Francesco Costabile: “Da sempre voglio raccontare la comunità LGBT ma in Italia c’è grossa resistenza”

Regista di Familia, Francesco Costabile ha poi criticato Emilia Perez: "Un mix di politically correct in salsa soap, con qualche canzoncina pop, ed ecco che la transizione diventa un ingrediente perfetto per conquistare l’élite cinematografica".

Ascolta:
0:00
-
0:00
Francesco Costabile: "Da sempre voglio raccontare la comunità LGBT ma in Italia c'è grossa resistenza" - Francesco Costabile - Gay.it
Francesco Costabile, la foto Instagram
4 min. di lettura

44enne di Cosenza, Francesco Costabile ha raccolto non pochi applausi all’ultima Mostra del Cinema di Venezia grazie al film Familia, presentato nella sezione Orizzonti e tornato a casa con un più che meritato premio per la miglior interpretazione maschile a Francesco Gheghi.

Nel 2022 esordiente con Una femmina, titolo che gli valse una nomination ai David e ai Nastri d’Argento, Costabile, dichiaratamente persona non binaria, ha parlato di visibilità e rappresentazione LGBTQIA+ al Cinema con Mowmag, confessando le difficoltà incontrate nel riuscire a portare in sala determinate storie, personaggi, vite vissute.

Francesco Costabile e la rappresentazione LGBT nel cinema italiano

Francesco Costabile: "Da sempre voglio raccontare la comunità LGBT ma in Italia c'è grossa resistenza" - Francesco Costabile 2 - Gay.it
Francesco Costabile, la foto Instagram

È sempre stato il mio desiderio, raccontare la mia comunità e il mio vissuto ma in Italia ho sempre percepito una grossa resistenza, soprattutto se si vogliono raccontare storie e personaggi non accomodanti, in qualche modo sovversivi rispetto ad una società che resta patriarcale e profondamente binaria”, ha precisato Costabile. “La comunità lgbt+ è stata assimilata dalle regole del mercato di intrattenimento. Oggi abbiamo conquistato una nostra visibilità, siamo un pò ovunque ma troppo spesso restiamo una fredda quota che risponde a regole di mercato. Sicuramente le politiche di inclusività hanno incentivato una narrazione che troppo a lungo è rimasta nell’ombra ma il rischio è che tutto questo risulti una mera concessione e non un reale cambio di paradigma. Come dicevo, l’inclusività va bene solo se è al servizio dell’intrattenimento, se è accomodante, servizievole, rassicurante. Non è in questo modo che si conquista una narrazione, non bastano corpi trans e queer per produrre un racconto profondo del nostro universo”.

E qui Costabile ha puntato il dito contro uno dei film più acclamati degli ultimi 9 mesi, ovvero Emilia Perez di Jacques Audiard. In odore di Oscar, la pellicola francese trainata da Karla Sofia Gascon è andata incontro a polemiche in Messico, dove Audiard è stato accusato di aver spettacolarizzato il dramma delle migliaia di persone uccise dalla criminalità, e dipinto in modo superficiale il personaggio trans protagonista. Una posizione condivisa da Costabile.

Emilia Perez visto da Francesco Costabile

Francesco Costabile: "Da sempre voglio raccontare la comunità LGBT ma in Italia c'è grossa resistenza" - EmiliaPerez Vert1 - Gay.it

È il prototipo perfetto di tutto ciò che ho appena detto. Basta un viaggio a Bangkok per trasformare un feroce boss dei Narcos in una sorta di santa Maria Goretti paladina dei Desaparecidos. Un mix di politically correct in salsa soap, con qualche canzoncina pop, ed ecco che la transizione diventa un ingrediente perfetto per conquistare l’élite cinematografica di tutto il mondo, un’occasione per lavarsi la coscienza sui palchi dei maggiori festival internazionali. Poco importa se Manitas ha ucciso delle persone, se la sua avvocata conquista un riscatto attraverso dei soldi sporchi, se Emilia ha deciso di mentire per sempre ai suoi figli per poi tornare ad essere un “maschio tossico” quando la sua ex vuole rifarsi una vita. Fare una transizione non significa trasformarsi nell’incredibile Hulk, non si cancella il nostro passato con la chirurgia e gli ormoni. La transizione è un processo che coinvolge anche quello che siamo stati e qualsiasi rimozione è un atto di violenza contro noi stessi. Emilia Pérez ha espiato tutti i suoi peccati diventando una donna. È un’equazione sin troppo semplicistica e anche profondamente offensiva verso le persone transgender. Troppo spesso assistiamo ad un rappresentazione trans che segue questo doppio binario: corpi vittimizzati – e quindi sbagliati – oppure eroine pronte a riscattare le ingiustizie del mondo. Nessuna transizione è sufficiente a definire la specificità di una persona. Un personaggio trans è pur sempre un personaggio, va costruito, non può essere bidimensionale e vittima del politicamente corretto. Una donna trans può essere anche una stronza, può vivere di contraddizioni e in questo Emilia Pérez è una grande occasione mancata, perché il personaggio non fa mai i conti con il proprio passato“, ha concluso Costabile, in passato autore di due documentari dedicati a Piero Tosi, di un documentario su Pier Paolo Pasolini e il suo legame con il Friuli e al fianco di Gianni Amelio nel casting e nella ricerca della documentazione di Felice chi è diverso, documentario sul rapporto tra società e omosessuali nel Novecento.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Nei giorni scorsi Costabile ha pianto la morte di David Lynch, con queste parole pubblicate su Instagram: “Avevo nove anni quando per la prima volta vidi un’immagine: un albero scosso dal vento, il silenzio poi la scritta: i segreti di twin peaks. È stato l’inizio di tutto. Sei arrivato dove nessuno aveva osato arrivare. Nella mia casa calabrese, dove l’arte e il cinema erano parole sconosciute. Hai dato forma alle mie paure, ai miei incubi, mi hai insegnato che le ombre potevano trasformarsi in qualcosa di eccitante. Ero un bambino, non sapevo nulla, ma avevo già deciso che sarei diventato un regista, perché c’era qualcuno che portava il tuo nome e che era riuscito a popolare i miei sogni. Devo tutto a te David, grazie per avermi preso per mano e per avermi indicato la strada”.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.