Gen_, il necessario documentario sulla sanità pubblica che trasforma vite attraverso l’affermazione di genere e la fertilità

Una storia di nascite e di rinascite, di donne che sognano di diventare madri e di persone in transizione verso la felicità, in un'Italia accecata dalla transfobia e dall'insofferenza verso la procreazione medicalmente assistita.

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Un film quanto mai attuale e importante, nell’Italia del governo Meloni che tramuta in reato universale la gestazione per altri e invia gli ispettori all’Ospedale Careggi di Firenze per verificare i percorsi relativi al trattamento della disforia di genere nei minori e all’uso del farmaco triptorelina.

GEN_ di Gianluca Matarrese, di che parla?

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GEN_ di Gianluca Matarrese è stato l’unico film italiano presentato al Sundance Film Festival e ora arriva nelle sale nostrane, dal 27 marzo, distribuito da Barz and Hippo.

GEN_ si concentra su un ospedale pubblico italiano che fornisce assistenza gratuita per procreazione assistita e terapie di affermazione di genere. Il Niguarda di Milano, dove il dottor Maurizio Bini ha una missione non convenzionale: trasformare vite attraverso la fertilità e l’affermazione di genere. In qualità di responsabile di due reparti altamente sensibili, supervisiona i sogni e le lotte di aspiranti genitori che si sottopongono alla fecondazione assistita, oltre che i viaggi molto intimi di persone che riconciliano il proprio corpo con la propria identità di genere. Così facendo si posiziona al centro di alcuni dei dibattiti più complessi e polarizzanti del nostro tempo.

Operando in un ambiente politicamente carico, il dottor Bini deve affrontare i dilemmi etici e sociali inevitabilmente legati al suo lavoro e le pressioni sempre più forti provenienti da un mercato sanitario orientato alla mercificazione del corpo umano. Questi vincoli mettono in discussione non solo la sua filosofia professionale, ma anche i principi fondamentali della sanità pubblica come baluardo di equità e compassione. Il film di Gianluca Matarrese disegna un ritratto intimo del dottor Bini mentre si avvicina al termine della sua carriera. La sedia del suo ambulatorio funge da finestra simbolica su storie di cura e trasformazione. Attraverso la sua pratica, riflette sullo scopo della medicina: non solo curare il corpo, ma affermare la dignità e il valore di ogni individuo.

Guidato dalla visione precisa ed evocativa del regista, il film trascende la semplice documentazione, evolvendosi in una profonda meditazione su ciò che la sanità pubblica dovrebbe aspirare ad essere. Diventa una lente attraverso la quale le persone vengono invitate a riflettere sul ruolo della empatia e del servizio in medicina, anche all’interno delle complessità di una nazione spesso considerata paradossale nel suo approccio al progresso sociale. La storia del dottor Maurizio Bini serve a ricordare l’importanza di un sistema sanitario pubblico che privilegi l’umanità rispetto al profitto e la resilienza rispetto alla rassegnazione

GEN_ affronta dilemmi etici, sociali e legali presenti non solo in Europa e nelle democrazie occidentali, ma anche a livello globale. Desideri umani come quello di avere un figlio o di affermare profondamente la propria identità di genere cambiando aspetto e nome legale sono universali.

Chi è Gianluca Matarrese?

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Gianluca Matarrese

Il film si addentra in questi desideri universali e nelle difficoltà che le persone affrontano per realizzare i propri sogni“, ha sottolineato Matarrese. “Si svolge in un contesto politico e socio-culturale complesso, sia in Italia che in Europa, dove un’ondata conservatrice sta restringendo i diritti delle minoranze e delle donne. Un tema centrale è il dibattito sull’uso dei bloccanti della pubertà per minori nelle terapie di affermazione di genere, con i partiti conservatori che ne chiedono l’abolizione, limitando anche i diritti delle comunità LGBTQIA+. In ambito di procreazione assistita, diverse forze di governo in Europa propongono di riservare l’accesso solo alle coppie eterosessuali, escludendo persone trans dai servizi di salute riproduttiva. In Italia, dove una coalizione di destra è al potere, queste questioni sono particolarmente delicate. Ad esempio, una legge in discussione intende rendere la maternità surrogata un reato perseguibile anche se effettuata all’estero, considerandola un “crimine universale”, ha aggiunto il regista italiano con base a Parigi che negli ultimi cinque anni ha diretto nove film presentati in festival internazionali come la Mostra del Cinema di Venezia, IDFA, Thessaloniki, CPH:DOX, Hot Docs, DMZ, Torino Film Festival, Visions du Réel, Biografilm, Festival dei Popoli, Cinéma du Réel.

Da sempre Mattarrese esplora una varietà di temi, tra cui la manipolazione del corpo, l’affermazione di genere, il declino economico, tracce di traumi irrisolti, il teatro, i confini tra realtà e finzione. Ha ricevuto premi come il Miglior Documentario Italiano al Torino Film Festival e il Queer Lion a Venezia con La dernière séance, nel 2021.

“Il film affronta dilemmi etici, sociali e legali presenti non solo in Europa e nelle democrazie occidentali, ma anche a livello globale”, ha precisato il regista. “Desideri umani come quello di avere un figlio o di affermare profondamente la propria identità di genere cambiando aspetto e nome legale sono universali. La negoziazione di questi desideri individuali all’interno di un quadro legale, tra sfide etiche e socio-culturali, è una lotta universale, anche se i dettagli della legge possono variare da un contesto all’altro. Il film si addentra in questi desideri universali e nelle difficoltà che le persone affrontano per realizzare i propri sogni. Esplora l’intersezione tra aspirazioni individuali e il paesaggio socio-politico spesso rigido e restrittivo, illuminando la determinazione di coloro che navigano queste acque complesse per realizzare i propri sogni e affermare la propria identità”.

La genesi di GEN_

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GEN_ è nato da un’idea di Donatella Della Ratta, sviluppata mentre lavorava a un libro che esamina la storia sociale e l’economia politica degli ormoni, sostanze fondamentali sia nelle pratiche di fecondazione in vitro che nelle terapie per l’affermazione del genere. Su consiglio di Antonio Ragusa, ex primario di Ostetricia e Ginecologia del Fatebenefratelli di Roma e amico di lunga data di Maurizio Bini, direttore dell’unità di sterilità e crioconservazione del Niguarda di Milano, Donatella si è recata a Milano da quest’ultimo per proporgli un progetto di ricerca etnografica sulle interazioni tra pazienti e personale medico, destinato ad essere centrale nel suo prossimo libro. Profondamente colpita dalla forza e umanità di Bini, Donatella ha invitato il suo amico e regista Gianluca Matarrese a unirsi all’osservazione delle sedute con i pazienti. Conoscendo l’approccio sensibile di Gianluca al cinema e il suo lavoro su temi che si intersecano con quelli presenti nella pratica di Bini, ha ritenuto naturale la collaborazione. Il processo di filmmaking ha perciò fuso le loro prospettive e le rispettive competenze. Mentre gran parte del tempo è stato dedicato a documentare la routine ospedaliera e a confrontarsi con il personale e i pazienti, il fulcro del film è emerso organicamente: gli scambi intimi e trasformativi tra il dottor Bini e i suoi pazienti.

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Ben oltre la semplice documentazione, GEN_ è una riflessione su ciò che l’assistenza sanitaria pubblica dovrebbe sforzarsi di essere, un faro di compassione e servizio. Insieme, Donatella e Gianluca hanno catturato uno spazio unico, forse addirittura un piccolo miracolo, dove empatia e umanità fioriscono, offrendo speranza e ispirazione di fronte alle sfide del sistema.

Chi è il Dottor Maurizio Bini?

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Il Dottor Maurizio Bini nei suoi 40 anni di servizio nel sistema sanitario pubblico lombardo, tutti svolti in quello che per i milanesi è semplicemente l’Ospedale di Niguarda, ha fatto nascere più di 6000 cittadini. “Fatto nascere” è per lui un termine esteso: è stato a fianco delle madri, non solo in sala parto come ostetrico (ha diretto anche il servizio di ginecologia e ostetricia), ma anche come direttore del servizio di riproduzione assistita, superando le difficoltà riproduttive di moltissime coppie. Esiste anche una terza dimensione di nascita che è quella in età adulta, perché come direttore dell’unico servizio pubblico cittadino (e Regionale) per l’adeguamento di genere ha consentito la possibilità di rinascere nella nuova vita da sempre desiderata a molte persone, che spesso considerano la data della conversione di genere come la data della loro vera venuta al mondo.

Bini è laureato sia in Medicina e Chirurgia che in Filosofia e Storia. Il versante scientifico è stato arricchito da una specializzazione in Ostetricia e Ginecologia, un master triennale in Andrologia e un diploma triennale in Sessuologia. Il versante umanistico comprende anche un diploma triennale in Lingua e letteratura cinese che lo ha reso riferimento per le comunità asiatiche. Ha tenuto numerose conferenze in diversi paesi tra cui soprattutto la Cina dove, grazie alla sua conoscenza della cultura locale, è stato invitato da più di venti istituti ospedalieri e universitari. Ha pubblicato molteplici articoli su riviste scientifiche nazionali e internazionali e ha con- tribuito con i suoi scritti a numerosi libri di settore, inclusi testi per corsi universitari.

Con GEN_ assistiamo ai suoi ultimi mesi al Niguarda prima del pensionamento, tra sorrisi, un’estrema e naturale gentilezza, una profonda empatia con i propri pazienti e con i colleghi sul posto di lavoro, mentre in radio la voce di Giorgia Meloni  ricorda come “noi vogliamo una nazione in cui si possa dire che siamo tutti nati da un uomo e una donna, in cui si possa dire che la maternità non è in vendita,  che i bambini non si affittano, che i figli non sono prodotti da banco“.

Il Sundance ha così accolto GEN_

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Un film su temi politicamente incendiari – come la transizione medica e la discriminazione subita dalla comunità transgender -, il documentario italiano ‘GEN_’ è persuasivo in modo anticonvenzionale. (Il film) ritrae i suoi ambiti di interesse medico come parte integrante del mondo naturale – il focus è sulla natura dei corpi umani, dei desideri e degli impulsi – anziché come l’aberrazione percepita dai loro detrattori. Con il suo sviluppo stravagante, il film alterna le visite mediche alla colonna sonora allegra, intrigante e irresistibile dei compositori Cantautoma, così oscillando tra l’affettuoso e il divertente. In buona sostanza, GEN_ afferma che l’assistenza sanitaria per le persone transgender è analoga a ogni altra forma di cura medica e che come tale andrebbe trattata“, ha scritto Variety.

(Il film mostra) il divario tra interiorità e fenotipo, tra ciò che è giusto e ciò che è concesso, tra un’etica sanitaria radicalmente incentrata sul paziente e le catacombe mortali della legalità e della burocrazia. La straordinaria crociata di un affascinante dottore italiano per garantire la “varietà umana”. GEN_ rifugge dagli impulsi canonici della narrazione. Nell’attuale clima politico, GEN_ è senza dubbio rivoluzionario. Un film ammirevole per il suo modo di normalizzare i soggetti transgender e non binari, affermare l’autonomia sul corpo e sui metodi non tradizionali di procreazione e ribadire l’enorme importanza delle cure specialistiche per il benessere interpersonale e sociale più ampio“, ha aggiunto Indiewire.

Se questo film ha un messaggio da offrire, è l’ottimismo e il potere dell’assistenza sanitaria universale. Osservare questo medico al lavoro è un’autentica meraviglia“, ha scritto NBC News.

Gianluca Matarrese torna con un film umano e stimolante al crocevia tra questioni mediche, etiche e culturali, guidato dal suo straordinario protagonista“, ha aggiunto Cineuropa.

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