Pro Vita, un 2023 segnato dall’ossessione gender. Ripercorriamo 12 mesi di attacchi alla comunità LGBTQIA+

In 338 giorni abbiamo contato 100 comunicazioni ufficiali dedicate comunità LGBTQIA+ italiana. Ma a detta loro saremmo noi a "fomentare odio".

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Pro Vita, un 2023 segnato dall'ossessione gender. Ripercorriamo 12 mesi di attacchi alla comunità LGBTQIA+ - 22I Figli non si comprano22 i manifesti di Pro Vita contro la GPA invadono le citta dItalia - Gay.it
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Circa 6 mesi fa Pro Vita e Famiglia attaccava pesantemente la comunità LGBTQIA+ italiana, accusandola di “fomentare l’odio” nei confronti dell’associazione ultra-cattolica, anti-abortista e omobitransfobica, a seguito di atti vandalici ai danni della sua sede romana. Dieci giorni fa c’è stato un nuovo attacco alla sede romana di Pro Vita, da cui noi di Gay.it abbiamo ufficialmente preso le distanze, ma nel farlo non possiamo certamente dimenticare quanto fatto, scritto, urlato, in piazza e sul web, dall’associazione che “difende il diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale, promuove la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e sostiene la libertà e priorità educativa dei genitori”.

Abbiamo così ricostruito il 2023 di Pro Vita e Famiglia nei confronti della comunità LGBTQIA+ nazionale, dal 1 gennaio al 5 dicembre 2023.

Pro Vita, un 2023 segnato dall'ossessione gender. Ripercorriamo 12 mesi di attacchi alla comunità LGBTQIA+ - Pro Vita nuovi aberranti manifesti contro la carriera alias a Roma - Gay.it

In 338 giorni abbiamo contato 100 comunicazioni ufficiali, facilmente riscontrabili sul sito ufficiale di Pro Vita e Famiglia, nel 99% dei casi dedicate alla comunità LGBTQIA+ italiana. Abbiamo volutamente escluso tutti i comunicati/articoli legati a sentenze e/o casi avvenuti fuori dal Bel Paese, perché in quel caso avremmo facilmente potuto sfondare quota 200. Pallottoliere alla mano, ogni 3 giorni Pro Vita spara a zero sul movimento LGBTQIA+ italiano, sui pochi diritti ottenuti e sui tanti negati, sulle famiglie arcobaleno, sulle persone transgender, sugli adolescenti queer e sui propri genitori, su un’intera comunità costantemente bombardata con parole violente, nella stragrande maggioranza dei casi diffamanti, menzognere ed estremiste.

Eppure secondo Pro Vita e Famiglia, mai come in questo momento forte di un serio appoggio da parte del governo Meloni con suoi esponenti all’interno del Parlamento e dell’esecutivo, saremmo noi persone LGBTQIA+ a “fomentare odio”.

Il 2023 di Pro Vita

Il 9 gennaio l’allarme di “una nuova moda: la carriera alias”. Il mese prima la diffida nei confronti di 150 scuole: “Urgente l’intervento di Giuseppe Valditara”.

Il 10 gennaio la denuncia pubblica di “un film su bambina gender proiettato in una scuola media italiana”.

L’11 gennaio 2023 viene lanciata una petizione contro la Rai, perché “sempre più gender”, al grido “identità di genere, transgenderismo, personaggi Lgbtq e propaganda della sessualità fluida come se niente fosse, trattati spesso – o sempre – senza alcun contraddittorio e con una visione parziale ed edulcorata”.

Il 12 gennaio attacco a Un Posto al Sole: “Serve davvero propagandare effusioni omosessuali?”.

Il 18 gennaio comunicato contro un “documento choc dell’Istat che apre al gender fluid”.

Il 19 gennaio attacco al Tribunale di Pistoia su “due mamme”: “Così si legittima anche l’utero in affitto”.

Il 26 gennaio attacco alla Disney per “l’ennesimo cartone Lgbt con due “mamme””.

Il 27 gennaio vengono pubblicati “i quattro passaggi dell’indottrinamento gender da cui difendersi”.

Il 3 febbraio attacco al videogioco The Sims: “lancia nuovi personaggi transgender”.

Il 4 febbraio la denuncia: “A Roma le associazioni Lgbt schedano medici per gay”.

Il 6 febbraio attacco a Rosa Chemical, definito “il testimonial dell’agenda gender fluid”.

Il 7 febbraio attacco a Sanremo, definito “il Festival più gender fluid che ci sia”, e ad Amadeus: “Lasci in pace i bambini”.

Il 12 febbraio nuovo attacco a Sanremo. “Basta propaganda aborto, gender e droga con nostri soldi. Governo intervenga”.

Il 14 febbraio applausi alla CEI che “lancia l’allarme sull’eticità del transgenderismo”.

Il 16 febbraio attacco alla ratifica UE sulla convenzione di Istanbul: “Un cavallo di Troia per il gender”

Il 16 febbraio Pro Vita e Giovanardi presentano esposto contro Fedez e Rosa Chemical per atti osceni in luogo pubblico

Il 21 febbraio polemica nei confronti del Campidoglio: “Arriva il sì ai genitori gay sui moduli scolastici. E’ pura ideologia!”.

Il 27 febbraio nuovo attacco al Campidoglio: “il Municipio V incentiva sessualità in scuole elementari e medie. E’ educazione di Stato!”.

Il 27 febbraio duro attacco ad Elly Schlein: “Le impediremo di distruggere l’Italia”

Il 28 febbraio attacco al Governo Meloni: “Grave patrocinio al corso su carriera alias”.

Il 1 marzo nuovo attacco a Gualtieri: “A Roma le Asl offrono servizi LGBT. Presidente Rocca intervenga”.

Il 3 marzo Pro Vita applaude Meloni e chiede “stop al gender nelle scuole e trascrizioni anagrafiche omogenitoriali”

Il 9 marzo critiche al leghista Zaia: “Veneto con il centro per il cambio di sesso, Zaia gioca sulla pelle dei fragili”.

Il 16 marzo attacca Agesci: “apre all’identità di genere, i genitori lo sanno?”.

Il 20 marzo attacco “all’atleta trans italiano che continua a umiliare le donne”

Il 21 marzo plausi al Pdl del centrodestra per tramutare la GPA reato universale

Il 30 marzo: “Vergognosa ingerenza da UE sui figli delle coppie lgbtqia+. Governo non si faccia intimidire

Il 5 aprile attacco al “poster sui bambini trans “nascosto” nel nuovo trailer di Spiderman”.

Il 6 aprile la denuncia: “per l’ennesima volta l’identità di genere in un libro del liceo”.

L’8 aprile applausi al ” Governo italiano su legge ungherese contro l’indottrinamento Lgbt”.

Il 12 aprile via alla campagna contro la GPA “I figli non si comprano!”.

Il 13 aprile attacco a Pordenone: “Bagni unisex e carriera alias in un liceo”.

Nuova denuncia il 27 aprile: “In provincia di Pisa grave patrocinio di Regione e Provincia a evento su identità di genere, rivolto anche a studenti”.

Il 29 aprile attacco a Friuli Arcigay: “torna alla carica con l’indottrinamento Lgbt nelle scuole”.

Il 2 maggio attacco al Parlamento europeo: “Gesù con discepoli sadomaso. La mostra blasfema Lgbt”.

Il 3 maggio nuovo attacco all’UE: “Nuovo, pericoloso, passo in avanti della Convenzione di Istanbul che spinge l’agenda Lgbt”.

Il 5 maggio: “Croce Rossa incentiva il gender? Si faccia chiarezza e ponga rimedio”.

Il 12 maggio flashmob a Torino “contro le trascrizioni dei sindaci arcobaleno”.

Il 14 maggio attacco a Bologna: “Carriere alias, pericolosa deriva gender in Comune”.

Il 17 maggio, Giornata contro l’Omobitransfobia, tuonano: “Stop al bombardamento ideologico gender e alla carriera alias nelle scuole”.

Il 18 maggio contro il Campidoglio: “A Roma corsi gender obbligatori per insegnanti”

Il 18 maggio contro la Carriera Alias: “L’attivazione senza certificazione medica è pura ideologia”.

Il 26 maggio: “Grave posizione delle Diocesi che dicono sì a Veglie arcobaleno. Grati al vescovo di Bari per aver preso le distanze”.

La denuncia del 30 maggio: “L’identità di genere in un carcere minorile. Accade in Puglia”.

Il 1 giugno: “La moda Lgbt non fa bene al mercato. I consumatori non si fanno abbindolare”.

Il 5 giugno plausi alla regione Lazio e attacco a Tiziano Ferro: “Roma Pride, bene il ritiro del patrocinio dopo nostra denuncia”.

Il 7 giugno attacco a Looney Tunes: “mostra Bugs Bunny travestito per celebrare il mese del pride”.

Il 9 giugno attacco a Disney main sponsor del Roma Pride: “Ecco tutti i cartoni animati Lgbt”.

Il 9 giugno attacco al sindaco di Roma: “Gualtieri viola legge per fare regalo al movimento LGBTQ alla vigilia del Pride”.

Il 9 giugno attacco a Cinecittà World: “Gender e Pride sbarcano al parco divertimenti, anche per bambini”.

Il 12 giugno attacco diretto alla comunità LGBTQIA+ italiana: “Fomenta odio, ecco il risultato: vandalizzata la nostra sede”.

Il 16 giugno la denuncia: “Deriva “genderless” del comune di Nichelino, nel torinese”.

Il 20 giugno applausi alla procura di Padova: “”Figli” coppie omogenitoriali. La Procura di Padova difende Stato di Diritto e realtà”.

Il 26 giugno nuovo attacco a “Disney Lgbt. Un allarme che parte da lontano e continuerà a crescere”.

Il 28 giugno attacco ad Alessandra Mussolini: “Grave proposta su figli coppie gay”.

Il 4 luglio: “Al Parlamento Europeo per chiedere stop alla GPA in tutta Europa”.

Il 6 luglio attacco al sindaco di Verona: ” Damiano Tommasi asseconda i capricci LGBT”.

Il 17 luglio attacco al Tribunale di Trapani: “Sentenza choc, cambio nome e identità di genere anche senza operazione”.

Il 21 luglio applausi a Miss Italia: “La normalità diventa scandalo: Miss Italia dice no ai transgender”.

Il 24 luglio: “Spettacolo Drag queen in piazza, chi tutela i bambini?”.

Il 25 luglio lanciano un’esclusiva: “Rivelati gli incubi della chirurgia trans”.

Il 25 luglio attacco all’Istituto Superiore di Sanità: “Lancia corso di aggiornamento gender”.

Il 31 luglio: “La criminalità sessuale è legata all’ideologia di genere?”.

Il 2 agosto contro un convegno romano: “L’evento gender che, apertamente, vorrebbe indottrinare i bambini fin dalla più tenera età”.

Il 3 agosto contro la Carriera Alias: “Perché è così pericolosa”.

Il 3 agosto plausi alla presentazione di un’interrogazione parlamentare sulla Carriera Alias indirizzata al Ministro Valditara.

L’8 agosto si chiedono: “Siamo costretti a essere gay?”.

Il 16 agosto attacco a Barbie: “È un film per bambini o l’apoteosi del relativismo?”.

Il 16 agosto, l’editoriale: “Stiamo sacrificando i nostri figli sull’altare di una brutale ideologia di estrema sinistra”.

Il 22 agosto in difesa di Vannacci: “Governo si occupi piuttosto delle farneticazioni gender nelle scuole”.

Il 1 settembre: “Evitare altra propaganda Gender e ultra-femminista a scuola”.

Il 19 settembre attacco alla regione Regione Emilia-Romagna: “Usa l’asterisco per messaggi a bambini e famiglie”.

Il 27 settembre attacco a Trento: “Vergognoso che comune dia teatro per spettacolo con Drag Queen”.

Il 29 settembre, applausi al Tribunale di Torino: “Bene, non esistono due mamme”.

Il 3 ottobre: “Grave l’adozione della Carriera Alias in scuola dell’infanzia, elementare e media a Roma”.

Il 4 ottobre: “Grave l’adozione della Carriera Alias e l’indottrinamento gender al liceo Giannone di Benevento”.

Il 5 ottobre: “In Molise altra sentenza choc su cambio di identità di genere senza operazione”.

Il 9 ottobre nuovo attacco al sindaco di Roma: “Gualtieri porta le lobby Lgbt in scuole medie e liceo”.

L’11 ottobre: “Miss Universo si sta trasformando in Miss transgender”

Il 16 ottobre: “Grave ingerenza del Comune di Roma per introdurre la Carriera Alias nelle scuole”.

Il 17 ottobre, per i 100 anni di Disney, Pro Vita protesta a Disneyland Paris chiedendo il boicottaggio per propaganda LGBTQIA+.

Il 18 ottobre allarme al Al Conservatorio statale di Teramo: “Arriva la dicitura non binario”

Il 20 ottobre: “Fuori il gender dalla sanità! Abbiamo consegnato la nostra petizione all’ISS”.

Il 23 ottobre attacco al Municipio XI di Roma: “Ci prova con la carriera alias, ma le scuole forse hanno cose più importanti da fare”.

Il 24 ottobre: “La manipolazione gender inizia dalla scuola. Ecco a quali libri per bambini fare attenzione”.

Il 27 ottobre contro il Comune di Bologna perché “finanzia rieducazione gender per insegnanti di medie e liceo e vara “frasario” Lgbt”.

Il 27 ottobre: “Per l’Università statale di Perugia gli studenti diventano. . . asterischi!”.

Il 30 ottobre: “La deriva gender del Comune di Bologna. Ecco cosa dice il frasario Lgbt”.

Il 2 novembre: “L’ideologia Lgbt si fa largo nella sanità in Trentino”.

Il 6 novembre: “A Bari gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado vengono indottrinati al gender”.

Il 7 novembre: “Il Parlamento Europeo spinge gli Stati membri a riconoscere genitori Lgbt e utero in affitto”.

Il 16 novembre contro la procura di Padova: “Sui “figli” di coppie omogenitoriali arriva un cambio di rotta ideologico”

Il 17 novembre contro Piombino: “Grave patrocinio del Comune a Carriera Alias”.

Il 18 novembre lanciano l’allarme: “Avremo i trapianti di pene”.

Il 22 novembre si torna su Roma: “Gualtieri e la sua inesorabile deriva Lgbt”

Il 22 novembre via alle affissioni dei cartelloni “No a educazione affettiva arcobaleno”.

Il 29 novembre contro l’OMS: “Ennesimo testo pro gender”.

Il 30 novembre: “Famiglie arcobaleno e libertà sessuale, ecco i corsi per scuole elementari e medie a Torino”.

Il 5 dicembre manifesti anti-gender rimossi a Firenze: “Violata libertà di espressione. Nardella chiarisca”.

Il 5 dicembre contro il TAR: “Decisione choc, conferma censura politica del Comune di Roma contro i nostri manifesti”.

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