Come scritto poche ore fa, ieri sera a Roma si sono tenuti i Rainbow Awards 2024, premi da 3 anni dedicati a chi sostiene i diritti della comunità LGBTQIA+. Sul palco, tra un riconoscimento e l’altro, è salita anche Elly Schlein, segretaria del Pd che si è concessa un accorato appello all’unità del centrosinistra per sconfiggere questa destra retrograda che semina odio e discriminazione.
Il discorso di Elly Schlein
@dimitri.cocciuti Il discorso di Elly Schlein ai Rainbow Awards #rainbow #awards #ellyschlein ♬ suono originale – dimitri.cocciuti
Dimitri Cocciuti, showrunner di Drag Race Italia, ha pubblicato il video dell’intervento di Elly sul proprio account TikTok, con una quantità disumana di commenti offensivi, omofobi, nei confronti di Schlein. Tra bestemmie ed emoticon che vomitano, si è letto di tutto.
C’è chi le ha dato della pagliaccia, chi le ha consigliato di andare “affan****”, chi ha parlato di “cazzate” e chi di “spettacolo trans, gay, lesbo”, chi le ha dato della scema al fianco di un travestito (Vladimir Luxuria, ndr), chi ha scritto “facciamo vince i culi”, chi le ha dato della “schifosa” e della “frustrata” che deve tornarsene in Svizzera, chi le ha consigliato di farsi “fistare” e chi le ha dato della “deformata mentale”, chi si è augurato che ci “spazzino via tutti”.
In tanti hanno scritto di non aver capito una parola di quanto detto da Elly Schlein, seppur chiarissima dopo aver semplicemente parlato in italiano, mentre molti hanno criticato il Pd perché a loro dire parlerebbe solo di “temi gender quando i problemi reali sono altri“, se solo non fosse la destra di governo a non parlare di altro dalla mattina alla sera. In due anni di governo Meloni non c’è stato giorno in cui un ministro e/o un parlamentare non si sia alzato al mattino per sparare a zero contro la comunità e le famiglie arcobaleno. É la destra mondiale ad essere ossessionata dalla fantomatica ideologia gender, come ribadito ieri da Donald Trump nel giorno del suo insediamento. Ci sono milioni di persone che faticano ad arrivare a fine mese per poi spellarsi le mani dinanzi a miliardari estremisti che promettono loro la “fine della cultura woke“, come se questo potesse avere anche solo il minimo impatto nelle loro esistenze quotidiane.
Viviamo in un perenne cortocircuito mediatico in cui la destra nazionale e internazionale non fa altro che (s)parlare di teorie gender, cultura woke e diritti LGBTQIA+ ma ad essere accusata di non saper vedere oltre la comunità queer è la sinistra, che molto semplicemente replica agli sconsiderati, violenti e pericolosi attacchi di chi in questo momento governa facendo leva sull’odio e la paura.
I social, da questo punto di vista, dovrebbero essere un argine nei confronti di un linguaggio sempre più degradante e spaventoso, se non fosse che il trionfo di Donald Trump abbia portato ad un’ipocrita liberi tutti, con Mark Zuckerberg e Jeff Bezos accodati ad Elon Musk e TikTok “salvato” negli Usa proprio dal pronto intervento del tycoon. Le parole sono diventate manganelli, con cui bastonare, insultare e diffamare i cosiddetti “rivali” politici. Riuscire ad uscirne, senza il diretto coinvolgimento dei colossi tecnologici, è praticamente impossibile. E l’impressione è che sarà sempre peggio.















