Lo scorso giugno la Thailandia è diventata il primo paese del sud-est asiatico a legalizzare il matrimonio egualitario. Ora, passati sei mesi, è finalmente giunto il momento di celebrare le tanto attese nozze.
Per l’occasione la primo ministra Paetongtarn Shinawatra ha invitato decine di coppie e attivisti LGBTQ+ alla Government House per festeggiare l’evento ormai prossimo, posando con loro. “Il 23 gennaio 2025 sarà il giorno in cui faremo la storia, insieme”. “L’amore di tutti è legalmente riconosciuto con onore e dignità”, ha scritto Shinawatra su Instagram, in posa al fianco di decine di uomini e donne pronte a giurarsi amore eterno, per poi aggiungere. “Dal 23 gennaio, tutti, ogni coppia, indipendentemente dal genere, potrà registrare il proprio matrimonio presso gli uffici distrettuali in tutta la Thailandia“.
La nuova legislazione ha modificato la formulazione della legge esistente, definendo da adesso in poi l’unione matrimoniale come l’unione tra due individui, piuttosto che solo tra un uomo e una donna. Le coppie LGBTQ+ thailandesi potranno anche adottare dei bambini, oltre ad avere pari diritti in relazione al consenso sanitario e all’eredità. “Sebbene la Thailandia sia da tempo conosciuta come paradiso gay, non è mai stata veramente un paradiso per le persone queer“, sottolineò al The Guardian l’attivista diciottenne Plaifah Kyoka Shodladd poco prima l’approvazione della legge. “Ma una volta che l’avremo approvata si apriranno così tante porte… Sento il mondo intero che ci applaude”. E così è stato.
Taiwan è stato il primo paese asiatico a legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso, nel 2019, seguito dal Nepal quattro anni dopo. Dopo la Thailandia la palla potrebbe passare a breve al Giappone, finalmente sempre più vicino al matrimonio egualitario. A metà novembre l’Alta Corte di Tokyo ha emesso una sentenza che ha sconfessato il divieto alle nozze gay, dichiarandolo incostituzionale e “una discriminazione infondata basata sull’orientamento sessuale”.



