Rossobruni compatti e uniti contro le richieste di diritti della popolazione LGBTIAQ+. Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, si è pubblicamente schierato con Marco Rizzo, coordinatore di Democrazia Sovrana Popolare, dopo che il leader di estrema sinistra, pochi giorni fa, si era esposto in modo durissimo contro una presunta pretesa da parte delle minoranze sessuali di imporre il proprio stile di vita.
“A proposito della polemica eterosessualità-omosessualità sulla quale si è inserito Marco Rizzo – ha spiegato il neofascista Roberto Fiore – noi gli diamo totalmente ragione riguardo l’arrogante e bombardante predominanza mediatica, social e televisiva della minoranza omosessuale sulla maggioranza eterosessuale”. Quindi nella sua nota rilasciata alle agenzie di stampa, l’esponente di Forza Nuova si è abbandonato a una digressione sulle radici di quello che sarebbe, agli occhi dell’estrema destra e dell’estrema sinistra, un attacco frontale alla famiglia:
“siamo convinti che in particolare dal gay pride del 2000 in poi, vi sia un’operazione volta a demolire la famiglia e il suo DNA; detto questo, vista la coincidenza della presentazione alle elezioni in Umbria, voglio offrire a Marco Rizzo la possibilità di unirci in un fronte unico antisistema“
Chi è Roberto Fiore

Classe 1959, da sempre di estrema destra, co-fondatore di Forza Nuova nel 1997, partito ultranazionalista e neofascista, Fiore inizia la sua carriera politica negli anni ’70 come membro del movimento neofascista Terza Posizione. Dopo l’attentato di Bologna del 1980, in cui fu sospettato (ma mai condannato), Fiore si è trasferito a Londra, dove ha vissuto in esilio fino al 1999, quando i reati connessi al suo periodo “stragista” caddero in prescrizione. Tornato in Italia, Fiore ha continuato a guidare Forza Nuova, promuovendo politiche anti-immigrazione, nazionaliste e cattoliche ultraconservatrici. Nel 2008 è stato eletto europarlamentare con Alternativa Sociale, subentrando ad Alessandra Mussolini.
Chi è Marco Rizzo

Classe 1959, Marco Rizzo inizia la sua carriera politica nel Partito Comunista Italiano (PCI), nella corrente marxista-leninista. Dopo la svolta della Bolognina di Occhetto nel 1991, entra in Rifondazione Comunista (PRC), nel 1994 diventa deputato nella corrente Cossutta contrapposta all’ala più moderata di Bertinotti. Nel 1999 viene eletto al Parlamento Europeo, e si fa notare per il suo attivismo su temi sociali e anti-globalisti. Nel 2006 lascia Rifondazione e nel 2009 fonda il Partito Comunista. Fermo sostenitore delle teorie marxiste-leniniste, apertamente anti-euro, strenuo oppositore della Nato e del neoliberismo, Rizzo propone una visione sovranista di sinistra, fortemente anti Unione Europea, e negli ultimi anni si è spesso pronunciato contro il Movimento 5 Stelle, reo a suo avviso di sbandierare posizioni anti-sistema solo a parole.
Chi sono i Rossobruni
Le elezioni regionali in Umbria, che si terranno domenica 17 e lunedì 18 novembre 2024, potrebbero sancire – stando alle parole di Fiore – una rinnovata alleanza non solo elettorale tra estremismi di destra e sinistra, ma anche politica, grazie alla battaglia anti-LGBTIAQ, nel solco di valori non dissimili da quelli che animano le strategie geopolitiche della Russia di Putin (ve l’abbiamo spiegata qui), volta a contestare e destabilizzare le democrazie liberali occidentali. Alleanza che si era già vista tra Gianni Alemanno – ex sindaco di Roma, vicino a Foza Nuova, ma anche a quel Roberto Vannacci pronto ad allearsi all’estrema destra tedesca di AdF – e Marco Rizzo alle ultime europee nel collegio dell’Italia centrale.
Nazionalismo, sovranismo, elementi anti-globalisti, apertura a teorie complottiste, assalto all’immigrazione, al capitalismo, al multiculturalismo, e ancora vaccini visti come strumenti di dominio, attacco alla cultura woke, anti-americanismo. Quella tra estrema destra ed estrema sinistra non è una semplice convergenza elettorale, ma un vero e proprio perimetro di proposta politica, che fonde le basi comuni contro le istituzioni liberali e sovranazionali.
“Che ne è della famiglia? – aveva argomentato il comunista Rizzo, già autore tempo fa di una strumentalizzazione anti-trans – Friedrich Engels diceva che la famiglia è il primo nucleo della società borghese e io aggiungo che senza la famiglia, senza le pensioni dei nonni e delle vecchie zie, oggi in Italia avremmo 11 milioni di poveri in più. La famiglia è un presidio dello stato sociale e che fa Elly Schlein invece di occuparsene? Si mette a ballare sul carro del Gay Pride“.
Possibili scenari

Parole che, a gettare lo sguardo più in là, potrebbero annunciare scenari di future alleanze che vadano oltre gli sparuti consensi di Rizzo, Alemanno e Fiore. Si pensi alla già avvenuta convergenza politica gialloblu tra Movimento Cinque Stelle e Lega nel primo Governo Conte (Giugno 2018 – Settembre 2019). Un governo che fece tremare l’Unione Europea e che approvò il “Decreto Sicurezza” (n.113/2018), entrato in vigore il 4 ottobre 2018, che ridusse i permessi di soggiorno per motivi umanitari e ampliò i poteri di espulsione, scatenando critiche da parte di organizzazioni per i diritti umani e da parte dell’ONU (Amnesty). Una prospettiva che, con la radicalizzazione sostenuta dalle frange estreme del M5S accarezzate dalle ambiguità di Giuseppe Conte, e con la deriva a destra della Lega di Salvini trascinata dal generale Vannacci verso l’Ungheria di Orban, vedrebbe prospettive di consenso elettorale ben diverse e inquietanti. Fantapolitica, per ora.
© Riproduzione riservata.

Cosa ne pensi?