Francesca Pascale si è raccontata a Le Iene in una lunga, lunghissima intervista di mezz’ora a Nina Palmieri, ieri sera, parlando della sua storia d’amore con Silvio Berlusconi, il rapporto difficile con suo padre, dell’omosessualità, di politica e del suo coming out in famiglia.
Pascale, fresca di separazione da Paola Turci, ha accolto Nina con i suoi 11 cani (“Mi piacciono più gli animali che le persone, che sono articolate e bugiarde. Gli animali no”) e l’amica Francesca Romana, conosciuta quando quest’ultima era una paparazza all’inseguimento di Silvio Berlusconi.
Pascale e Berlusconi, per sempre

Impossibile non affrontare il grande amore di Pascale, che Francesca ha definito “irripetibile, purtroppo. Ogni brindisi lo dedico a lui, sempre”. “Per me è stato il mio faro in un mare in tempesta”. “Mi manca da morire, ogni giorno. Mi manca proprio il mio migliore amico soprattutto. Quella telefonata prima di andare a dormire, quella voce che ti rassicura. Nessuno potrà mai darmi un consiglio migliore rispetto a quello che mi dava lui”. “Non ho avuto modo di salutarlo. Questa è stata una cosa orribile. E non mi è stata fatta dalla famiglia. Quando insinuano la figlia, la famiglia, non è vero. I figli del Presidente sono persone per bene. Io non ho potuto salutare il mio Presidente che nessuno più mi ridà indietro. Probabilmente, avrebbe fatto piacere pure a lui salutarmi. Questa è la cosa più dolorosa della mia vita“, ha amaramente confessato Pascale, che ha definito la storia d’amore con Berlusconi come “i 15 anni più importanti della mia vita”.
Francesca Pascale e il coming out in famiglia, tra mamma e papà violento
Tornando al passato, alla propria adolescenza, Pascale ha parlato di un padre “misogino, maschilista e patriarcale. Era il trionfo di tutto quello che piace, che ti posso dire, a Pillon. Il rapporto con mio padre mi ha forgiato il carattere nella resistenza, solo quello“. Un uomo violento, ha precisato Francesca: “Abbastanza, violento in tutti i sensi. Io l’ho subita con violenza. Però quel modo sbagliato di essere genitori probabilmente era frutto anche della società. La società ti imponeva di sposarti giovanissima, di fare a tutti i costi figli. Tutto era non una scelta ma un’imposizione“.
Il coming out in famiglia è stato tutt’altro che semplice, per Francesca, anche se ‘facilitato’ dalle due sorelle maggiori che avevano sdoganato tutto quello che appartiene alle conseguenze della libertà individuale. “Non ho avuto tutti questi problemi a dire “a me piacciono anhe le donne”. “L’ho capito da quando avevo 6 anni”. “Avevo passione per le mie insegnanti, per le donne che vedevo in tv. Iniziavo a farmi delle donamde. La società non mi aiutava, era silente”.
Poi è arrivato il coming out con mamma, all’età di 16 anni. “Mia madre mi stupiva sempre perché notavo l’intelligenza raffinatissima in lei, con zero cultura, però in qualche modo non mi ha mai giudicato. Mi disse “ti passerà, perché ce l’hai con tuo padre”. Poteva esserci una virgola di verità ma poi ho capito che no, le donne a me piacciono proprio. Non potevo non dirglielo, non ingannarla. Era una cosa dirompente. Ero terrorizzata dalla paura che mia mamma potesse dirmi un no tanto categorico che potesse travolgere la mia vita. Sapevo che in quel caso non avrei dovuto ascoltarla. Mia mamma si spaventava, certo, si spaventava della reazione della società, si spaventava del mio futuro. ‘Mia figlia, insomma, che farà?'”.
Pascale ha confessato la propria attrazione per le persone più grandi di lei. Prima di Silvio Berlusconi c’è stata una donna. “Io avevo 19 anni e lei 60. Questo è stato il mio vero problema. Non ho mai avuto un fidanzato giovane. Mai. Almeno 20 anni di scarto”. La stessa Paola Turci, ex compagna della 39enne Pascale, di anni ne ha 60.
“Il coming out più duro con mia madre è stato quando ho conosciuto il Presidente”, ha aggiunto Francesca. “Quando ho conosciuto il Presidente dissi: ‘Mamma, mi ha chiamato Berlusconi’. Ovviamente tutta la mia famiglia si guardò a tavola e si mise a ridere. Dissero: ‘Vabbè, è pazza’. Ma la prima, la seconda volta, la terza che insomma parlavo di Berlusconi, mia madre disse: ‘È un uomo che potrebbe essere tuo padre, fai attenzione a quello che fai‘”.
L’uomo dei sogni per Francesca, che in qualsiasi discorso non riesce a non ricordarlo, elogiarlo. “Era l’uomo più desiderato sulla faccia della Terra”. “Non ho mai subito con lui, è sempre stato meraviglioso con me. Fino a darmi la libertà economica per fare quel che desidero. Ora mi occupo di case, di ristrutturazioni, solo grazie a lui”.
La critica al Movimento, alla sinistra e alla destra bigotta e ipocrita

Pascale si è poi soffermata sulla “morbosità” del voler sapere a tutti i costi con chi va a letto la gente, se con persone dello stesso sesso o meno. Puntando il dito contro la politica e lo stesso Movimento.
“Abbiamo estremizzato la nostra battaglia politica. Dalla parità dei diritti, di poterci sposare, di avere figli, di affermarci nella società liberamente, siamo arrivati con il dire “mettiamo i tampax nel bagno degli uomini”. “C’è sempre il ghetto del giudizio“, ha precisato Pascale, convinta che il tabù omosessualità in politica debba finalmente cadere. Soprattutto a destra:
“Sono imprigionati dalle associazioni religiose. Mi dispiace per Giorgia Meloni, una donna così forte, politicamente lontana da me perché conservatrice, di destra, ma vederla così restia nell’affrontare il progresso sociale. La destra potrebbe avere un suo punto di vista sui diritti civili ma lo cancella, è un problema enorme. Io ho incontrato più omosessuali a destra che alla domenica andavano a messa con la moglie, con i figli, la moglie, tutto perfetto. Ognuno può fare quello che vuole nella vita, anche nasconderlo. Però il fatto che chi si nasconde nega la libertà di chi non vuole nascondersi mi fa veramente inca**are”. “Ci vuole un po’ più di responsabilità politica che ideologica. Deve partire dall’istruzione la rivoluzione. Il Pride lo difenderò sempre, è giusto che abbia un linguaggio stridente, mi dà fastidio il fatto che la sinistra abbia fatto suo un tema che non è suo, è di tutti. Il problema dei diritti è sociale. Il rispetto dell’altra persone è alla base dell’umanità”. “La sinistra ha giocato sul doppio binario”.
Pascale vs. Vanancci

Inevitabile il tema Roberto Vannacci, con cui Pascale si è scontrata in tv. “Vannacci è un altro che non ha interiorizzato bene la sua omosessualità. Come mio padre, come tutte le persone che sono particolarmente omofobe hanno un problema nel dichiararsi. Possiamo dire a Vannacci che noi gli vogliamo bene lo stesso se gli piace il pisello. Anzi, lo capisco. Poi può comunque amare sua moglie allo stesso tempo”, ha detto Pascale, che ha poi negato l’intenzione di volersi candidare, scendendo in politica.
“Mi piacerebbe però entrare nel partito, in Forza Italia, e rivoluzionarlo. Mi fanno soffrire. Vedere FI appiattita, festeggiare per il 10%. Berlusconi non ha mai indicato le libertà individuali come un problema. Ha sempre lasciato libertà di coscienza nelle votazioni”, ha detto Pascale, se solo Berlusconi non avesse battagliato sia contro le unioni civili che contro il DDL Zan.
Francesca Pascale e le donne

Sull’attuale situazione sentimentale, infine, Francesca ha rivelato come “le donne che ho avuto sono state tutte eterosessuali. A me piacciono le donne etero. Tendenzialmente chi ha un’immagine stereotipata della lesbica, mascolina, a me non piace. Non sono appassionata alle donne maschie. Mi piacciono le donne come Melania Trump, mi piacciono le donne. È una cosa nuova nella mia vita stare da soli, è bellissimo, faccio una vita monacale, non ci sono bunga bunga nella mia vita. Purtroppo. In questo momento non frequento nessuno ma sono innamoratissima, c’è un innamoramento in corso ma a senso unico, nel senso che lo so solo io”.
Il primo uomo della vita di Francesca Pascale, neanche a dirlo, è stato Silvio Berlusconi.
In mezz’ora di servizio non una parola è stata dedicata a Paola Turci, sua ex compagna.
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