Stoccolma, dal momento che osteggia e vorrebbe abolire qualsiasi forma di diffusione di progetti creati per estirpare l' omofobia, la transfobia, la misoginia, nelle scuole e non solo nelle scuole. Per quanto riguarda il discorso concernente la presenza di molti musulmani in Germania, questa esaltata tedesca sbaglia ulteriormente : innanzitutto i musulmani non sono tutti omofobi, e se la Germania è un paese laico( e lo è profondamente viste le leggi che giustamente sono state approvate nel corso degli anni) i musulmani (quelli integralisti e ignoranti) non possono imporre niente a riguardo così come non possono imporre nulla i cattolici integralisti, gli evangelisti esaltati, eccetera. Io sono contro tutte le religioni (ci tengo a precisarlo) dal momento che le religioni sono state create da uomini in totale malafede soprattutto quando vengono istituzionalizzate e gerarchizzate, basti solo pensare al Vaticano, agli Ayatollah, alla Chiesa Ortodossa di Kyrill, allo schifo di Scientology, eccetera. La Germania è sempre stata laica e ha delle leggi che tutelano la laicita dello Stato, non c' è quindi il rischio che la comunità musulmana cambi la Costituzione. Le destre cercano sempre un capro espiatorio per non affrontare i veri problemi. E questa esaltata e ipocrita politica tedesca di estrema destra ne è la pura conferma. Noi in Italia abbiamo quella parassita della Melona che è pure peggio della tedesca!