Luca Tommassini: “Madonna mi propose di fare un figlio insieme, dissi di no” (VIDEO)

"Io non mi sento obbligato a fare nessun coming out. Ho amato uomini e donne. Non voglio etichette", ha precisato il celebre coreografo, operato al cuore poco prima di Natale.

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Ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, ma anche protagonista di una lunga intervista al Corriere della Sera. Luca Tommassini, 55 anni il prossimo 14 febbraio, ha recentemente superato un’operazione al cuore, dopo aver scoperto un problema cardiaco grazie a Fiorello. Tommassini ha infatti coreografato Viva Rai2, al fianco di Rosario, tutte le mattine all’alba per una stagione da ascolti record.

Luca Tommassini e l’operazione al cuore la vigilia di Natale 2024

A un certo punto ho iniziato ad avere degli scompensi psico-fisici piuttosto forti. Ma non potevo fermarmi“, ha rivelato a Francesca Angeleri Tommasini. “Poi un giorno Fiorello, che per me è famiglia, mi mette una mano sul braccio, come fa lui, mi guarda e mi dice: “È il cuore”. Con Susanna, sua moglie, con cui siamo molto legati, sappiamo che ci “prende”.

A quel punto è lo stesso Fiorello a prenotargli un appuntamento da un cardiologo di fiducia. “E ci sono andato, altrimenti si arrabbiava. Il dottor Piergiorgio Bruno del Policlinico Gemelli di Roma è stato meraviglioso. Mi ha salvato. Mi ha operato a Natale, perché prima non riuscivo a prendermi del tempo. Quando mi hanno stubato, ho provato un dolore infernale. Ero tutto “rotto” davanti. Piangevo, urlavo. A un certo punto, sento che stavano per somministrarmi il Fentanyl. Ho urlato ancora più forte: “Non datemelo, ho sepolto troppi amici per il Fentanyl”. Io stesso ne sono dovuto uscire, dopo un’operazione che mi fecero a Los Angeles. Ne diventi subito dipendente. Prince aveva l’aids ma è morto di Fentanyl. È spaventoso. È la droga peggiore perché è legale”.

Luca Tommassini e le droghe, Heather Parisi e Madonna

Luca ha ricordato gli anni vissuti negli USA, da giovanissimo, e l’enorme quantità di droga che girava nell’ambiente dello show business.

“Fino ai 21 anni, quando feci il tour mondiale di Whitney Houston, ero stato un atleta sanissimo. Lavorare con lei fu importante ma un inferno. Crack, cocaina, crystal meth: erano tutti sempre strafatti, più della metà sono morti. Compresa lei. Mi chiamò Heather Parisi per propormi uno spettacolo insieme in Italia. Accettai subito, pensavo che tornare da mia madre mi avrebbe fatto chiudere con tutto. Ho smesso in fretta, ero giovane e, soprattutto, non avevo mai fumato la droga. Avevo letto che era la cosa peggiore”.

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Al fianco di Heather Parisi nasce non solo una solida collaborazione artistica, ma anche una storia d’amore. “Ci siamo amati moltissimo. Io non mi sento obbligato a fare nessun coming out. Ho amato uomini e donne. Non voglio etichette. Mio padre quasi ci ammazzava a me e mia madre perché mi vedeva “diverso”, e io è da quando sono piccolo che lotto per essere libero. E devo dire grazie a mamma, che è finita in coma per difendermi dalle botte di papà, per farmi studiare ballo. Si prendeva le botte, le bastonate, i calci alla schiena.”. “Parlare di mamma è come parlare di Dio, lei era la luce”, ha aggiunto Luca a Verissimo.

Ma quando si parla di Tommassini non si può non ricordare di Madonna, che seguì come un’ombra per anni, tra tour e video musicali. “Ero il suo ballerino, l’unico che portava sempre con sé. Con lei e suo fratello Cristopher passavo insieme il Natale. Nel 1994 parlammo di fare un figlio insieme. Desiderava averne ma non in coppia. Così mi propose di farlo con lei, avrei potuto poi vederlo in qualunque momento“. Ma Luca disse di no. “Volevo una famiglia mia. Allora lo propose al suo personal trainer Carlos Leon, che un po’ mi somigliava. Lui accettò. Ed è nata Lola“.

Luca entrò a far parte del corpo di ballo di Madonna per il tour The Girlie Show del 1993, per poi comparire nel video di Human Nature nel 1994 e nel film Evita. Tommassini ha rivelato anche come i devastanti incendi che hanno travolto Los Angeles hanno bruciato la sua vecchia casa di Malibù. “È stata la prima casetta che mi sono comprato. Era quasi una capanna di legno, di fronte all’oceano. Per me, che i primi tempi in America dormivo per strada, era la realizzazione di un sogno. L’avevo venduta, ma vederla bruciare è stato un dolore grande“.

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