Uno sfregio alla memoria. È stato vandalizzato il murale dedicato a Pier Paolo Pasolini, realizzato nel 2022 su un muro della metro B Santa Maria del Soccorso, al Tiburtino, Roma.
“Fr*cio schifoso, adescava i ragazzi di borgata. Ucciso da un diciassettenne che non soddisfava le sue voglie sessuali. Vergogna, firmato il popolo di Roma“, l’oscena scritta comparsa sul murale che raffigura Pasolini con gli occhiali da sole e le mani in tasca, e con il volto invecchiato tra quelli dei fratelli Citti, Sergio e Franco, entrambi legati da un profondo sodalizio artistico con il poeta e regista.
Un murale inaugurato nel 2022 per i 100 anni della nascita di PPP, realizzatato dallo street artist Leonardo Crudi.
Sdegno per l’atto vandalico nei confronti di PPP
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In pochi anni l’opera è diventata uno dei simboli artistici della periferia est della Capitale, con l’assessore alla cultura Massimiliano Smeriglio che ha parlato di un “un gesto vile”, precisando a RomaToday che l’ufficio decoro urbano del Comune si è subito messo al lavoro per il ripristino del murale.
“Quel graffito non è solo una commemorazione ma un’opera d’arte dedicata al più importante intellettuale del Novecento. Per questa ragione, l’ufficio decoro del Gabinetto di Roma Capitale, è già all’opera per provvedere al ripristino, con l’auspicabile coinvolgimento dell’artista, perché il danno inferto rende ormai il murales illeggibile”.
Per ora non risultano responsabili né rivendicazioni per il gesto.
Lo scomodo Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini è stato una delle figure più complesse, controverse, geniali e incisive della cultura italiana del Novecento. Poeta, narratore, saggista, regista e intellettuale militante, ha attraversato il suo tempo come una ferita aperta, rifiutando ogni compromesso e scegliendo la solitudine di chi guarda la realtà senza veli.
Come poeta, Pasolini è stato insieme lirico e civile. Il cinema è stato invece un altro modo per “scrivere la realtà”. Da Accattone a Mamma Roma, fino a Il Vangelo secondo Matteo, ha costruito un linguaggio cinematografico asciutto, sacrale, spesso anti-spettacolare, con uno sguardo antropologico e poetico, fino a denunciare il potere come sistema di violenza totale e il consumismo come nuova forma di fascismo, più subdola perché interiorizzata, con i suoi ultimi film.
Pier Paolo Pasolini fu brutalmente assassinato nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia. Il suo corpo fu ritrovato massacrato, percosso con un’asta di metallo e infine travolto e schiacciato dalla sua stessa automobile. Da oltre 50 anni ci si interroga sul suo omicidio. Ad essere condannato fu Giuseppe (Pino) Pelosi, all’epoca 17enne. Pelosi confessò il delitto per poi ritrattarlo, sostenendo che furono tre sconosciuti arrivati su un’altra auto ad uccidere lo scrittore.
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