Il Comune di Rimini ha negato l’autorizzazione all’affissione di manifesti transfobici promossi da un’associazione denominata “San Michele Arcangelo”, nome che richiama apertamente il patrono simbolico di Forza Nuova, noto movimento di estrema destra, molto attiva in Romagna, come fa notare Arcigay Rimini.
La decisione è stata presa in applicazione della recente riforma del codice di disciplina delle comunicazioni pubblicitarie, approvata dal Consiglio comunale. Un passaggio normativo che consente all’amministrazione di intervenire contro messaggi che diffondono odio, offese e disprezzo nello spazio pubblico, riaffermando il principio secondo cui Rimini deve essere una città “accogliente, rispettosa e sicura, anche dal punto di vista comunicativo“.
Il manifesto in questione riportava il volto di Donald Trump accostato alla frase:
«Impedirò la mutilazione chimica dei giovani causata dall’ideologia gender»
Una citazione tratta dall’ordine esecutivo reso noto il 20 gennaio 2025 dal presidente statunitense e intitolato Defending women from gender ideology extremism and restoring biological truth to the federal government. Il Comune di Rimini ha rigettato la richiesta di affissione evidenziando il carattere discriminatorio e fuorviante del messaggio: la definizione “mutilazione chimica” suggerisce un’idea di violenza, a detta dell’istituzione comunale.
Il messaggio, secondo il Comune, è pertanto ingannevole, non corrispondente al vero e in grado di generare un allarme sociale, specie nei confronti di un tema delicato come quello dei minori. A sostegno del diniego, l’amministrazione ha citato anche la giurisprudenza: una sentenza del Tar del 2022 – confermata dal Consiglio di Stato – ha riconosciuto la legittimità nel vietare affissioni pubblicitarie lesive della dignità e contrarie ai principi costituzionali. Era accaduto anche a Pro Vita e ai suoi violenti manifesti contro la pillola del giorno dopo.
Dal Comune si sottolinea che non si tratta di censura, ma di tutela della dignità umana:
“Nessuno ha il diritto di offendere o diffondere falsità ideologiche contro le persone trans, che sono cittadine e cittadini a pieno titolo”.
Nella nota Arcigay Rimini denuncia anche l’ipocrisia di chi invoca la libertà di espressione mentre prende a modello figure come Donald Trump, che appena insediato vietò l’uso di parole come “antirazzismo”, “donna” o “disabilità” nei documenti ufficiali. Così l’associazione LGBTIAQ+.
Le persone transgender sono messe ormai da mesi al centro del mirino, i centri sanitari che le prendono in carico sono oggetto di intimidazioni politiche, le scuole che adottano il registro alias minnacciate, le persone stesse sono oggetto di offese basate su svilenti luoghi comuni e bersaglio di iniziative che limitano la loro possibilità di poter avere l’esistenza serena e dignitosa a cui hanno diritto.
Di recente un episodio analogo si era consumato a Trento, dove tuttavia i manifesti erano stati esposti, provocando la dura reazione del sindaco della città.
Nel 2023 il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad (PD) aveva invece difeso il murales e condannato la mano oscurantista anonima che l’aveva ricoperto di vernice bianca: il murales ritraeva un uomo trans che allattava un bimbo.
