Quando c’è da alzare la voce, metterci la faccia, prendere posizione in difesa dei diritti e della comunità LGBTQIA+, lei c’è sempre. Da oltre 40 anni.
Madonna è tornata a parlare sui social per dire basta alla persecuzione nei confronti delle persone trans che sta prendendo forma negli Stati Uniti d’America, per volontà del presidente Donald Trump. Via social la popstar è stata netta.
Madonna in difesa della comunità trans
“Mi spezza il cuore dover assistere al dolore delle persone transgender che non sono accettate da una società che le teme perché diverse. Come possiamo sapere cosa si prova? Abbiamo mai indossato i loro panni? La mentalità da linciaggio in questo paese è al suo massimo storico. L’eccitazione che le persone provano nel vedere gli altri andare giù o essere messi a tacere, finire in liste nere, è inquietante. Il piacere che proviamo dal dolore altrui è un peccato. L’umanità dovrebbe dedicare più tempo e sforzi per aiutare le persone e sostenere chiunque si sforzi di essere la versione migliore di se stesso“.
Questa è l’ennesima dichiarazione di Madonna dell’ultimo mese e mezzo, ovvero da quando Trump è tornato alla Casa Bianca.
La popstar, che sta lavorando al suo biopic e al nuovo disco, aveva già criticato l’omotransfobia istituzionale del presidente repubblicano a gennaio: “È così triste vedere il nostro nuovo Governo smantellare lentamente tutte le Libertà per cui abbiamo lottato e VINTO nel corso degli anni. Non rinunciamo alla Lotta!”, disse due mesi fa, per poi parlare di fascismo riferendosi proprio al tycoon, ricordando il suo arrivo nella Grande Mela: “Era il mio primo anno a New York, una città pericolosa che mi prometteva tutto e niente. Non avrei mai immaginato che un giorno avrei vissuto qui, in un’epoca in cui il fascismo sarebbe diventato banale e la norma”.
A fine febbraio l’ultima critica, prendendo spunto da una finta copertina di Time pubblicata da Trump con il presidente auto-incoronatosi Re di New York. “Pensavo che questo paese fosse stato costruito dagli europei, che scappavano dal dover vivere sotto il dominio di un re, per stabilire un Nuovo Mondo governato dal popolo. Attualmente abbiamo un presidente che si fa chiamare il nostro Re. Se è uno scherzo, non sto ridendo”, il commento al vetriolo di Madonna, da 10 anni in aperto contrasto con Trump. E da sempre al fianco di una comunità che non ha mai lasciato sola.
45 giorni di Trump presidente
In un mese e mezzo di presidenza Trump ha reintrodotto il divieto per le persone trans di prestare servizio nell’esercito, ha ordinato la cancellazione del terzo genere dai documenti e la restrizione dell’assistenza sanitaria di genere per le persone trans di età inferiore ai 19 anni, ha cancellato LGBTIQ, trans e non binary dai documenti scientifici, ha vietato alle donne trans di poter partecipare a sport scolastici e vietato l’ingresso degli atleti trans negli USA, ha fatto sparire Matthew Shepard e Nex Benedict dal sito della Casa Bianca e vietato le bandiere LGBTIAQ+ dagli edifici statali; ha smantellato i programmi di diversità, equità e inclusione (DEI) nel governo federale; ha pubblicato un documento dal titolo inquietante “difendere le donne dall’estremismo dell’ideologia di genere e ripristinare la verità biologica al governo federale”; ha voluto un ufficio della Fede alla Casa Bianca e bloccato aiuti per la PrEP a uomini gay e sex workers; ha cancellato la T dall’acronimo LGBT dal sito del monumento di Stonewall, oltre ad aver litigato a distanza con la vescova Budde, che ha osato chiedere pubblicamente “misericordia” per la comunità LGBTQIA+ e i migranti. E mancano ancora 1414 giorni alla fine della sua 2a presidenza.


