Chi è Alice Weidel, leader lesbica dell’estrema destra tedesca di AfD che minaccia la Dexit (Germania fuori dall’UE)

Lesbica con compagna e due figli, definì "non prioritario" il matrimonio egualitario approvato in Germania nel 2017.

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Alice Weidel Leader Lesbica AfD Alternative fur Deutschland
Alice Weidel leader lesbica del partito di estrema destra tedesco AfD (Alternative fur Deutschland) - edit di due foto IG @alice.weidel
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Alice Weidel è dichiaratamente lesbica, convive con la sua compagna svizzera, Sarah Bossard, con la quale ha due figli, ed è la numero 2 del partito di estrema destra tedesco AfD (Alternative für Deutschland Alternativa per la Germania ndt), attualmente isolate dalle altre forze politiche tedesche per evidenti connessioni con movimenti neo-nazisti.

Classe 1979, nata a Gütersloh (nord-ovest, Renania Settentrionale-Vestfalia), dal 2017 Weidel è co-presidente del gruppo parlamentare di AfD al Bundestag. Economista di formazione, Weidel ha conseguito un dottorato in economia presso l’Università di Bayreuth e ha lavorato presso soggetti finanziari globali, come Goldman Sachs e Allianz Global Investors, prima di entrare in politica. Weidel è considerata il volto moderato di AdF Alternative für Deutschland, il cui segretario Tino Chrupalla ha invece posizioni più estremiste e si dichiara convinto sostenitore di Putin.

Alice Weidel è una figura complessa, la cui contraddittoria e inarrestabile ascesa ben descrive l’attuale crisi delle democrazie liberali. La leader dell’AfD raramente si è esposta come lesbica,  sebbene non l’abbia mai nascosto, pur di non scalfire la propria scalata nell’AfD, partito da sempre ostile a temi come matrimonio egualitario e diritti delle coppie omosessuali. L’AfD si è sempre opposto anche al diritto di adozione per le coppie lesbiche e gay.

Alice Weidel Leader Lesbica AfD Alternative fur Deutschland Gay.it fonte IG
Alice Weidel leader lesbica del partito di estrema destra tedesco AfD (Alternative fur Deutschland) – fonte della foto: IG @alice.weidel

Sui due figli di Weidel e Bossard non si hanno notizie circa la modalità di concepimento. Non sono mai stati resi pubblici dettagli precisi su come siano nati o su quale metodo la coppia abbia scelto per il proprio legittimo progetto genitoriale. Non ci sono informazioni confermate riguardo all’adozione o all’uso della maternità surrogata, che in Germania è illegale.

Weidel ha più volte criticato quella che definisce la “politicizzazione” delle questioni LGBTQ+, ritenendo che non debbano essere prioritarie nell’agenda politica, in contrasto con la sua stessa vita privata. Un’ambivalenza che ha sollevato critiche sia da parte di attivisti LGBTQ+, sia da parte di alcuni segmenti reazionari della sua base elettorale, che potrebbero non gradire l’idea di una donna lesbica al comando che sostiene diritti paritari per le minoranze.

In un’intervista rilasciata a Tonia Mastrobuoni per Repubblica il 2 settembre 2024, Weidel ha criticato duramente la “Brandmauer” (la barriera politica) imposta dagli altri partiti tedeschi, che rifiutano ogni forma di collaborazione con l’AfD, come già accaduto in Francia contro il Rassemblement National di Le Pen / Bardella.

Weidel ha definito l’alleanza contro l’AfD come “antidemocraticae ha ricordato che il suo partito rappresenta ormai una fetta significativa dell’elettorato in regioni come la Turingia e la Sassonia, dove AfD ha ottenuto più del 30% dei voti.

Weidel ha brandito anche lo spauracchio della “Dexit“, e cioè una Brexit alla tedesca: l’uscita della Germania dall’Unione Europea. Secondo Weidel è un’opzione possibile. Qualora l’Unione Europea non rispetti gli interessi vitali della Germania – ha spiegato Weidel – la Germania potrebbe trovarsi costretta a recuperare parte della sua sovranità, lasciando l’Unione Europea. Weidel ha dato linfa alla propaganda anti-UE durante l’intervista a Repubblica, affermando che la Germania può sopravvivere senza l’UE, ma l’Unione, al contrario, secondo la leader ha bisogno della Germania. Un non troppo velato ricatto giunto a tutte le cancellerie d’Europa e non solo. L’ipotesi di una Dexit potrebbe essere il prossimo cavallo di Troia della internazionale di destra, per far saltare il progetto di federazione dell’Unione Europea, qualora Trump vincesse le presidenziali USA di novembre.

Alice Weidel con Björn Höcke, esponente AfD in Turingia e vicino ai movimenti neonazisti.
Alice Weidel con Björn Höcke, esponente AfD in Turingia e vicino ai movimenti neonazisti.

Weidel ha inoltre respinto le accuse di radicalizzazione e di vicinanza ai movimenti neo-nazisti di cui è accusata l’Alternative für Deutschland, in particolare riguardo al suo collega di partito Björn Höcke, esponente della sezione del partito in Turingia (dove AfD è diventato primo partito alle elezioni locali dello scorso weekend), spesso associato a idee vicine al neonazismo. Höcke ha fatto dichiarazioni revisioniste sulla storia tedesca, criticando il memoriale dell’Olocausto a Berlino. È anche sostenitore di politiche autoritarie e ha espresso posizioni favorevoli alla Russia di Vladimir Putin.

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Imbarazzata dalle popolose sacche di estremisti neonazisti che moltiplicano i voti del suo partito nell’ex Germania dell’Est, Weidel ha dichiarato tuttavia che l’AfD non è né radicale né estremista, e ha accusato i servizi segreti tedeschi e altri esponenti politici di abusare del proprio potere per mettere in cattiva luce il suo partito. È la retorica del complotto liberale che connota le estreme destre occidentali, retorica che in Italia conosciamo molto bene, utilizzata anche da Donald Trump nelle ore del tentato assalto di Capitol Hill e durante la corrente campagna elettorale in USA.

Alice Weidel e i diritti LGBTIAQ+

Sulle questioni LGBTIAQ+ Alice Weidel, pur essendo apertamente lesbica e convivendo con la sua compagna Bossard, ha assunto una posizione ambigua sui diritti durante tutta la sua carriera politica.

Alice Weidel Leader Lesbica AfD Alternative fur Deutschland Gay.it foto IG
Alice Weidel AfD (Alternative fur Deutschland) foto IG @alice.weidel

In passato, Weidel ha affermato che “le questioni di genere e di orientamento sessuale non devono diventare un’ossessione politica“, minimizzando la rilevanza di queste tematiche rispetto alle priorità dell’AfD, come l’immigrazione e la sovranità nazionale. In un’intervista del 2017, ha chiarito di non ritenere il matrimonio egualitario una questione prioritaria per il partito e ha criticato la decisione del Bundestag di approvare il matrimonio tra persone dello stesso sesso, definendola “controproducente” in quanto imposta dall’alto senza un adeguato dibattito pubblico.

Una posizione che si allinea con l’orientamento dell’AfD, che votò contro il matrimonio egualitario nel 2017 e che nel corso degli anni ha più volte espresso la propria opposizione all’adozione per coppie omosessuali. Nonostante l’esperienza personale di madre in una relazione omosessuale, Weidel non ha mai pubblicamente criticato il programma del partito, fortemente avverso alle famiglie omogenitoriali.

Il finanziamento illecito

Una posizione ideologica, che lascerebbe intendere un’integerrima rettitudine da parte di Weidel. Salvo poi scoprire, nel 2018, che l’AfD intascò 130mila euro in donazioni illegali da una società farmaceutica svizzera, soldi a sostegno proprio della campagna di Alice Weidel (in Germania sono vietate donazioni da fonti straniere). Weidel all’inizio negò di essere a conoscenza della provenienza illecita dei fondi, ammettendo di essere a conoscenza del finanziamento. L’AfD fu multata per 400.000 euro. Nonostante lo scandalo, Weidel mantenne la sua posizione di leadership all’interno del partito.

La vita privata fuori dalla politica

In un’intervista del 2020 con la Süddeutsche Zeitung, Weidel ha spiegato che, sebbene rispetti le opinioni degli altri, non considera “appropriato fare campagne politiche basate sulla vita privata”. Un’argomentazione tipica dei politici LGBTIAQ+ di destra: separare la sfera personale da quella politica, per sviare le accuse di incoerenza.

Weidel nella sua carriera politica ha anche evitato di pronunciarsi in maniera esplicita su episodi di omofobia e discriminazione nei confronti delle persone LGBTQ+ in Germania. Anche se, va specificato, non ha mai sostenuto attivamente posizioni omobitransfobiche. Un silenzio strumentale a non irritare la base reazionaria, a tratti neo-nazista, del suo partito, orientato a una sovranità di popolo conformato e dai valori tradizionali: un brodo ideologico che ricorda il suprematismo bianco americano e quello ariano.

 

Fonti: Repubblica, BBC, Il Fatto Quotidiano, Politico, The Guardian, Il Manifesto, Süddeutsche Zeitung, Tagesspiegel

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