Zan chiede al Parlamento europeo l’adozione del regolamento sulla genitorialità: “Un genitore è genitore in tutti gli Stati Membri” (VIDEO)

"Ursula von der Leyen lo aveva promesso nel 2020 e cinque anni dopo non è ancora così. Pensate che in Europa possono circolare le merci, i capitali, ma non possono circolare i diritti".

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Vicepresidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni all’Europarlamento, Alessandro Zan è ieri intervenuto in aula a Strasburgo per chiedere che venga sbloccata l’adozione del regolamento sulla genitorialità.

D’altronde nel 2020 la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si impegnò pubblicamente a perseguire il «mutuo riconoscimento delle relazioni familiari», con le famiglie LGBT+ rispettate e trattate in modo paritario secondo il principio di libera circolazione nell’Unione.

Chi è genitore in un paese, è genitore in tutti i paesi“, disse all’epoca Ursula von der Leyen. Cinque anni dopo non è cambiato niente.

L’appello di Alessandro Zan all’Europarlamento

La destra si preoccupa tanto delle famiglie e a questi bambini cosa direbbero? Come spiegherebbero ad un bambino che una volta superata la frontiera con un altro stato membro come l’Italia rischiano di perdere uno dei due genitori o addirittura tutti e due, come se fossero perseguitati penalmente?”, ha sottolineato Zan in aula, per poi aggiungere:

“Un genitore in uno stato membro è un genitore in tutti gli stati memri. Ursula von der Leyen lo aveva promesso nel 2020 e cinque anni dopo non è ancora così. Pensate che in Europa possono circolare le merci, i capitali, ma non possono circolare i diritti. E soprattutto questo a scapito dei figli di queste famiglie, dei più piccoli. Un esempio drammatico ne è l’Italia, dove il governo di Giorgia Meloni ha messo in atto una crociata contro le famiglie omogenitoriali, trascinando in tribunale per effetto di una circolare del ministro dell’interno decine di famiglie con due madri, come se fossero dei criminali, a difendere il proprio diritto di essere genitori dei propri figli. Nel silenzio più completo della commissione europea, mi dispiace dirlo. La democrazia, lo stato di diritto, la stessa unione europea si rafforzano e si difendono anche così. Allora pensiamoci, finché questo regolamento resta bloccato a rimetterci saranno sempre e prima di tutto i bambini. La presidente Ursula von der Leyen continua a dirci che la libertà e la democrazia sono sotto attacco, è vero ma non lo sono solo quando dobbiamo svegliare le coscienze sulla necessità di una difesa comune ma anche quando non riusciamo a garantire che una famiglia resti una famiglia a prescindere da dove si trova e da come è composta”.

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Il Parlamento europeo deve provare a fare pressione sul Consiglio e sulla Commissione affinché si arrivi ad una soluzione che tuteli i diritti di tutti i bambini e di tutti i genitori in Europa. Ad oggi il regolamento è bloccato perché va adottato con l’unanimità in consiglio. Questo perché il diritto di famiglia è una competenza nazionale e in un consiglio con 27 membri tra i quali spiccano personaggi come Viktor Orban e Giorgia Meloni l’unanimità mancherà sempre. Molti stati membri hanno paura che l’adozione di questo regolamento possa portare ad uno “squilibrio sistemico”, come ad esempio la GPA, ma si tratta di paure infondate.

Chi è genitore in un Paese è genitore in tutti i Paesi“. Più semplice di così.

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