Nei primi giorni della sua nuova presidenza, Donald Trump ha avviato una rimozione sistematica di pagine web dedicate alla comunità LGBTQIA+ dal sito ufficiale della Casa Bianca. Tra queste, spiccano quelle dedicate a Matthew Shepard e Nex Benedict, vittime di crimini d’odio omobitransfobico, ora accessibili solo tramite l’archivio digitale Wayback Machine. Nel 2016 proprio la madre del povero Shepard implorò gli Americani di non eleggere Donald Trump, che invece è stato votato come presidente per ben due volte. Oltre alle due pagine dedicate a Shepard e Benedict, sono state eliminate oltre 50 pagine relative a questioni LGBTQ+, comprese le ordinanze esecutive di Biden contro la discriminazione e a favore dei diritti LGBTQ+ (inclusa l’ordinanza che vieta di licenziare una persona in quanto LGBTIAQ+).

Matthew Shepard, l’omicidio del 1988 che diede il via alla lotta contro l’omofobia negli USA
Matthew Shepard, giovane studente gay brutalmente assassinato a Laramie, Wyoming, nel 1998, è divenuto un simbolo della lotta contro i crimini d’odio. La sua tragica morte, segnata da un pestaggio brutale e dall’abbandono in un campo desolato, ha sconvolto l’America, spingendo i suoi genitori, Judy e Dennis Shepard, a trasformare il dolore in azione. Nel 2009, il loro impegno ha portato all’approvazione del Matthew Shepard and James Byrd Jr. Hate Crimes Prevention Act, la prima legge federale statunitense che includeva l’orientamento sessuale tra le motivazioni riconosciute nei crimini d’odio (firmata da Obama).
Durante il suo mandato, Joe Biden ha celebrato il 25º anniversario della morte di Matthew, lodando l’instancabile lavoro dei genitori Shepard come un esempio di unità e di opposizione all’odio. Biden ha inoltre premiato Judy Shepard con la Medaglia Presidenziale della Libertà nel 2024, riconoscendo il suo impegno nella protezione dei diritti LGBTQIA+.

Nex Benedict, adolescente non binario
Un’altra pagina rimossa dal sito riguarda Nex Benedict, adolescente non binario e di discendenza Choctaw, vittima di bullismo ferocemente transfobico nella sua scuola in Oklahoma. Nex è stato aggredito in bagno da alcune compagne di classe che già in passato lo avevano insultato e vessato. La morte di Nex, avvenuta poco dopo l’aggressione, è stata classificata come suicidio dalle autorità, ma la famiglia e il Dipartimento dell’Educazione sotto Biden hanno chiesto un’indagine indipendente.
Nel marzo 2024, Biden ha espresso il suo dolore per la perdita di Nex, definendo le persone non binarie e transgender “tra le più coraggiose d’America” e sottolineando l’importanza di garantire scuole e comunità sicure per tutti.
Divieto di esporre bandiere Pride o Black Lives Matter
Le azioni della nuova amministrazione Trump contro la comunità LGBTIAQ+ sono numerose, perentorie e repentine. Tra le altre, è stato imposto il divieto di esporre bandiere Pride o Black Lives Matter nelle ambasciate statunitensi. Solo la bandiera americana e quella dei prigionieri di guerra sono ora autorizzate, in linea con una politica volta a eliminare i simboli di inclusività introdotti durante l’amministrazione Biden (dopo che Trump nel 2016 le aveva rimosse). Kevin Jennings, di Lambda Legal, ha criticato duramente queste decisioni definendole “meschine” e una “distrazione da problemi ben più gravi”.
Marco Rubio, ora Segretario di Stato, repubblicano di comprovata omobitransfobia, è il primo firmatario della nuova politica del Dipartimento di Stato sulle bandiere.
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