Al Liceo Classico, Linguistico e delle Scienze Umane Eugenio Montale di Roma un progetto dal titolo “Io sono quindi amo. Amare e amarsi come esseri unici e speciali” ha vinto il Bando A scuola di parità di Roma Capitale. Nulla di apparentemente sconvolgente se dietro quel progetto non ci fosse una realtà omotransfobica come Progetto Pioneer, vicina a Pro Vita, che cita come base teorica il libro propaganda Nati per essere liberi. Famiglia e scuola: educazione sessuale no-gender theory.
Sconcerto all’Eugenio Montale
Un libro che esplicitamente rifiuta gli standard per l’educazione sessuale in Europa, un documento dell’OMS del 2010, che risponde all’obiettivo di definire degli standard minimi per l’introduzione dell’educazione sessuale raccomandati a livello europeo e che dal resto del mondo scientifico è considerato un pilastro su cui fondare ricerche e politiche.
Intervistati da Simone Alliva per Domani, alcuni professori del Montale hanno definito simile progetto “una trappola. Si presentano come un generico corso di educazione affettiva per poi parlare di corpo e identità in un’ottica anti-lgbt, da negazionisti del femminicidio e anti-aborto. Il progetto è stato presentato a nostra insaputa. In Consiglio non è mai stata discussa questa proposta. Eppure ha vinto il bando del Comune di Roma “A Scuola di Parità”.
A spingere l’iniziativa il dirigente Francesco Rossi, convinto che andrebbe a “rinforzare le competenze emotive” degli alunni. Tra gli esperti chiamati a interfacciarsi con gli studenti è previsto Emiliano Lambiase, psicoterapeuta, vicepresidente di Pioneer, contrario alla carriera alias nonché convinto che ci sia bisogno di una definizione di violenza di genere più “inclusiva” che “non focalizza l’attenzione sullo scontro tra sessi, gli uomini contro le donne, ma mette tutti dalla stessa parte, a prescindere dal sesso e dall’età“.
La dura reazione di Educare alle Differenze
Educare alle Differenze, rete nazionale di associazioni che lavora nella formazione con bambin*, adolescenti e adulti per promuovere la libertà di essere se stess*, costruire immaginari e culture aperte, contrastare ogni forma di discriminazione e decostruire gli stereotipi che sono alla base della violenza di genere, del bullismo omolesbobitransfobico e di tutte le altre forme di discriminazione, ha espresso “sconcerto” per quanto accaduto. Puntando il dito contro l’Assessorato alle pari opportunità del comune di Roma guidato dall’assessora Monica Lucarelli, che ha promulgato simile progetto all’interno di un bando per la promozione della cultura delle pari opportunità, la prevenzione della violenza contro le donne, il superamento degli stereotipi di genere e delle discriminazioni basate sull’identità di genere e l’orientamento sessuale.
“Ci chiediamo come sia possibile: per connivenza, per superficialità o ignoranza. Ci interroghiamo su come non vi sia alcuna consequenzialità tra quello che a parole viene affermato dall’amministrazione e gli atti amministrativi che vengono prodotti; siamo sempre più allarmat3 dal pressapochismo che impera anche nelle amministrazioni di centrosinistra, le cui conseguenze ricadono su insegnanti e student3. Chiediamo immediatamente la revoca dell’aggiudicazione del bando o la sostituzione del partner da parte della scuola. Esprimiamo solidarietà al corpodocente della scuola, che il Dirigente scolastico non ha mai informato prima dell’aggiudicazione stessa, mostrando un’opacità tutt’altro che casuale. Anche la mancanza di trasparenza e rispetto degli organi collegiali, oltre che della componente studentesca, è un altro inquietante ed eloquente aspetto di questa vicenda. L’educazione sessuo-affettiva non si improvvisa, competenze ed esperienze vanno sempre vagliate con attenzione e vanno condivise con chi vive ogni giorno la scuola. Affidare progetti del genere a chi continua a perpetuare discriminazioni e stereotipi, proponendo una visione sessuofobica e cis-eterosessista, basata sull’astinenza e sul celibato, oltre che controproducente è fortemente pericoloso. L’educazione sessuo-affettiva deve essere portata avanti con competenza e professionalità, in una visione laica e non eteronormata, che metta al centro il consenso e il piacere. Per combattere le violenze di genere abbiamo bisogno di un’educazione di questo tipo subito, e non saranno certo le associazioni ProVita e le loro emanazioni a offricercela”.
La replica del Comune di Roma
Monica Lucarelli, assessora alle attività produttive e pari opportunità di Roma Capitale, ha promesso verifiche “urgenti al dipartimento competente” dalle pagine di Domani: “Una volta acquisita tutta la documentazione, verificherò personalmente che siano stati rispettati i requisiti formali e i criteri di qualità previsti. È fondamentale che ogni progetto sia coerente con gli obiettivi del bando: promuovere la cultura della parità, contrastare la violenza di genere e superare gli stereotipi, nel rispetto dei principi di inclusione, autodeterminazione e pari opportunità che guidano la nostra azione“.
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