WorldPride 2025 a Washington, richieste di boicottaggio perché gli USA “non sono più un paese libero e democratico”

Si temono problemi di sicurezza per le persone trans in arrivo negli USA dopo gli ordini restrittivi transfobici voluti da Donald Trump. E la risposta degli organizzatori non si è fatta attendere.

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WorldPride 2025 a Washington, richieste di boicottaggio perché gli USA "non sono più un paese libero e democratico" - Casa Bianca arcobaleno per il piu grande evento Pride Month della storia della politica americana - Gay.it
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Continuano i problemi per l’attesissimo WorldPride di Washington, evento LGBTQIA+ più atteso del 2025 perché in scena a pochi metri dalla Casa Bianca e da quel presidente Donald Trump che da due mesi bombarda la comunità queer con ordini esecutivi omotransfobici.

Dopo i cambi di location e gli sponsor in fuga, perché spaventati da eventuali ripercussioni politiche, è il fuoco amico a colpire l’organizzazione.

Boicottare il WorldPride?

L’African Human Rights Campaign (AHRC) ha infatti chiesto il boicottaggio del WorldPride, citando preoccupazioni legate alla sicurezza delle persone che dovranno arrivare negli USA da altri Paesi. Non pochi viaggiatori LGBTQ+ hanno ora paura di approdare negli Stati Uniti d’America di Donald Trump.

Gli Stati Uniti non sono più un paese libero e democratico“, ha scritto la direttrice esecutiva dell’AHRC Melanie Nathan. L’AHRC sostiene gli africani LGBTQ+, i richiedenti asilo e sta ora paragonando la partecipazione al WorldPride alla legittimazione del Sudafrica ai tempi dell’apartheid. Indicando recenti politiche come l’eliminazione delle protezioni per l’asilo e l’aumento dell’ostilità per le persone trans e non binarie, AHRC sostiene che la visibilità in un ambiente ostile non garantirà la sicurezza.

African Human Rights Coalition chiede al WorldPride di uscire allo scoperto e fare forti dichiarazioni di condanna e solidarietà, come risposta a tutto l’odio che gli attuali Stati Uniti presentano ai loro cittadini LGBTQI+”, ha affermato un portavoce dell’AHRC. “In particolare, le persone trans non saranno al sicuro nell’arrivare negli aeroporti statunitensi o nell’attraversare i confini per partecipare a questo evento”, ha affermato l’AHRC. Il gruppo ha precisato come i visitatori stranieri, indipendentemente dallo stato del visto, potrebbero dover affrontare controlli più severi, rifiuti d’ingresso o addirittura finire in centri di detenzione che non riconoscono la loro identità di genere.

L’allarme tedesco per le persone trans e non binarie

L’allarme dell’AHRC segue quello emesso dal ministero degli esteri tedesco dopo l’applicazione dell’ordine esecutivo trumpiano legato ai passaporti che devono necessariamente riflettere il sesso assegnato alla nascita, anche per coloro che entrano negli USA da altri Paesi.  “I viaggiatori che hanno la voce di genere ‘X’ o la cui voce di genere attuale differisce dalla loro voce di genere alla nascita devono contattare la missione diplomatica statunitense competente in Germania prima di entrare nel paese e scoprire i requisiti di ingresso applicabili“, ha comunicato il Foreign Office tramite un avviso sul Rheinsische Post.

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Persone trans a rischio ingresso negli USA?

Il mese scorso una direttiva del Dipartimento di Stato firmata dal Segretario di Stato Marco Rubio ha seminato il panico sulle potenziali restrizioni di viaggio per le persone transgender che entrano negli Stati Uniti. Il promemoria, che l’amministrazione ha formulato una politica mirata agli atleti transgender, includeva un linguaggio che richiedeva che tutti i visti riflettessero il sesso del richiedente alla nascita. Gli avvocati per l’immigrazione e alcune associazioni LGBTQ+ hanno fatto notare come la vaga formulazione possa essere utilizzata per negare i visti a qualsiasi persona transgender, e non solo agli atleti.

La replica degli organizzatori del WorldPride

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Da parte loro, gli organizzatori del WorldPride hanno ribadito l’importanza di un simile evento proprio negli Stati Uniti d’America, come atto di resistenza alle politiche fasciste dell’ultradestra trumpiana. Annullare o organizzare l’evento in un altro Paese non è essere un’opzione.

“Un boicottaggio del WorldPride invia il messaggio sbagliato”, ha detto a The Advocate Ryan Boss, direttore esecutivo di Capital Pride Alliance. “Dobbiamo presentarci insieme, mostrare resilienza e resistenza per assicurarci di rimanere visibili e ascoltati”.

Capital Pride Alliance ha dichiarato che si impegnerà per garantire la sicurezza di coloro che intendano partecipare al WorldPride, collaborando con le forze dell’ordine e le agenzie federali.

Alle persone transgender e non binarie che stanno pensando di unirsi a noi a Washington per il WorldPride, voglio che sappiate che stiamo lavorando instancabilmente con agenzie e sostenitori per garantire che siate in grado di viaggiare in sicurezza da e per gli Stati Uniti“, ha affermato Boss. “La nostra comunità locale è vivace e diversificata e siamo entusiasti di dare il benvenuto a tutti. Per coloro che scelgono di non unirsi a noi a Washington o non sono in grado di farlo, sappiate che abbiamo bisogno che continuiate a far parte di questo movimento. Restate attivi dove vi trovate e unitevi a noi virtualmente se potete“.

Il WorldPride di Washington si terrà dal 17 maggio all’8 giugno 2025.  Sette giorni dopo a Lisbona, dal 14 al 22 giugno, si terrà l’EuroPride.

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